23 novembre 1946 – Bombardamento di Haiphong

Durante la Seconda guerra mondiale, i giapponesi occupano l’Indocina francese (Cocincina, Annam, Tonchino, Laos e Cambogia). Il governo fantoccio di Vichy collabora con i giapponesi. In quel periodo Ho Chi Minh collabora con gli Stati Uniti nella guerra di liberazione. Ma i giapponesi, il 10 marzo 1945, si sbarazzano dei francesi e proclamano Bao Dai imperatore del Vietnam “indipendente”: ma Bao Dai rifiuta, dichiarando di preferire “essere cittadino d’un Paese libero piuttosto che imperatore d’uno Stato assoggettato”. Il 24 marzo 1945, il governo provvisorio francese dichiara di voler costituire una federazione indocinese nell’ambito dell’Unione francese (il nuovo nome dell’impero coloniale). Peccato che le potenze vincitrici la vedano diversamente: la conferenza di Potsdam definisce un assetto in cui il Nord del Vietnam è posto sotto l’influenza russo-cinese e il Sud sotto quella inglese.

Il 2 settembre 1945, con una cerimonia confuciana, Ho Chi Minh legge la dichiarazione d’indipendenza vietnamita, esemplata su quella americana del 1776 e su quella francese del 1789. L’imperatore Bao Dai accetta il ruolo di consigliere speciale della nuova repubblica democratica, ma i francesi prima l’esiliano a Hong Kong e poi gli assegnano il ruolo di capo dello Stato del Vietnam costituito a Saigon. I francesi, infatti, non riconoscono gli accordi di Potsdam e, a partire dall’estate del 1945, intraprendono la riconquista dell’Indocina: Cambogia, Laos e Cocincina, ma non Annam e Tonchino, che restano sotto il controllo della repubblica democratica di Ho Chi Minh. La riconquista francese causa un’immane carestia, perché impedisce il tradizionale trasferimento nel Nord del Paese del raccolto del riso coltivato al Sud.

Inizialmente i francesi riconoscono la repubblica democratica e, anzi, firmano solennemente un trattato con Ho Chi Minh, il 6 marzo 1946. Poi l’improvviso voltafaccia.

Il 23 novembre 1946 la marina francese bombarda il porto di Haiphong e fa 6.000 vittime civili.

Il 19 dicembre Hanoi insorge, il governo della repubblica democratica estende le ostilità all’intero Paese ed entra in clandestinità. Inizia una guerra che durerà 30 anni.

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