Statistiche come e perché

Zuliani, Alberto (2010). Statistiche come e perché. A cosa servono, come si usano. Roma: Donzelli. 2010.

Ho molto ritegno a recensire a questo libro, perché ho il privilegio di conoscere bene l’autore e la fortuna di avere partecipato alla gestazione dell’aureo libretto. Non ho pertanto i requisiti di “terzietà” che si convengono a un recensore.

Però spero di avere suscitato la vostra curiosità e ve ne consiglio incondizionatamente la lettura.

Prima di morire addio

Vargas, Fred (1994). Prima di morire addio. Torino: Einaudi. 2010.

Einaudi continua (finalmente) a tradurre e pubblicare i vecchi romanzi di Fred Vargas (ho tentato una ricostruzione della bibliografia vargasiana qui, e potete cercare in questo blog altre mie recensioni).

Questo è (forse: non so se l’opera prima, del 1986,  Les Jeux de l’amour et de la mort fosse un “giallo”) è il suo primo romanzo, pubblicato originariamente nel 1994, e non vi compaiono né gli evangelisti né Adamsberg (anche se si può facilmente sostenere che i 3 imperatori e Richard Valence ne sono i precursori). Insomma, gli ingredienti dei romanzi successivi ci sono più o meno tutti, ma il libro non è del tutto riuscito.

Per di più – ma questa è una considerazione semiseria, che mi è venuta in mente ma non condivido, come direbbe un personaggio di Altan. Insomma, per di più tutti i personaggi italiani del libro (che è ambientato in una Roma abbastanza fedele e credibile) sono antipatici e un po’ scemi, mentre tutti i francesi sono simpatici e fighi (e quando sembrano scemi, poi in realtà non lo sono). Insomma, questa Vargas è sciovinista (come tutti i francesi, direi, se non fossi refrattario alle generalizzazioni). E per di più è innocentista sul caso Cesare Battisti, e questa è un’opinione che in questi giorni apparentemente non si può permettere nessuno (Mentana è arrivato a proporre di mandare a casa tutti i brasiliani del calcio italiano: e dire che il pover’uomo è interista).

Fin da questo romanzo, l’autrice intesse il testo di piccole frasi memorabili. Una per tutte:

Il cinismo non viene da sé, ci vuole una certa abitudine. All’inizio stanca, è normale. [p. 116]

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