3 giugno – Josephine Baker

Nata il 3 giugno 1906 a St. Louis nel Missouri, ottenne uno straordinario successo in Francia, soprattutto per la famosa Danse Sauvage in cui indossava un gonnellino di banane (finte).

Non tutti sanno, però, che Josephine fu membro attivo della resistenza francese durante l’occupazione nazista e ricevette per questo la Croce di guerra, la Legion d’onore e la Rosetta della resistenza.

Negli anni 50, pur residente in Francia, fu attiva nel movimento per i diritti civili americano e nella NAACP. Nel 1963 partecipò alla marcia su Washington e parlò a fianco di Martin Luther King. La sua famiglia multietnica era composta di 12 figli adottivi: Akio (Korea), Janot (Giappone), Luis (Colombia), Jarry (Finlandia), Jean-Claude (Canada), Moïse (Israele), Brahim (Algeria), Marianne (Francia), Koffi (Costa d’Avorio), Mara  (Venezuela), Noël (Francia) e Stellina (Marocco).

Se avete pazienza, ecco un documentario di una mezzoretta (in inglese).

Brendel (3)

Il pezzo forte della serata, secondo me, era la Sonata D 960 di Schubert, che ho trovata eseguita da Brendel stesso.

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Brendel (2)

Beethove, Sonata op. 27 n. 1 “Quasi una fantasia”, eseguita da Tatiana Nikolayeva

Purtroppo soltanto il primo movimento.

Per ascoltarla integralmente dobbiamo affidarci al (comprensibilmente) meno noto Dušan Holý, che non le rende giustizia.

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Alfred Brendel (1)

Ieri sera (28 maggio 2008) all’Auditorium di Roma Alfred Brendel ha eseguito un concerto straordinario per molti motivi. Primo, Brendel è uno dei più grandi pianisti viventi. Secondo, Brendel ha annunciato che lascerà le scene a fine stagione e, quindi, questa è stata probabilmente l’ultima possibilità di ascoltarlo dal vivo a Roma. Terzo, Brendel ha eseguito un programma fantastico, compresso nei 40 anni che intercorrono tra il 1788 (anno di composizione della sonata di Mozart) e il 1828 (anno di composizione della sontata di Schubert).

Non sono riuscito a trovare su YouTube questi pezzi nell’interpretazione di Brendel, ma ho scelto nei limiti del possibile altri grandi esecutori.

Cominciamo con l’Andante con variazioni di Haydn eseguito da Mikhail Pletnev.

Si continua con la Sonata K 533/494 di Mozart, suonata da Walter Gieseking.

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La canzone intelligente

Di Enzo Jannacci, Cochi Ponzoni e Renato Pozzetto (Jannacci fa anche “iata tta ta…iata tta ta…”).

iata tta ta… iata tta ta…

Mi piacerebbe cantar
un canzone intelligente
che segua un filo logico… importante
e che sia piena di bei ragionamenti
insomma una canzone… intelligente
che spieghi un po’ di tutto, e un po’ di niente.

Questa è la canzone intelligente,
che farà cantar tutta la gente
questa è la canzone intelligente
che farà cantar, che farà ballar,
che farà ballar… lo shocking blue.

iatta ta ta… iatta ta ta…

Cosa ci vuole chissà
per far successo con la gente
si prende un filo logico… importante
la casa discografica adiacente
veste il cantante come un deficiente
lo lancia sul mercato … sottostante…

Questa è la canzone intelligente…

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Brian Eno (2) – Baby’s on Fire

L’assolo è di Robert Fripp.

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15 maggio 1948 – Brian Eno

Brian Peter George St. John le Baptiste de la Salle Eno, per l’esattezza. 60 anni. Senza pari.

Si può sostenere che questa è una delle cose meno note e più belle, una cover di John Lennon, particolarmente acida, dal vivo con 801 nel 1976.

Per il mio amico gpo e per la sua figlioletta che condivide con BE la data del compleanno.

17 maggio – Birgit Nilsson ed Erik Satie

Un giorno importante per la storia della musica.

Nel 1918, 90 anni fa, nasceva Birgit Nilsson, svedese, soprano, una delle più grandi interpreti wagneriane (l’altra grande soprano wagneriana fu Kirsten Flagstad, norvegese).

Nonostante l’aria truce, Birgit Nilsson era spiritosissima. A un giornalista che le chiese qual era il segreto della sua intepretazione di isotta, nel Tristan und Isolde di Wagner, rispose: “Scarpe molto comode”. E quando le chiesero se l’acconciatura di una sua rivale, la soprano Joan Sutherland, secondo lei era vera o una parrucca, rispose: “Non le ho ancora tirato i capelli”. Non che non fosse capace di farlo: una discussione con il tenore Franco Corelli finì a morsi (fu lui che morse lei): Birgit annullò il concerto “per indisposizione, verosimilmente rabbia”.

La sentiamo interpretare Isotta, nella scena finale (il Liebestod):

Nel documentario qui sotto abbiamo anche un assaggio del suo umorismo:

Qui la “vera” scena finale del Crepuscolo degli dei, quando Brunilde s’immola.

And now for something completely different.

Il 17 maggio, ma del 1866, nasce a Honfleur in Normandia Erik Satie, musicista eccentrico. Non sapete chi è? Niente paura, riconoscerete il brano.

Lou Reed – Rock and Roll

Per farmi perdonare…

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Jacques Brel (e Gigi Proietti) – Ne Me Quitte Pas

Non sono impazzito.

Qui la traduzione di Gigi Proietti.

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