Emerson, Lake & Palmer – Milano, 4 maggio 1973

In memoriam.
Con qualche correzione fattuale.
Il gruppo di sostegno non era la PFM, che quella sera suonava da qualche altra parte: secondo il loro sito, la sera del 3 maggio a Verona (erano comunque in tournée con Sinfield e Collins). Chiunque fossero i supporters, che ci sia stato un lancio di cose verso il palco non lo ricordo. Ma certo erano anni irrequieti.
Il concerto cominciò con enorme ritardo. All’epoca i ritardi erano all’ordine del giorno, e nessuno ti diceva niente, e se te lo diceva non si sentiva o non si capiva e giravano solo voci. A un certo punto girò quella che il concerto sarebbe saltato. Che stesse male dei tre sinceramente non lo so.
Si passeggiava su e giù nel catino, con un gran caldo. Ma poi ci fu forse un temporale estivo? Io non me lo ricordo, e nemmeno WolframAlpha!

Sbagliando s'impera

Era molto tempo che non li ascoltavo. Eppure ci fu un periodo, neppure brevissimo, in cui sembrava che Emerson, Lake & Palmer fossero l’epitome del progressive. Quanto meno, a giudizio della maggioranza e (soprattutto, per quanto mi riguarda) dei conduttori di Per voi giovani, che accompagnavano da anni i miei pomeriggi di studio («Ma come fai con la radio accesa?» era una domanda ricorrente, ma anche a distanza di decenni mi sembra che la cosa funzionasse egregiamente).

wikimedia.org/wikipedia

All’epoca (inizio 1973) penso fossero il napoletano Raffaele Cascone (il «Raffaele è contento / non ha fatto il soldato / ma ha girato e conosce la gente / […] /Raffaele è contento / non si è mai laureato / ma ha studiato e guarisce la gente / e mi dice: stai attento / che ti fanno fuori dal gioco /se non hai niente da offrire al mercato» della canzone Venderò cantata da Edoardo Bennato ma…

View original post 328 altre parole

Miles Davis va alla Casa bianca

Nancy Reagan. Ci piace ricordarla così.

Sbagliando s'impera

Miles Davis – uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi, non soltanto nel jazz – era un uomo di poche parole. La sua voce, che si sente in qualche registrazione in studio, era bassa e rugginosa, probabilmente proprio perché usata raramente. Ma quando parlava, ero spesso abrasivo, ben cosciente dei torti subiti dai neri.

Una sera del 1987, fu invitato a una cena da Ronald Reagan. A un certo punto, Nancy, la first lady, gli si rivolse, evidentemente ignara di chi fosse quel tizio seduto a tavola con lei, e gli chiese garrula che cosa avesse fatto nella vita per meritare un invito a cena alla Casa bianca.

«Be’ – rispose Miles Davis con perfetto aplomb – ho cambiato il corso della musica 5 o 6 volte. E lei, oltre a scopare con il presidente?»

Miles Davis nel 1985 wikipedia.org

Grazie al Guardian via boingboing. Le vie del web non…

View original post 6 altre parole

Pubblicato su Uncategorized. 1 Comment »

Sesso estremo: come fare se la tua ragazza è 70 volte più grande di te?

Nelle limpide acque della grande barriera corallina un maschio di polpo della specie Tremoctopus violaceus si avvicina alla femmina. Lei, 70 volte più grande di lui, nemmeno se ne accorge. Lui le lascia uno dei tentacoli, carico di sperma, e se ne va con gli altri sette.

Meglio così, perché ai ragni può andare peggio. Meglio se la femmina non si accorge di te: altrimenti ti mangia. Essere piccoli è dunque un vantaggio.

Quanto al maschio di questa rana pescatrice, non fa nemmeno la fatica di svilupparsi completamente. Privo di apparato digerente, sta in agguato sul fondo: quando percepisce l’avvicinarsi di una femmina, 64 volte più grande di lui, si lancia e l’addenta. Poi, lentamente, la sua bocca e il suo corpo si fondono con lei, prelevando nutrimento attraversi i vasi sanguigni, e rilasciando sperma per fecondarne le uova.

Fonte: What to Do When Your Girlfriend Is 70 Times Bigger Than You – Facts So Romantic – Nautilus

Pubblicato su Citazioni. Commenti disabilitati su Sesso estremo: come fare se la tua ragazza è 70 volte più grande di te?

Ne uccide più il selfie dello squalo

Quest’anno, fino a oggi, le persone morte facendosi un selfie sono state 12, quelle morte per l’attacco di uno squalo otto soltanto.

Aspettiamo con ansia la notizia di qualcuno morto per essere stato sbranato da uno squalo con cui stava facendosi un selfie.

66-year-old Japanese tourist has died, and his travel companion has been injured, after falling down stairs while attempting to take a selfie at the Taj Mahal.The man’s death raises the selfie-related death toll this year — to 12. To put that in perspective, in 2015 there have so far been eight deaths caused by shark attacks.

Fonte: More people have died from selfies than shark attacks this year

Il ritorno del marsupio

Lo suggerisce Jaime Lowe sul New York Times Magazine del 4 settembre 2015.

Melba Stone, an Australian widow, is widely credited with inventing the fanny pack in 1962. It seems entirely possible that she was inspired by a kangaroo.

Fonte: Letter of Recommendation: Fanny Packs – The New York Times

Pubblicato su Segnalazioni. 1 Comment »

Percebes

Finalmente! Mangiate di nuovo ieri a Cascais, e introdotto a questo piacere esoterico anche mio figlio. Confermo la mia vecchia opinione: una delle cose più strepitosamente buone che esistano.

Sbagliando s'impera

Mannaggia al senso del dovere. Almeno la storia delle oche di magro ve la debbo raccontare.

Percebes, dunque. Sono un frutto di mare, particolarmente apprezzato in Galizia (dove si trova Santiago de Compostela, guardacaso) e in Portogallo (dove si chiamano perceves).

Sembrano un mollusco (monovalva, come una lumachella, non bivalva come una cozza o una vongola), ma in realtà sono crostacei, come i gamberi o le aragoste. Infatti, passano lo stadio larvale della loro vita come una specie di gamberetto (il nauplio), nello zooplankton. Quelli che non finiscono nella pancia di qualche balena, dopo un paio di settimane e qualche trasformazione, cercano un posto adatto (forte marea e grandi onde). Come un professore universitario, il nostro mollusco cirripede ci si getta letteralmente a capofitto, si aggrappa con la testa alla roccia (o anche a un’imbarcazione o a un animale!), sviluppa una corazza formata da sei placche dure…

View original post 316 altre parole

Staring into someone’s eyes for ten minutes is like tripping, without the drugs

Da provare. Ed è il risultato di una ricerca italiana.

Quartz

I just took a brief hallucination break with a colleague. We stepped into a supply closet, dimmed the lights, sat down, and watched one another’s faces morph into those of lionesses. I cried the whole time. Then we went back to work.

We were testing out a theory, reported in IFL Science, that staring into someone’s eyes for ten minutes can have LSD-like hallucinogenic effects, and found that, whoa: Indeed it can.

Giovanni Caputo, a researcher at the University of Urbino in Italy, paired up 20 people, had them stare into one another’s eyes in a dimly lit room for ten minutes, and reported on the results in Psychiatry Research. Caputo’s subjects reported some pretty strange effects, including out-of-body experiences and seeing monsters or dead people.

So when my co-worker Lauren Brown arrived this morning, I asked her: “Can I look into your eyes for ten minutes?”

“I thought you’d never ask,” she…

View original post 915 altre parole