Un nuovo partito in Bosnia si avvale della scienza della complessità, delle simulazioni e dell’intelligenza artificiale per formulare il suo programma

Un articolo pubblicato su Quartz racconta di come in Bosnia-Erzegovina il nuovo partito Platforma za progres (Piattaforma per il progresso) si proponga di usare la scienza della complessità per affrontare i gravi problemi che il paese fronteggia, dalla disoccupazione, al declino demografico, alla corruzione. Sono perfettamente consapevole dei rischi che comporta un approccio come questo, tecnocratico e soltanto apparentemente neutro. Eppre sono da sempre affascinato da questa prospettiva tecnocratica (già dai tempi in cui negli anni Sessanta a Milano si presentò alle elezioni, o almeno tappezzò la città di manifesti, un Partito T-tecnica, fantomatico nel senso che non ne ho trovato traccia neppure sul web: qualcuno se ne ricorda?).

Qui l’articolo nell’originale da Quartz: A new party wants computer science to break Bosnia’s political deadlock — Quartz

Traduco qualche stralcio dell’articolo utilizzando DeepL:

[…] Platforma za progres è alla ricerca di soluzioni che utilizzano la scienza della complessità, un ramo di ricerca che sfrutta la tecnologia informatica per cercare di capire come interagiscono i sistemi, al fine di prevedere i processi sociali e far progredire le politiche.

[…]

Ma applicare l’informatica per cercare di risolvere alcuni dei problemi sociali più persistenti e pressanti del paese richiederà di rispondere prima ad alcune domande etiche e pratiche.

[…]

Uno dei principali metodi con cui Hadžikadić [il leader del partito] ha lavorato è la modellazione basata sugli agenti, che comporta l’esecuzione di interazioni simulate al computer tra i cosiddetti “agenti”, unità nello spazio simulato, dotate di caratteristiche diverse e progettate per agire e interagire come gli esseri umani. I loro ambienti virtuali sono attentamente sviluppati da scienziati sociali, psicologi e ricercatori per testare le potenziali reazioni al cambiamento.

La modellazione basata su agenti è come guardare i pesci in uno stagno. Si può vedere come i pesci interagiscono, ma anche le increspature sulla superficie dell’acqua create da tale interazione, e come queste azioni secondarie influenzano l’ambiente. Gli analisti possono usare questi risultati per chiedersi: quali leve del mondo reale possono essere utilizzate per influenzare la politica verso la pace? In che modo le parti costitutive di una città – dalle infrastrutture, alle istituzioni, alle persone – interagiscono e si influenzano a vicenda?

Ad esempio, l’Institute for New Economic Thinking dell’Università di Oxford e la Bank of England hanno utilizzato la modellazione basata sugli agenti per condurre ricerche sul mercato immobiliare britannico. I risultati sono usati dalla Banca d’Inghilterra per analizzare “scenari what-if e per prevedere l’effetto più probabile di possibili politiche macroprudenziali”, scrivono i ricercatori.

Visualizzazioni come queste, supportate da dati, offrono approfondimenti sul funzionamento dei processi sistemici e forniscono un modo per prevedere gli sviluppi e guidare le politiche verso risultati positivi. Tali modelli partono da un microlivello, che riflette gli individui che compongono un sistema. Il comportamento di ogni “agente” conta.

Elizabeth von Briesen, una delle studentesse di dottorato di Hadžikadić dell’UNC Charlotte, guarda alle dinamiche del genocidio nel tentativo di anticipare meglio le pressioni sociali che portano a risultati così disastrosi. Con la modellazione basata sugli agenti, “possiamo attivare e disattivare diverse caratteristiche, mappare le emozioni e le crescenti tensioni, e monitorare il cambiamento delle dimensioni della popolazione. Quello che facciamo è cercare soglie che rendano più probabile la pace”, dice von Briesen.

Stefan Thurner, presidente del Complexity Science Hub Vienna, un istituto di ricerca pionieristico che utilizza la scienza della complessità per affrontare questioni che vanno dal cambiamento climatico, all’urbanizzazione, all’energia, ritiene che questo tipo di modellizzazione sarà sempre più comunemente usato dai decisori mondiali. “È molto probabile che in un futuro non così lontano, tutte le decisioni politiche saranno almeno in qualche modo supportate da modelli basati su agenti”, dice Thurner.

[…]

Oltre alla modellazione basata sugli agenti, ci si baserà sulle statistiche e sull’apprendimento automatico. L’intelligenza artificiale sarà utilizzata per comprendere i modelli di comportamento e rilevare le regolarità all’interno dei dati, spiega Hadžikadić. Il team di analisi spera di fornire informazioni dettagliate su altre questioni della società bosniaca, come l’instabilità dell’economia, gli sconvolgimenti nazionalistici, il declino della popolazione e l’alto grado di corruzione.

[…]

Tuttavia, la raccolta di dati per prevedere i processi sociali può essere pericolosa, soprattutto in considerazione del modo opaco in cui è stata utilizzata in altre elezioni in tutto il mondo. Quando si fanno queste simulazioni, ci sono centinaia, a volte migliaia di decisioni da prendere, spiega Thurner. Se una delle ipotesi è sbagliata, il risultato potrebbe essere completamente fuorviante. Quindi i risultati devono essere considerati con grande cautela.

Per migliorare l’applicabilità dei loro modelli, i ricercatori cercano di sostituire tutte le ipotesi con dati solidi – un approccio che Platforma za progres afferma di seguire.

Hadžikadić dice che il suo gruppo sta lavorando solo con un piccolo numero di analisti selezionati, cifrando i dati per proteggerli dall’intrusione e usandoli solo per rispondere a domande specifiche. Dato il grado di abuso dei dati da parte delle aziende e dei governi di tutto il mondo, potrebbe essere necessario affrontare anche lo scetticismo dei critici.

[Tradotto con DeepL]

I morti non muoiono

I morti non muoiono (The Dead Don’t Die), 2019, di Jim Jarmusch, con Bill Murray, Adam Driver, Tom Waits e un sacco d’altra bella gente.

Bill Murray, Chloë Sevigny, Tilda Swinton, and Adam Driver in The Dead Don't Die (2019)
imdb.com

A me piace Bill Murray. Di più: per me è un mito. Un mostro sacro. Lo andrei a vedere recitare anche se facesse la pubblicità di un whisky giapponese (e infatti…). Quindi, ovvio che sia andato a vedere questo film di Jim Jarmusch e abbia trovato esilaranti la maschera eternamente perplessa e sorpresa, ma impassibile, del Capo Cliff Robertson e i suoi duetti con un altrettanto bravo Ufficiale Ronnie Peterson (Adam Driver: chissà se il riferimento al grande campione automobilistico è voluto, anche perché il poliziotto guida un’improbabile Smart decappottabile).

Di Jarmusch sono un fan meno estremo. Jarmusch alterna film molto belli a film così così. Questo, a parer mio, appartiene alla seconda categoria.

Leggi il seguito di questo post »

Iain Banks – The Wasp Factory

Banks, Iain (1984). The Wasp Factory. London: Hachette. 2008. ISBN: 9780748109951. Pagine 194. 6,49€
[La fabbrica delle vespe. Trad. it. Alessandra Di Luzio. Padova: Meridiano zero. 2012. ISBN: 9788882372439. Pagine 235. 3.63€]

amazon.it

Il giovane Frank Cauldhame, protagonista di questo romanzo, non lo dimenticherete facilmente. Racconta in prima persona una storia di perversione mentale (non so se il termine esiste nella letteratura clinica, ma dà certamente l’idea), di solitudine, di delirio, di violenza. Fortemente disturbante.

Il romanzo è bellissimo, però, fuori da ogni schema. In una possibile accezione, è un romanzo di genere: lo si potrebbe definire horror, o gotico. E la tentazione è forte, dato che Banks è considerato uno scrittore di genere, e per di più è scozzese. Ma la cosa più imprtante, è che Banks fin dalle prime pagine porta il lettore dentro un mondo – l’isola in cui vive Frank Cauldhame e la sua psiche, quasi due facce della stessa realtà – di cui si resta prigionieri fino alla rivelazione finale.

Lo consiglio vivamente, ma vi devo avvertire che è un piatto per stomaci forti. Lo sappiano gli animi sensibili.

Leggi il seguito di questo post »

John Williams – Augustus

Williams, John (1972). Augustus. London: Vintage. 2003. ISBN: 9781448180967. Pagine 337. 9,03€
[Augustus. Trad. it. Stefano Tummolini. Roma: Fazi. 2017. ISBN: 9788893252836. Pagine 410. 9,99€]

Augustus: A Novel (English Edition) di [Williams, John]
amazon.it

John Williams ha incontrato una (relativa) popolarità postuma con Stoner: romanzo del 1955 riscoperto e ripubblicato dalla New York Review of Book. Libro triste e molto bello, che ho letto e recensito qui.

Augustus è un romanzo molto diverso, meno folgorante di Stoner, ma comunque molto bello. È un romanzo storico (l’Augustus del titolo è proprio lui, Ottaviano Augusto, quello che abbiamo studiato a scuola, il nipote di Giulio Cesare, suo vendicatore e primo imperatore romano), scritto in forma epistolare. È innanzitutto un’opera di grande sapienza artigianale.

Leggi il seguito di questo post »

Murakami Haruki – L’assassinio del commendatore

Murakami Haruki (2017). L’assassinio del commendatore. Libro primo: Idee che affiorano (trad. it. Antonietta Pastore). Torino: Einaudi. 2018. ISBN: 9788858429662. Pagine 411. 11,99€

Murakami Haruki (2017). L’assassinio del commendatore. Libro secondo: Metafore che si trasformano (trad. it. Antonietta Pastore). Torino: Einaudi. 2019. ISBN: 9788858430255. Pagine 434. 10,99€

amazon.it
amazon.it

Mettiamo sùbito le cose in chiaro: Murakami Haruki ha scritto un romanzo in un solo volume (Kishidanchō Koroshi) e in tutto il mondo è stato pubblicato appunto in un solo volume nel 2018 (ad esempio, in lingua inglese è intitolato Killing Commendatore, è lungo 704 pagine ed è uscito il 9 ottobre 2018: se non vi fidate, andate a vedere qui). In Italia no: l’editore Einaudi ha scelto di far uscire il romanzo in due volumi, a distanza di un anno l’uno dall’altro. Un altro romanzo di Murakami, 1Q84, in tre libri, era uscito in tutto il mondo in due volumi, e lo stesso era successo da noi. Quindi, sospetto che Einaudi abbia cercato di fare una furbata: due volumi si vendono a un prezzo quasi doppio rispetto a un solo volume, l’operazione 1Q84 era andata alla grande, il pubblico di Murakami è fatto prevalentemente di fan completisti… Tutto bene quindi? No, perché aspettare sei mesi per finire di leggere un libro lasciato a metà è frustrante e irritante. Tanto più che – nonostante ai due volumi sia stato dato un sottotitolo – la cesura risulta del tutto innaturale: non un cliffhanger, sei lasciato a metà, e basta.

Non è – a parer mio, ma non sono il solo a dirlo – il più bello dei romanzi di Murakami. E quindi potete tranquillamente boicottare l’editore italiano.

Leggi il seguito di questo post »

Terry Pratchett e Neil Gaiman – Good Omens: The Nice and Accurate Prophecies of Agnes Nutter, Witch

Pratchett, Terry & Neil Gaiman (1990). Good Omens: The Nice and Accurate Prophecies of Agnes Nutter, Witch. New York (NY): William Morrow. 2019. ISBN: 9780061991127. Pagine 383. 5,19€

amazon.it

Un altro Neil Gaiman, questa volta con Terry Pratchett. Forse perché non sono (ancora?) un cultore di Terry Pratchett ho aspettato tanto a leggerlo. E devo anche (vergognosamente) confessare che se l’ho letto adesso è anche perché è in uscita la serie tv su Amazon Video.

Gaiman era giovane e alle prime armi quando ha scritto questo libro, Pratchett un autore già affermato. I due si sono divertiti come pazzi a scriverlo: ce lo raccontano nelle appendici del romanzo, ma si capisce benissimo anche soltanto a leggerlo. Un libro effervescente d’intelligenza, che a tratti fa venire in mente The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy.

Assolutamente raccomandato.

Leggi il seguito di questo post »

Annalisa Camilli – La legge del mare

Camilli, Annalisa (2019). La legge del mare. Milano: Rizzoli. 2019. ISBN: 9788858696934. Pagine 160. 9,99€

amazon.it

Tra il reportage e il saggio, il libro ripercorre le vicende che hanno portato, nel volgere di un paio d’anni, a trasformare gli angeli del mare in vicescafisti. Nel farlo, smentisce molte leggende e costruisce un utile vademecum su quelle che sono le legge internazionali del soccorso in mare.

Una lettura vivamente consigliata a chi non si accontenta di un tweet per farsi un’opinione.

Leggi il seguito di questo post »