Sesso estremo: come fare se la tua ragazza è 70 volte più grande di te?

Nelle limpide acque della grande barriera corallina un maschio di polpo della specie Tremoctopus violaceus si avvicina alla femmina. Lei, 70 volte più grande di lui, nemmeno se ne accorge. Lui le lascia uno dei tentacoli, carico di sperma, e se ne va con gli altri sette.

Meglio così, perché ai ragni può andare peggio. Meglio se la femmina non si accorge di te: altrimenti ti mangia. Essere piccoli è dunque un vantaggio.

Quanto al maschio di questa rana pescatrice, non fa nemmeno la fatica di svilupparsi completamente. Privo di apparato digerente, sta in agguato sul fondo: quando percepisce l’avvicinarsi di una femmina, 64 volte più grande di lui, si lancia e l’addenta. Poi, lentamente, la sua bocca e il suo corpo si fondono con lei, prelevando nutrimento attraversi i vasi sanguigni, e rilasciando sperma per fecondarne le uova.

Fonte: What to Do When Your Girlfriend Is 70 Times Bigger Than You – Facts So Romantic – Nautilus

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Ne uccide più il selfie dello squalo

Quest’anno, fino a oggi, le persone morte facendosi un selfie sono state 12, quelle morte per l’attacco di uno squalo otto soltanto.

Aspettiamo con ansia la notizia di qualcuno morto per essere stato sbranato da uno squalo con cui stava facendosi un selfie.

66-year-old Japanese tourist has died, and his travel companion has been injured, after falling down stairs while attempting to take a selfie at the Taj Mahal.The man’s death raises the selfie-related death toll this year — to 12. To put that in perspective, in 2015 there have so far been eight deaths caused by shark attacks.

Fonte: More people have died from selfies than shark attacks this year

E vai con la mezza barba!

Arial ed Helvetica pessimi per leggere testi lunghi

Meglio Georgia e, se proprio volete un carattere senza grazie, Verdana.

Qui tutta la spiegazione.

Your E-mail Font Is Ruining Your Life – Bloomberg Business.

Essere sicuri di sé non è essere convinti di farcela, ma saper convivere con i propri limiti

Detta così, è un’enorme banalità, ma l’articolo che segnalo (The one thing all confident people know – Quartz) va un po’ più in là.

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Non dàtevi obiettivi, costruite abitudini e sistemi, piuttosto

Tutte le bibbie aziendali e i loro profeti sostengono che dare (o darsi) degli obiettivi e poi realizzarli sia la ricetta sicura per il successo.

Contrordine, compagni. Adesso pare che darsi un obiettivo sia la ricetta sicura per l’insuccesso.

Non lo dico io. Lo sostiene Scott Adams, il creatore di Dilbert:

Goals are for losers. [Scott Adams. How to Fail at Almost Everything and Still Win Big: Kind of the Story of My Life]

… you will spend every moment until you reach the goal — if you reach it at all — feeling as if you were short of your goal. In other words, goal-oriented people exist in a state of nearly continuous failure that they hope will be temporary.

Per di più, fissare un obiettivo significa (ovviamente) non averlo ancora raggiunto e, quindi, conferma la sensazione di essere inadeguati. Tipico della mentalità da perdenti:

When you’re working toward a goal, you are essentially saying, ‘I’m not good enough yet, but I will be when I reach my goal’. [James Clear]

Se – come spesso accade – l’obiettivo è fuori dal tuo controllo, in tutto o in parte, ecco garantita la frustrazione.

Che fare allora? Questo articolo [Goals Suck: Why Building Habits and Systems Makes Sense] suggerisce di puntare su abitudini e sistemi.

Un sistema è un processo da seguire. Si può ripetere e ogni volta porta allo stesso risultato (o a un risultato simile). Naturalmente, per costruire un sistema ci vogliono tempo e fatica. Ma mentre lo costruisci, impari tantissimo sul risultato che vuoi ottenere e su come ottenerlo.

Sono sistemi in questa accezione il tuo programma di esercizio fisico, la tua routine di lavoro, il tuo progetto di auto-apprendimento.

Un’abitudine è un’azione ripetibile. È qualcosa che fai senza pensarci. In questo è diversa da un sistema, che è una sequenza di azioni consapevoli (nell’esempio che abbiamo fatto poco fa, il tuo programma di esercizio fisico è un sistema fatto di un alternarsi di corsa, ginnastica e riposo).

Sono esempi di abitudini quella di mangiare il frutta a colazione, di correre tutti i giorni di bel tempo, di leggere prima di addormentarsi.

Sistemi e abitudini hanno in comune la ripetizione. Per costruirli, si deve prendere una piccola decisione ogni giorno, non fissarsi su una meta lontana. Ci vorrà del tempo (tipicamente un paio di mesi, secondo l’articolo che sto citando), ma alla fine sarà diventata una seconda natura.

Piazza Fontana, 45 anni: c’è ancora tempo per la verità?

Piazza Fontana: quel gelido pomeriggio d’inverno, cupo e nebbioso come Milano sapeva essere soprattutto in quegli anni, ha cambiato per sempre la mia vita. Uno dei landmark che punteggiano un paesaggio di vita piuttosto normale.

wikimedia.org/wikipedia/it

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