Il tuo cane: istruzioni per l’uso

L’ultima edizione dell’indagine dell’OCSE sulle competenze linguistiche e matematiche degli adulti, pubblicata nel novembre del 2013, pone l’Italia all’ultimo posto tra i 24 Paesi partecipanti. In materia linguistica, in particolare, la rilevazione era intesa ad accertare la capacità degli adulti di età compresa fra i 15 e i 65 anni «di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere con testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialitàµ. In Italia, il 28% degli adulti ha «competenze linguistiche di livello 1 o inferiore», cioè è «in grado di riempire semplici formulari, comprendere il significato di semplici frasi e leggere con fluidità un testo scritto».

I cani al parco

Obbligo di cani al guinzaglio e raccolta feci

Non ho elementi per dire se i padroni di cani si differenzino significativamente dalla popolazione italiana in età adulta: la mia impressione, a giudicare dai loro comportamenti, è che non conoscano le regole cui dovrebbero attenersi e che, quindi, abbiano difficoltà a comprenderle. Però questa mia impressione non è corroborata da alcun dato statistico: l’indagine OCSE disaggrega le informazioni per età, genere, titolo di studio, professione, paese e lingua d’origine e profilo socio-economico, ma non per possesso di cani.

Nel dubbio, provo a spiegare nei termini più semplici possibili le regole di comportamento stabilite nella Ordinanza del Ministero della salute in vigore dal 6 settembre del 2013 (ma norme sostanzialmente identiche sono in vigore dal 2009):

  1. Le regole sono stabilite per tutelare l’incolumità degli esseri umani dall’aggressione dei cani, non a beneficio del vostro animale. Per strano che vi possa sembrare, la legge vuole proteggere tutti i cittadini (compresi quelli che corrono o passeggiano, le mamme, i bambini, gli impiegati, i postini) dall’aggressione dei cani. Incluso il vostro. Anzi, per quello che vi riguarda, soprattutto il vostro. Anche se il vostro è così buono che non farebbe male a una mosca (avete mai letto che un padrone di cane che ha appena ucciso un bambino di tre anni o sfigurato un’escursionista dichiarare: «Non mi sorprende affatto. Il mio cane è una vera belva: è la terza volta che lo fa questa settimana»?)
  2. Che cos’è l’aggressione? Nel linguaggio corrente – spiega il Vocabolario Treccani – indica  «n genere atti compiuti con spirito di aggressività, di sopraffazione.» Naturalmente, non possiamo sapere con quale spirito un cane compia certi atti, come correre incontro, abbaiare, ringhiare. Ma io, l’umano di cui la legge intende tutelare l’incolumità, ho il diritto non solo di non essere morsicato o ferito, ma anche di non essere spaventato, di non sentirmi minacciato, di non rischiare il coccolone. L’aggressione – è sempre il Vocabolario Treccani a spiegarlo – sussiste al di là «del modo e dei mezzi con cui viene esercitata, dell’evento verificatosi o del fine cui è diretta», e include la minaccia. La legge mi tutela anche se sono un fifone e anche se ignoro che devo stare fermo immobile senza parlare e senza guardare negli occhi il mio aggressore.
  3. Il guinzaglio deve avere una lunghezza massima di 1,5 metri. Un metro e mezzo. Al massimo. I guinzagli più lunghi sono fuorilegge. I guinzagli estensibili sono fuorilegge.
  4. Tenere al guinzaglio significa che un capo del guinzaglio deve essere fissato al cane, al collare o alla pettorina, e l’altro capo deve essere saldamente tenuto in mano dal padrone o dal suo incaricato. «Ma ci prendi per cretini?», direte. No, parlo per esperienza vissuta. Mi è capitato al Parco degli eucalipti dell’Eur di Roma (un parco dove c’è un’apposita area per lo “sgambamento dei cani”, lasciata assolutamente deserta, ma dove in compenso i cani scorazzano numerosissimi e rigorosamente senza guinzaglio) di richiamare un padrone all’obbligo del guinzaglio e sentirmi rispondere trionfalmente «Ma io ce l’ho!» mentre lo estraeva dal borsello.
  5. Il cane deve sempre essere tenuto al guinzaglio. Sempre significa: a qualunque ora del giorno e della notte. Non ci sono ore in cui i cani possono essere lasciati liberi. No, neppure alla mattina presto (purtroppo per i padroni di cani, ci sono persone che lavorano e possono correre o passeggiare soltanto al di fuori dell’orario di lavoro).
  6. Il cane deve essere tenuto al guinzaglio in qualunque luogo. Ci sono due eccezioni: dentro casa vostra (incluso il vostro giardino, se adeguatamente recintato) e nelle apposite aree comunali destinate allo sgambamento dei cani (purché adeguatamente recintate). 
  7. Giusto per puntiglio: il cane deve essere tenuto al guinzaglio anche sulla spiaggia, e anche se la spiaggia si dichiara dog friendly: il concessionario della spiaggia (che è un bene demaniale aperto al pubblico) non ha il potere di sovrastare l’ordinanza che impone l’obbligo di guinzaglio nei luoghi aperti al pubblico.

3 Risposte to “Il tuo cane: istruzioni per l’uso”

  1. il barbarico re Says:

    Ma perché bivaccamenti e non bivacchi?

  2. rosaria Says:

    Finché non ci saranno controlli (in 20 anni a Roma ne ho visto uno solo a Villa Ada) i proprietari dei cani continueranno a fare quello che vogliono. Le leggi senza sanzioni non esistono e i cartelli, comprensibili o no, vengono di conseguenza ignorati. Anche perché i proprietari dei cani fanno fronte comune e quindi rappresentano un interesse forte, quelli che vorrebbero essere lasciati in pace quando passeggiano o corrono al parco sono persone isolate che si limitano a proteste singole e quindi di scarsissimo peso (il proprietario richiama il cane con un tono tra l’annoiato e il canzonatorio, se va male ti becchi una leccata, se va malissimo un morso a quel punto il proprietario, si spera, interviene davvero). Certo, si potrebbe tentare la via associativa: “Associazione dei liberi passeggiatori nei parchi, nelle spiagge e nelle campagne italiane”…


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