Here Comes Everybody – Clay Shirky

Shirky, Clay (2008). Here Comes Everybody. The Power of Organizing without Organizations. London: Allen Lane. 2008.

Sono un po’ deluso. Il libro di Clay Shirky (sì, in America ci si può chiamare “Argilla” di nome senza essere necessariamente de’ coccio, come si dice a Roma) è stato preceduto da un grande tam tam, non dalla pubblicità commerciale, naturalmente, ma dalla rete dei guru e dei digerati, proprio una delle reti sociali di cui il libro parla. Ne hanno parlato Edge e lo stesso Shirky, che è stato anche keynote speaker al Web 2.0 Expo di San Francisco (22-25 aprile 2008). Mi aspettavo quindi molto, e molto di innovativo. E invece…

Il nòcciolo del problema, secondo me, sta in quello che lo stesso Shirky racconta negli Acknoledgments alla fine del volume, ringraziando la moglie:

Finally, of course, is Almaz Zelleke, my wonderful wife, who looked across the dining room table one day and said, “Time for you to write a book,” …

Forse non gli avrebbe dovuto suggerire di scrivere un libro, perché i contenuti interessanti avrebbero potuto essere più efficacemente riassunti in uno o più articoli, una volta depurati dei numerosi esempi riportati in forma aneddotica. È vero che i temi e le osservazioni di Shirky sono spesso originali, e che le esemplificazioni sono indispensabili in un’opera di divulgazione, ma – ahimè – gli esempi sono quelli che abbiamo già letto un milione di volte, da Wikipedia alle smart mobs

Quella che sarebbe la mia recensione è ben riassunta da questa, di Stephen R. Laniel che ho trovato sulla pagina di Amazon dedicata al libro:

If you read enough, you just have to be wary of “Here Comes Everybody” and its ilk. If you’re the sort of person thinking of reading Shirky’s book, you’ve probably also read Larry Lessig (Code), Yochai Benkler (The Wealth of Networks, not to mention essays like “Coase’s Penguin”), Shapiro and Varian (Information Rules), maybe Weinberger (Everything is Miscellaneous), and on and on. You’ve used the Wikipedia. You may well use Linux. You’ve learned about “the wisdom of the crowds” (Surowiecki). You’ve got “the long tail” in there somewhere too.

What does Shirky add to this cacaphony? He adds one important special case of all of the above: the Internet lets us form groups effortlessly.

Leggetelo, comunque, soprattutto se non ricadete nelle categorie elencate da Laniel. I capitoli che ho trovato più interessanti sono il quarto (Publish, then Filter) e soprattutto il decimo (Failure for Free).

Qui sotto il discorso tenuto al Web 2.0 Expo.

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