Quella cosa in Lombardia

Quella Cosa In Lombardia

Sia ben chiaro che non penso alla casetta
due locali più i servizi, tante rate, pochi vizi,
che verrà quando verrà…
penso invece a questo nostro pomeriggio di domenica,
di famiglie cadenti come foglie…
di figlie senza voglie, di voglie senza sbagli;
di millecento ferme sulla via con i vetri aoppannati
di bugie e di fiati, lungo i fossati della periferia…
Caro, dove si andrà, diciamo così, a fare all’amore?
Non ho detto “andiamo a passeggiare”
e neppure “a scambiarci qualche bacio…
Caro, dove si andrà, diciamo così, a fare all’amore?
Dico proprio quella cosa che sai,
e che a te piace, credo, quanto a me!”
Vanno a coppie, i nostri simili, quest’oggi
per le scale, nell’odore di penosio alberghi a ore…
anche ciò si chiama “amore”;
certo, è amore quella fretta tutta fibbie, lacci e brividi
nella nebbia gelata, sull’erbetta;
un occhio alla lambretta, l’orecchi a quei rintocchi
che suonano dal borgo la novena; e una radio lontana
dà alle nostre due vite i risultati delle ultime partite…
Caro, dove si andrà, diciamo così, a fare all’amore?
Non ho detto “andiamo a passeggiare”
e neppure “a scambiarci qualche bacio…
Caro, dove si andrà, diciamo così, a fare all’amore?
Dico proprio quella cosa che sai,
e che a te piace, credo, quanto a me!”

La canzone (di cui non ho travato il clip: qualcuno ce l’ha?) è di Franco Fortini, e non di Enzo Jannacci. E fu portata al successo, originariamente, da Laura Betti.

Ne parla lo stesso Fortini:

Sul libro Musica e parole di Mario De Luigi e Michele L. Straniero (Gammalibri; Milano 1978, p. 17) si legge: “Non molto tempo fa Franco Fortini in un suo articolo espresse la convinzione che l’avvenire della poesia fosse nella canzone. Non è un caso che Fortini, uno dei nostri maggiori poeti contemporanei abbia spesso scelto per esprimersi il linguaggio della canzone: e a lui dobbiamo, infatti testi di canzoni fra le migliori che la produzione italiana ci abbia dato negli ultimi quindici anni (basti ricordare Quella cosa in Lombardia lanciata da Jannacci e Canzone del bel tempo incisa da Milly). Come valuta queste affermazioni?

Qui evidentemente si esagera, si esagera di molto. Si dice anche una cosa non giusta: infatti Quella cosa in Lombardia non è stata lanciata da Jannacci. Le cose andarono diversamente. Bisogna tornare indietro ai tempi di Cantacronache. Cantacronache era un gruppo torinese che cominciò la sua attività in modo occasionale verso la fine degli anni ’50. In occasione di una campagna elettorale furono fatte delle canzoni, che poi furono registrate e diffuse con gli altoparlanti, provocando dei putiferi. Una delle più belle era Dove vola l’avvoltoio? di Italo Calvino. Io feci una cosa scherzosa intitolata Fratelli d’Italia, tiriamo a campare. In seguito Cantacronache diventò un gruppo abbastanza consistente. Si facevano due generi di canzoni: quelle lugubri a base di morti nelle miniere e quelle scherzose. Quelle burlesche erano le migliori. Uno dei componenti del gruppo era Fausto Amodei. Con lui partecipai alla prima marcia per la pace, la Perugia-Assisi. C’era anche Calvino. Mi ricordo che improvvisavamo delle strofette: per queste strofette io poi fui denunciato al Tribunale militare di Torino. In seguito, un gruppo di letterati romani pensò di produrre delle canzoni i cui testi fossero composti da scrittori veri e propri. Era interessata all’iniziativa la cantante Laura Betti d’accordo con Alberto Moravia. Laura Betti cominciò a chiedere questi testi, per fare una sua serata. Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini scrissero subito delle cose per lei. Io fui messo in rapporto con il musicista Fiorenzo Carpi: e cosi nacque Quella cosa in Lombardia, che fu cantata molto bene da Laura Betti, e poi incisa in un disco. Qualche anno più tardi Enzo Jannacci (senza chiedermi nulla) riprese la canzone, interpretandola però in un modo che io (pur essendo un suo ammiratore) francamente non condivido. Egli infatti ha usato un tono violento e beffeggiante, che proprio non si accorda con la tonalità un po’ crepuscolare del testo.

Il 4° segreto di Fatima

Alla vigilia del suo incontro con Benedetto XVI, Berlusconi rivela all’Italia (dalla compiacente tribuna del tg1) il contenuto del 4° segreto di Fatima (riprendo la notizia da Il Giornale).

Alla vigilia dell’incontro con Benedetto XVI il premier ricorda, in un’intervista al Tg1, il suo rapporto con il predecessore, quel Karol Wojtyla «protagonista della storia» anche per il suo «contributo alla caduta dell’impero sovietico». E ricorda anche un complimento di Giovanni Paolo II e dell’allora segretario di Stato Angelo Sodano: «Che il governo Berlusconi, nei nostri precedenti 5 anni di governo, era stato quello con cui lo Stato vaticano aveva risolto meglio tutti i problemi tra le due entità statali».

3 giugno – Josephine Baker

Nata il 3 giugno 1906 a St. Louis nel Missouri, ottenne uno straordinario successo in Francia, soprattutto per la famosa Danse Sauvage in cui indossava un gonnellino di banane (finte).

Non tutti sanno, però, che Josephine fu membro attivo della resistenza francese durante l’occupazione nazista e ricevette per questo la Croce di guerra, la Legion d’onore e la Rosetta della resistenza.

Negli anni 50, pur residente in Francia, fu attiva nel movimento per i diritti civili americano e nella NAACP. Nel 1963 partecipò alla marcia su Washington e parlò a fianco di Martin Luther King. La sua famiglia multietnica era composta di 12 figli adottivi: Akio (Korea), Janot (Giappone), Luis (Colombia), Jarry (Finlandia), Jean-Claude (Canada), Moïse (Israele), Brahim (Algeria), Marianne (Francia), Koffi (Costa d’Avorio), Mara  (Venezuela), Noël (Francia) e Stellina (Marocco).

Se avete pazienza, ecco un documentario di una mezzoretta (in inglese).

Sally Ride – 26 maggio 1983

Questa è veramente una scemenza pretestuosa e me lo dico da solo.

Il 26 maggio 1983, 25 anni fa esatti, Sally Ride è stata la prima donna statunitense ad andare nello spazio (quasi 20 anni esatti dopo Valentina Tereshkova).

A me è venuta in mente una canzone di molti anni prima, Mustang Sally di Wilson Pickett che – anche se il ritornello fa “Ride Sally Ride” – ovviamente non c’entra nulla con la Sally Ride di cui stiamo parlando…

La canzone è uno dei pezzi forti di The Commitments.

C’è anche una Ride Sally Ride di Dennis Coffey.

Jukebox

Apparecchio automatico situato specialmente nei locali pubblici, contenente un giradischi e numerosi dischi di musica leggera che possono essere selezionati e ascoltati mediante inserimento di monete o gettoni (De Mauro online).

Molto interessante l’etimologia. Originariamente, l’aggeggio si chiamava nickel-in-the-slot ed era diffuso nei bar e nei locali di ritrovo. Particolarmente in quelli lungo le vie di comunicazione, dove si poteva bere e ballare tutta notte (e forse anche godere di qualche altro piacere). Questo tipo di locali, negli anni Trenta e Quaranta, nel sud degli Stati Uniti si chiamava juke joint, e juking voleva dire “andare in giro a trovare un posto per divertirsi” o anche semplicemente “ballare”. Le “macchine da musica a pagamento” onnipresenti in quei locali cominciarono a essere chiamate Juke-box per antonomasia, piuttosto che nickel-in-the-slot.

Adesso viene il bello. Juke è una parola arrivata all’americano dal Gullah, lingua parlata dagli afro-americani della Carolina del sud e della Florida: juke significa “cattivo” e da questo dovrebbe essere chiaro che le juke joints erano luoghi malfamati, se non case di malaffare. A sua volta, il termine Gullah è una chiara derivazione delle lingue dell’Africa occidentale, dato che in Wolof, ad esempio, dzug significa “vivere malamente”.

20 maggio – James Stewart

Esattamente 100 anni fa nasceva a Indiana, in Pennsylvania, James Maitland Stewart. Jimmy, per gli amici. Uno dei più grandi attori di tutti i tempi.

Lo voglio ricordare non con uno dei suoi film più grandi, ma con uno di quelli che più amo, Harvey (1950).

Elwood P. Dowd è uno scapolone eccentrico e piacevole che vive in un piccolo centro. Arriva in città un coniglio bianco alto un metro e novanta, ma non tutti possono vederlo (è un Pooka della leggenda irlandese). Quando Dowd lo incontra e ne diventa amico, sua sorella (che è altrettanto eccentrica) e i suoi concittadini ne mettono in dubbio la salute mentale. Il dibattito sull’esistenza del bianco coniglio invisibile coinvolge via via l’intera cittadina, ma alla fine la morale della favola è che la vita è sempre un po’ più bizzarra di quanto ti aspetti e che, a volte, il tuo migliore amico può essere un coniglione (bianco).

Secondo YouTube (ma la fonte non è autorevolissima), questo trailer del film fu girato da Alfred Hitchcock (mah!).

Infine, un “omaggio” di Jim Carrey.

17 maggio – Birgit Nilsson ed Erik Satie

Un giorno importante per la storia della musica.

Nel 1918, 90 anni fa, nasceva Birgit Nilsson, svedese, soprano, una delle più grandi interpreti wagneriane (l’altra grande soprano wagneriana fu Kirsten Flagstad, norvegese).

Nonostante l’aria truce, Birgit Nilsson era spiritosissima. A un giornalista che le chiese qual era il segreto della sua intepretazione di isotta, nel Tristan und Isolde di Wagner, rispose: “Scarpe molto comode”. E quando le chiesero se l’acconciatura di una sua rivale, la soprano Joan Sutherland, secondo lei era vera o una parrucca, rispose: “Non le ho ancora tirato i capelli”. Non che non fosse capace di farlo: una discussione con il tenore Franco Corelli finì a morsi (fu lui che morse lei): Birgit annullò il concerto “per indisposizione, verosimilmente rabbia”.

La sentiamo interpretare Isotta, nella scena finale (il Liebestod):

Nel documentario qui sotto abbiamo anche un assaggio del suo umorismo:

Qui la “vera” scena finale del Crepuscolo degli dei, quando Brunilde s’immola.

And now for something completely different.

Il 17 maggio, ma del 1866, nasce a Honfleur in Normandia Erik Satie, musicista eccentrico. Non sapete chi è? Niente paura, riconoscerete il brano.

America – Yes

Forse non tutti sanno che la prima cosa che gli Yes nella formazione “classica” (Jon Anderson voce, Bill Bruford batteria e percussioni, Steve Howe chitarra, Chris Squire basso e Rick Wakeman tastiere) hanno registrato è stata America di Paul Simon.

Dedicato a Morgaine.

Slogan

Formula sintetica, espressiva e facile da ricordarsi, usata a fini pubblicitari o di propaganda: uno slogan efficaceslogan elettorale” (De Mauro online).

Originariamente sluagh-ghairm significava “grido di battaglia” in scozzese, come composto di due parole gaeliche, sluagh “moltitudine” + gairm “grido”.

Un altro grido di battaglia famoso è l’haka maori degli all blacks.

LEGO Digital Designer

Aggiorno il post dedicato al LEGO con un’informazione utile.

Da qualche giorno si può scaricare gratuitamente, dal sito della LEGO, il LEGO Digital Designer, che permette di giocare con i celebri mattoncini (e anche con gli omini e tutto il resto) sullo schermo del computer.

Imperdibile.