Intitoliamo a Bettino Craxi la Metropolitana milanese

Ho una proposta per la pacificazione nazionale, come chiede il sindaco di Milano Letizia Moratti.

Un monumento, a Milano, Bettino Craxi ce l’ha già: è la linea 3 (gialla) della Metropolitana milanese.

Non soltanto perché, sotto il profilo architettonico, nello spreco e nella freddezza degli spazi, nello sfarzo inutile e non funzionale (fate il confronto con la Linea 1, trionfo del razionalismo e del design milanese degli anni Sessanta e della Milano non ancora da bere del sindaco-partigiano Aldo Aniasi), è il riassunto perfetto dello stile craxiano (che in questo si allinea ai megalomani della politica, da Mussolini a Ceausescu: ve la ricordate la piramide di Filippo Panseca al congresso Psi del 1989?).

Ma soprattutto Bettino Craxi è stato condannato in via definitiva (non è l’unica delle sue condanne definitive) per le tangenti sulla Linea 3 della Metropolitana milanese. “La seconda sezione penale della Cassazione ha confermato la condanna a quattro anni e sei mesi di reclusione, cinque anni di interdizione dai pubblici uffici e quasi dieci miliardi di risarcimento alla MM pronunciata contro Craxi il 24 luglio 1998 dalla quarta sezione penale della Corte d’Appello di Milano. Il reato è di corruzione e illecito finanziamento dei partiti.” [cito dall’archivio di la Repubblica]

Intestiamogliela dunque ufficialmente. E lo sappiano tutti i milanesi, che di ognuno delle migliaia di cubetti di granito che decorano le stazioni, pagati dai soldi dei contribuenti onesti, una frazione del costo è andato nelle tasche dei politici come tangente. Il PM Paolo Ielo durante il processo di “arricchimento personale” e Silvano Larini raccontò di avergli portato i soldi anche in camera da letto. Non so se l’accusa fu provata, ma comunque fu condannato a risarcire la MM (vedi sopra) …

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