The Second Plane – Martin Amis

Amis, Martin (2008). The Second Plane. September 11: 2001-2007. London: Vintage Books. 2008.

  1. Martin Amis scrive un inglese meraviglioso, ellittico, efficace, a volte impervio ma sempre affascinante. Come esempio, bastano le prime righe del primo brano del libro (si tratta di 14 pezzi, scritti tutti per quotidiani e periodici, con riferimento agli attentati dell’11 settembre, per la maggior parte di carattere saggistico):

    It was the advent of the second plane, sharking in low over the Statue of Liberty: that was the defining moment. Until then, America thought she was witnessing nothing more serious than the worst aviation disaster in history; now she had a sense of the fantastic vehemence ranged against her. [p. 3]

  2. Martin Amis è anche un grande romanziere, anche se non è certo questo il libro per scoprirlo. Secondo me, il suo romanzo più bello è London Fields (Territori londinesi, edito da Mondadori ma – temo – fuori catalogo): un libro che si ama o si odia.
  3. Martin Amis ha delle opinioni che spesso non condivido, anche e soprattutto perché si ha la sensazione che voglia sempre stupire o scandalizzare il lettore con l’estremismo e la radicalità delle sue opinioni. Questo libro non fa eccezioni. Personalmente, mi è riuscito difficile allora e mi riesce difficile ancora farmi ossessionare dall’11 settembre, considerarlo uno spartiacque epocale.
  4. Quello che soprattutto mi ha turbato è la sua posizione radicalmente anti-islamista. Da una parte la condivido, perché penso da tempo che le religioni (l’illusione di dio, direbbe Richard Dawkins) siano un veleno che sta distruggendo la vita, il pianeta, la possibilità stessa di migliorare e progredire. Tutte le religioni, ma soprattutto quelle che affondano le loro radici nel “libro”, cioè nell’insieme di credenze sessiste e guerrafondaie tradizionalmente attribuite a una gelosa divinità minore del vicino Oriente. Dall’altra mi chiedo: ma dove passa la linea tra il sano anti-islamismo e il razzismo tout-court? Che, trasposta, è anche la domanda: dove passa la linea tra anti-sionismo e anti-semitismo? Io la risposta non ce l’ho. E quella che dà Amis non mi convince del tutto.
  5. Amis è affascinato dal male. In questo è profondamente perverso. Ma qui è anche la sua grandezza. Nel libro ci sono due racconti, “The Last Days of Muhammad Atta” e “In the Palace of the End”, entrambi comparsi sul New Yorker. Il secondo, in particolare, è perverso e bellissimo.

Alcune brevi citazioni dal libro. La prima la condivido appieno, la seconda in parte, la terza di nuovo mi sembra convincente (e toccante).

To be clear: the opposite of religious belief is not atheism or secularsm or humanism. It is not an ism: it is independence of mind – that’s all. When I refer to the age of boredom, I am not thinking of airport queues and subway searches. I mean the global confrontation with the dependent mind. [pp. 77-78]

But with Islamism, with total malignancy, with total terror and total boredom, irony, even militant irony (which is what satire is), merely shrivels and dies. [87]

Love is an abstract noun, something nebulous. And yet love turns out to be the only part of us that is solid, as the world turns upside down and the screen goes black. We can’t tell if it will survive us. But we can be sure that it’s the last thing to go. [137]

Pubblicato su Recensioni. 4 Comments »

4 Risposte to “The Second Plane – Martin Amis”

  1. wu ming Says:

    Su repubblica di oggi c’è l’intervista che Roman Polanski ha rilasciato a Martin Amis nel 1979, a Parigi, dove il regista si era rifugiato in fuga dagli Stati Uniti. In due mezze pagine l’intervista parla della vita di Polanski, dal ghetto di Cracovia al massacro di Sharon Tate e lo spazio dedicato alla violenza alla ragazzina è davvero ridotto.

  2. The Pregnant Widow « Sbagliando s’impera Says:

    […] Penso di avere letto tutte, o quasi, le opere che ha pubblicato in volume (ho fatto un rapido controlo su Wikipedia: mi sa che ho letto proprio tutto!), ma su questo blog ho recensito soltanto una raccolta di saggi, The Second Plane. […]

  3. Martin Amis – The Pregnant Widow « Sbagliando s’impera Says:

    […] Penso di avere letto tutte, o quasi, le opere che ha pubblicato in volume (ho fatto un rapido controlo su Wikipedia: mi sa che ho letto proprio tutto!), ma su questo blog ho recensito soltanto una raccolta di saggi, The Second Plane. […]

  4. Martin Amis – Lionel Asbo « Sbagliando s'impera Says:

    […] a me piaccia Martin Amis l’ho già detto altrove (qui e qui), come ho già detto che capita, e abbastanza spesso, di restare un po’ […]


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