16 marzo 1968 – My Lai

Una delle pagine più nere della guerra del Vietnam. La sera del 15 marzo, il capitano Medina informò gli uomini della compagnia Charlie che alle 7 della mattina successiva gli abitanti civili della zona di My Lai avrebbero lasciato i villaggi per recarsi al mercato. Tutti quelli che fossero rimasti avrebbero potuto essere considerati effettivi o simpatizzanti del 48° battaglione Viet Cong.

La mattina del 16 la compagnia Charlie non trovò combattenti, ma iniziò un fuoco indiscriminato diretto a tutto quello che si muoveva: uomini donne vecchi bambini e animali. Il massacro crebbe d’intensità. La testimonianza della BBC:

Soldiers went berserk, gunning down unarmed men, women, children and babies. Families which huddled together for safety in huts or bunkers were shown no mercy. Those who emerged with hands held high were murdered. … Elsewhere in the village, other atrocities were in progress. Women were gang raped; Vietnamese who had bowed to greet the Americans were beaten with fists and tortured, clubbed with rifle butts and stabbed with bayonets. Some victims were mutilated with the signature “C Company” carved into the chest. By late morning word had got back to higher authorities and a cease-fire was ordered. My Lai was in a state of carnage. Bodies were strewn through the village.

Non sopravvisse nessuno. I morti furono tra i 350 e i 500.

Contrariamente alla vulgata (“anche gli americani commettono crimini di guerra, ma almeno li ammettono”), i militari e il governo statunitense cercarono disperatamente di nascondere l’accaduto e di non giungere a un processo. Dei 26 soldati americani processati per il massacro, soltanto il tenente William Calley fu condannato (con attenuanti: 3 anni e mezzo agli arresti domiciliari in caserma!). Quel che è più grave, la corte marziale americana stabilì il precedente che un militare che esegue ordini è esentato dalla responsabilità del suo operato, capovolgendo il principio stabilito dai tribunali per crimini di guerra di Norimberga e Tokyo e aprendo la strada alla sostanziale immunità dei militari americani. Il processo è completato dalla mancata adesione statunitense alla Corte penale internazionale dell’Aia.

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