Tirate sul pianista

Tirate sul pianista (Tirez sur le pianiste), 1960, di François Truffaut, con Charles Aznavour, Marie Dubois, Nicole Berger e Michèle Mercier.

https://i2.wp.com/www.film.tv.it/imgbank/LOC/TI/01067501.JPG

Il secondo film di Truffaut, dopo I 400 colpi. Un film completamente diverso: quello era autobiografico, intimistico, francese; questo è l’adattamento di un noir, d’azione, americano. Truffaut stesso dice che voleva pagare i suoi debiti con il cinema americano che tanto amava. La critica invece scrisse che i registi della nouvelle vague erano tutti uguali, giravano una bella opera prima, autobiografica, e cadevano sul secondo film, per mancanza di professionismo e di mestiere.

Naturalmente non è così, e la materia si trasforma nelle mani di Truffaut che realizza (quanto meno, visto con gli occhi di adesso e il senno di poi) un film che più truffautiano non si può. La chiave (e il fascino) del film mi sembra stare nello scarto tra immagini e dialogo: al dialogo viene affidato il compito di continuare la riflessione, così pervasiva in tutta l’opera di Truffaut, sul rapporto tra i sessi e sull’amore. Delicatamente, intensamente, con delicatezza e ironia, anche qui.

Nel clip che segue, verso il quarto minuto e mezzo, c’è un divertente dialogo sulla fascinazione femminile esercitata sugli uomini, che anticipa film più tardi.

E qui una delicatissima scena d’amore (fatemi un piacere, guardatela due volte, la prima per intenerirvi, la seconda per ammirare la maestria del montaggio):

Ah, i baci di Truffaut. Ma qualcuno su YouTube ha avuto l’idea prima di me…

La storia di gangster – affidata alle immagini – è prevalentemente notturna, urbana, cupa e invernale, per poi concludersi nel bianco abbacinante della campagna innevata all’alba. Notate la morte di Léna verso la fine del settimo minuto, e la macchina che si muove nel silenzio assoluto.

Pubblicato su Recensioni. 1 Comment »

Una Risposta to “Tirate sul pianista”

  1. toni Says:

    Chi ha fatto il video su youtube forse aveva in mente “Nuovo cinema paradiso”. Philippe Noiret monta per il piccolo Salvatore, ormai adulto, tutti i baci appassionati che la censura del prete del paese aveva tagliato dalle pizze dei film. Noiret ha lavorato con tutti più grandi registi francesi, perfino con Hitchcock, ma non ha fatto film con Truffaut.


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