3 aprile 1948 – Il piano Marshall

Mi sembra abbastanza curioso che nessuno abbia commentato, sulla stampa italiana, l’importante anniversario di ieri. Eppure, ricorreva il sessantesimo anniversario della firma del presidente americano Harry Truman alla legge che – con l’istituzione dell’ECA (Economic Cooperation Administration) – dava il via ufficiale al programma d’aiuti. Sempre nel 1948, i 17 paesi coinvolti (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Stati Uniti, Svezia, Svizzera e Turchia) diedero vita all’Organisation for the European Economic Cooperation, che diventerà poi l’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).

Il silenzio è curioso, soprattutto in questa campagna elettorale, dal momento che molte volte Berlusconi ha parlato (in genere a sproposito) della necessità di un’iniziativa simile… forse perché una vulgata storiografica collega la vittoria di De Gasperi nelle elezioni del 1948 alla firma da parte del governo italiano di un trattato di amicizia, commercio e navigazione con gli Stati Uniti (2 febbraio 1948) che dava via libera, in sostanza, all’applicazione del piano Marshall in Italia.

L’idea del piano era stata lanciata da Marshall (ministro degli esteri statunitense) in un discorso tenuto ad Harvard il 5 giugno 1947:

It is logical that the United States should do whatever it is able to do to assist in the return of normal economic health to the world, without which there can be no political stability and no assured peace. Our policy is not directed against any country, but against hunger, poverty, desperation and chaos. Any government that is willing to assist in recovery will find full co-operation on the part of the U.S.A.

Il piano, bocciato dai sovietici (che in alternativa approvarono il piano Molotov per i loro satelliti), era molto generoso. Il 90% degli aiuti era erogato a fondo perduto e il restante 10% in prestiti a lunghissima scadenza (30-40 anni) e a basso tasso d’interesse (2,5%). Si trattava però, pressoché esclusivamente, di merci d’origine statunitense. I 22 miliardi di dollari originariamente stimati, a seguito della forte opposizione repubblicana in Congresso, furono ridotti a poco meno di 13 miliardi in 4 anni: 3,4 spesi per l’importazione di materie prime e semi-lavorati; 3,2 in aiuti alimentari, prodotti agricoli e fertilizzanti; 1,9 in mezzi di trasporto, macchinari e altri beni d’investimento e 1,6 in carburanti.

L’Italia non fu uno dei beneficiari più importanti, né in termini assoluti, né in termini pro capite.

Paese 1948/49
(milioni di $)
1949/50
(milioni di $)
1950/51
(milioni di $)
Totale
(milioni di $)
Regno Unito 1316 921 1060 3297
Francia 1085 691 520 2296
Germania 510 438 500 1448
Italia (incl. Trieste) 594 405 205 1204
Paesi Bassi 471 302 355 1128
Belgio e Lussemburgo 195 222 360 777
Austria 232 166 70 468
Danimarca 103 87 195 385
Norvegia 82 90 200 372
Grecia 175 156 45 366
Svezia 39 48 260 347
Svizzera 0 0 250 250
Turchia 28 59 50 137
Irlanda 88 45 0 133
Portogallo 0 0 70 70
Islanda 6 22 15 43
Totale 4924 3652 4155 12721

Per me, il piano Marshall è un solo ricordo, la serie dei francobolli che finì nella mia collezione agli inizi degli anni Sessanta.

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