La nuova squadra (5)

Monnezza.

I quit.

Ho di meglio da fare.

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La nuova squadra (4)

Taricone (togliendosi una scarpa): “Chista è ppuzza, signò'”

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La nuova squadra (3)

Un po’ meno a caldo. La regia e la fotografia sono sempre molto buone (belle le motociclette dei Falchi nei vicoli). Però secondo me nuoce (e temo faccia parte della strategia di annacquare e disinnescare il potenziale di critica sociale della vecchia Squadra) il passaggio dalla periferia al centro: non vediamo più la Napoli urbana e suburbana, metropolitana, del commissariato S. Andrea, non vediamo più il degrado dei capannoni semi-abbandonati dell’hinterland dove il controllo camorristico del territorio è totale, dove il “sistema” la fa da padrone. Vediamo invece la Napoli dei vicoli del centro storico, che si porta dietro un’immagine un po’ oleografica alla Filumena Marturano: la puttana redenta, gli abusivi che debbono campare, i parcheggiatori… E in questo modo ci sfugge (Saviano docet) che il sistema è innanzitutto produzione, economia, “modo di produzione”, datore di lavoro – e soltanto in seconda battuta controllo della prostituzione e del mercato della droga, pizzo sui negozi, illegalità diffusa.

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La nuova squadra (2)

A caldo: molto meglio. Più credibili i personaggi e la vicenda. La vera sorpresa è Taricone: si muove male (ai limiti del ridicolo) ma parla con la naturalezza del vero guaglione. Subito in parte Silla (baci rubati). Sciacca ne mette a segno qualcuna delle sue.

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La nuova squadra (1)

Non mi è piaciuta. Ma sospendo il giudizio.

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La squadra 8 (18)

Non c’è molto da dire.

Sapevamo o immaginavamo molto.

Forse troppi sottintesi, o forse un montaggio azzardato.

Melodramma, ma opportuno.

La sequenza più bella: gli uccelli che prendono il volo tutti assieme, al sovrappasso del porto, al suono dello sparo che uccide Guerra.

La squadra 8 (17)

Pesanti nubi nere ormai sul futuro della serie. Il trailer annuncia la fine del Commissariato Sant’Andrea: officia il rito funebre una folla di personaggi vecchi e nuovi. Temiamo anche annunciate dipartite drammatiche. Speriamo negli occhi ridenti di Laura e Silla.

Bello l’episodio principale nel mondo della sceneggiata. Peccato che anche Sperandeo (Sciacca) si sia fatto trascinare in una caratterizzazione e in una recitazione sopra le righe. Gli succede un po’ troppo spesso nelle ultime puntate. Peccato davvero, perché è un attore che stimo moltissimo.