Saracinesca

La settimana scorsa sono stato a Palermo per lavoro, ma ho trovato anche il tempo di fermarmi il sabato e fare il turista. Poiché fin da bambino adoro perversamente le guide – e più sono becere e approssimative più mi piacciono (credetemi, mi fanno letteralmente venire i brividi lungo la schiena, un piacere quasi inconfessabile) – sono salito su uno di quei pullman scoperti dove ti infili una cuffietta nelle orecchie e loro ti raccontano cose sui posti che puoi vedere dal tuo posto. A un certo punto, costeggiando il mare nel tratto che va da piazza Marina verso l’orto botanico, hanno attirato la nostra attenzione verso l’unica antica porta a mare della città e ci hanno spiegato che, per chiuderla più rapidamente in caso di incursione dei pirati saraceni, avevano inventato un sistema di chiusura con tronchi d’albero che scendevano dall’alto, guidati da apposite scanalature, al taglio di una fune.

Di qui, “saracinesca”. Vero o falso? – mi sono chiesto.

Partiamo come al solito dal Vocabolario Treccani online:

Saracinésca s. f. [femm. sostantivato dell’agg. saracinesco, prob. perché ritenute di provenienza saracena, o perché messe alle porte dei paesi costieri per proteggersi dalle scorrerie dei saraceni].

  1. In epoca medievale e rinascimentale, porta di città, castelli, edifici fortificati (detta anche cateratta), formata da un cancello di ferro o da un pesante tavolato che, sostenuto da corde o catene avvolte a un verricello, s’alzava o si abbassava a seconda che dovesse consentire il passaggio o impedirlo.
  2. a. Serramento metallico di sicurezza che serve a chiudere vani di porte, in partic. nei locali a piano stradale, oggi detto comunem. anche serranda; la saracinesca, formata da lamiera ondulata continua o da elementi rigidi uniti a snodo, scorre verticalmente su guide laterali e si avvolge in alto su di un rullo alloggiato in apposito vano, manovrata a mano o con motore elettrico. Con riferimento alle serrande di questo tipo e al sign. fig. attribuito in questi ultimi decennî all’agg. selvaggio, è stata usata nel linguaggio giornalistico la locuz. saracinesca selvaggia per indicare scioperi improvvisi dei negozianti e commercianti, oppure la chiusura massiccia e in più casi arbitraria di pubblici esercizî e negozî (soprattutto quelli di generi alimentari), nel periodo delle ferie estive.
    b. Serramento avvolgibile delle finestre, più comunem. detto persiana avvolgibile o semplicem. avvolgibile (v.), meno spesso serranda.
    c. Come locuz. agg. a saracinesca, detto di meccanismo che funziona scorrendo verticalmente su due guide laterali: porta, tenda a saracinesca. In partic., nella tecnica idraulica, valvola a s. (o anche semplicem. saracinesca), organo di regolazione e di intercettazione del flusso di un fluido in una condotta a pressione, costituito da un corpo piano che, collegato a una vite azionata da un motore o da un sistema di comando manuale, funziona da otturatore.
  3. In araldica, figura, comune nell’araldica inglese, formata da sei pali (si deve blasonare il numero se sono più o meno di sei), scorciati e aguzzati in basso, e da cinque traverse inchiodate con un anello nel mezzo della traversa superiore.

Sull’etimologia, il Vocabolario Treccani non si sbilancia molto: sì, è parola derivata dall’aggettivo saraceno, ma non si sa se perché inventata dai Saraceni nell’epoca d’oro dell’espansione islamica e poi diffusasi in Europa, o se inventata dalle popolazioni costiere del Mediterraneo per difendersi dalla incursioni saracine (magari erano meno colti di Avicenna e Averroè, quei pescatori e i popolani, ma è noto che la necessità aguzza l’ingegno). Se poi siano stati proprio i palermitani a inventarlo, questo non si sa proprio…

Il Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana di Ottorino Pianigiani (la versione online è qui) non prende nemmeno in considerazione l’invenzione popolare, e si schiera decisamente per quella saracena. Ma poi rileva che questo sistema di chiusura era già noto ai Romani (non sarebbe il primo caso di un’invenzione che dal mondo classico torna in Europa passando dalla civiltà islamica e superando così gli “anni bui” dell’Alto medioevo), e che in latino sĕra è il catenaccio della porta, e che nei testi antichi si incontra più di frequente seracinesca … addio Saraceni. Peccato.

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