Iridium flares

Si sono scontrati due satelliti in orbita e pare sia la prima volta: ne parlano un po’ tutti i giornali (valga per tutti Il corriere della sera) e, con l’intelligenza e l’arguzia consuete, .mau.

I satelliti per le comunicazioni Iridium sono 66 satelliti (oddio, adesso 65 immagino – ma in origine dovevano essere 77, e di qui viene il nome, perché l’iridio è l’elemento con numero atomico 77 – spero di avervi confuso abbastanza) per le telecomunicazioni satellitari. Qui sotto ne vedete uno.

Le grandi antenne, quando riflettono la luce del sole verso terra, creano una gibigianna cosmica molto luminosa, che a volte è visibile persino di giorno. “Se ci si trova in piena fascia di transito, ad occhio nudo, si osserva all’improvviso un debolissimo punto luminoso comparire in cielo, il quale si sposta con moto rettilineo ed uniforme nella volta celeste. Man mano che si sposta, la sua luminosità aumenta gradualmente sino a raggiungere un livello massimo, il picco di magnitudine, che precede un’altrettanto graduale diminuzione della luminosità, conservando sempre lo stesso moto, sino a completa sparizione del punto luminoso. Tutto questo normalmente può durare tra uno e quattro secondi e occupare porzioni di cielo molto piccole o poco più grandi di un palmo di mano.” [Wikipedia]

Già, ma come sapere quando e dove guardare? C’è un sito dedicato a questo (heavens-above.com): basta dare le proprie coordinate geografiche (o il nome del comune di residenza) e si possono vedere i passaggi previsti nei giorni successivi. Dopo essersi impratichiti un po’, è una tecnica di seduzione veramente romantica e di effetto assicurato quella di poter annunciare al vostro o alla vostra “significant other” che tra pochi secondi passerà la “vostra” stella cadente e tutti i “vostri” desideri si avvereranno. Provare per credere.

Buon compleanno, Charles Darwin

200 anni fa esatti, il 12 febbraio 1809, nasceva Charles Darwin (lo stesso giorno nasceva anche Abraham Lincoln, ma questa è tutta un’altra storia – per la verità, parecchi anni dopo è nata anche mia sorella).

Quest’anno le celebrazioni sono universali e importantissime (ricorre anche il 150° anniversario della pubblicazione di On the Origin of Species by Means of Natural Selection, or The Preservation of Favoured Races in the Struggle for Life, uscito il 22 novembre 1859).

Nel mio piccolo vorrei festeggiarlo con una passione che ci accomuna, quella per le percebes o barnacles o lepadi. Della mia passione gastronomica per queste prelibatezze ho già parlato altrove. Non so se Charles Darwin le abbia mai mangiate e se, nel caso, gli siano piaciute. Ma sappiamo che la malattia cronica che a più riprese lo tormentò per tutta la vita si manifestava tra l’altro con vomito e dolori di stomaco, e quindi dubito fosse dedito a cibi esotici e di dubbio aspetto, ancorché deliziosi.

La passione di Darwin per i Cirripedi era invece scientifica, e Darwin ci si dedicò per 8 lunghi anni, posponendo la pubblicazione dell’Origine delle specie, e pubblicando sull’argomento 4 libri:

  • nel 1851, Living Cirripedia, A monograph on the sub-class Cirripedia, with figures of all the species. The Lepadidæ; or, pedunculated cirripedes
  • nel 1854, Living Cirripedia, The Balanidæ, (or sessile cirripedes); the Verrucidæ
  • nel 1851, Fossil Cirripedia of Great Britain: A monograph on the fossil Lepadidae, or pedunculated cirripedes of Great Britain
  • nel 1854, A monograph on the fossil Balanidæ and Verrucidæ of Great Britain

Qui sotto, qualche illustrazione tratta da queste opere.

Buon compleanno e buon appetito, allora…

Il mistero della vita e della morte

Vorrei dire, sommessamente, in questa serata di prese di posizione estreme e di estrema retorica, che per alcuni di noi – non penso di essere solo – “vita” e “morte” sono due parole imprecise. Poetiche, certamente, ma imprecise. Cariche di emozione, certamente, grumi di sentimenti, ma imprecise.

Imprecise, e di qui viene il senso di mistero (e, certo, anche di poesia: ma non è dalla poesia – chi mi segue lo sa – che ci dobbiamo fare guidare al momento delle scelte importanti).

Mistero: “fatto, fenomeno che non si riesce a spiegare chiaramente e razionalmente o che è tenuto nascosto: l’origine di quella malattia è ancora un mistero. […] nella teologia cristiana, verità di fede che trascende i processi conoscitivi e intuitivi dell’uomo” (De Mauro online).

Ecco, la morte non è un mistero: è una certezza. Dice mia sorella, medico, che nonostante i grandi successi della medicina, il tasso di mortalità umana è ancora al 100%. La morte, comunque vogliamo definirla, è una certezza. La sconfitta della morte è il sogno, la speranza di molte religioni: “Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?” [Corinzi I, 15, 55]. Per chi non “crede”, per chi non aderisce a queste religioni, la morte è una delle poche certezze (Benjamin Franklin: “in this world nothing can be said to be certain, except death and taxes”, Letter to Jean-Baptiste Leroy, 13 November 1789).

Quanto alla vita, il suo “mistero” è stato svelato 150 anni fa da Charles Darwin e confermato ad abundantiam. Il meccanismo dell’evoluzione è, appunto, un meccanismo. Un meraviglioso meccanismo. Cieco e progressivo. Io sono felice, godo ogni singolo minuto, che tra gli “effetti collaterali” di questo meccanismo ci sia la mia coscienza, la mia capacità di godere degli altri esseri umani e di questo piacevole pianeta. E quando le cose vanno storte, porto pazienza. Pazienza e gratitudine.

E accetto sereno il mio destino. Che comporta la morte e Berlusconi e la Binetti. Ma anche, per fortuna, la musica e le persone che amo.

Ara pacis

Secondo le puntigliose cronache dell’epoca, l’Ara pacis Augustæ fu inaugurata esattamente 2000 anni fa, il 30 gennaio dell’anno 9.

Se non fosse per le polemiche che hanno accompagnato l’intervento dell’architetto Meier, non ne parlerei neppure.

L’Ara pacis non è un grande monumento dell’arte romana. È un monumento “politico” e propagandistico al successo conseguito da Augusto, voluto da lui stesso, decretato “spintaneamente” dal Senato (“Quando tornai a Roma dalla Spagna e dalla Gallia […] compiute felicemente le imprese in quelle province, il Senato decretò che per il mio ritorno si dovesse consacrare l’ara della Pace Augusta presso il Campo Marzio e dispose che in essa i magistrati, i sacerdoti e le vergini vestali celebrassero un sacrificio annuale”) e inaugurato nel giorno del compleanno della moglie di Augusto, Livia (tanto perché fosse chiaro che era un “affare di famiglia”).

Il monumento che il fascismo volle conservare in una teca realizzata ad hoc e inaugurata il 23 settembre 1938 (data del supposto bimillenario augusteo) è sostanzialmente un falso: non si sa bene che aspetto avesse l’originale, recuperato a pezzi e frammenti in epoche diverse, e gran parte delle sculture non sono quelle autentiche (ad esempio, la Saturnia tellus è agli Uffizi a Firenze).

Nel 1937 si decise di ricostruire l’altare, per gli stessi motivi politico-propagandistici che ne avevano motivato la prima erezione. Impossibile farlo sul luogo originario (si sarebbe dovuto distruggere un palazzo antico). Allora si propose di farlo in qualche museo o sulla via dell’Impero. Ma Mussolini stesso scelse i pressi del Mausoleo di Augusto, “sotto un porticato” tra via di Ripetta e il Lungotevere. La ricostruzione fu fatta di corsa, in meno di un anno e mezzo. Il progetto non fu rispettato in fase esecutiva, per il ritardo accumulato (doveva essere finito per il 23 settembre 1938 ) e la mancanza di fondi (al posto dei marmi pregiati e del travertino previsti si usarono cemento e finto porfido). Il risultato fu una schifezza, come potete vedere da soli.

La sistemazione proposta da Richard Meier è il primo intervento architettonico-urbanistico monumentale realizzato nel centro di Roma dopo il fascismo: questo è l’unico e principale motivo per cui le destre, e i fascisti in particolare, l’avversano. Nell’aprile del 2008, in una delle sue prime dichiarazioni dopo l’elezione a sindaco di Roma, Gianni Alemanno ha annunciato la sua intenzione di abbattere il museo di Meier. Per fortuna, è una delle tante promesse elettorali che non ha mantenuto.

In questo sito trovate una documentata scheda, ricca di belle fotografie.

Avercelo lungo

Proviamo a procedere per approssimazioni successive. La notizia è di un paio di giorni fa, anche se io (che non leggo i giornali) l’ho appresa soltanto oggi:

Ricerca: lunghezza dita predice abilità nel guadagnare soldi

Roma, 13 gen. (Adnkronos Salute) – Non c’è laurea o master, sfrontatezza né coraggio che tengano. È la lunghezza delle dita a indicare se nella vita si diventerà abili a guadagnare soldi. Ne sono convinti gli scienziati dell’università di Cambridge (GB), secondo cui i broker di maggior successo sono quelli che hanno l’anulare più lungo dell’indice.

Sulla rivista ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’, i ricercatori britannici spiegano che il fenomeno potrebbe essere dovuto a una super-esposizione al testosterone nell’utero materno: questo ormone è infatti in grado di migliorare la capacità di prendere decisioni e di assumere atteggiamenti aggressivi al momento giusto, oltre che di donare la proporzione ‘vincente’ delle dita delle mani, con l’anulare più lungo dell’indice. Studi precedenti avevano già messo in collegamento questo fenomeno con un maggior successo negli sport competitivi.

John Coates e il suo team all’ateneo di Cambridge avevano inoltre pubblicato lo scorso anno uno studio, secondo cui il testosterone amplifica il successo finanziario a breve termine, dopo aver rilevato che gli operatori della City londinese con più alti livelli di ormone maschile nel sangue di mattina avevano più possibilità di concludere affari particolarmente proficui durante quel giorno.

Ora, gli scienziati hanno effettuato altre indagini basandosi sull’analisi di 44 broker, alcuni dei quali hanno guadagnato oltre quattro milioni di euro l’anno. Effettivamente, quelli con l’anulare più lungo dell’indice sono riusciti, in un periodo di 20 mesi, ad accumulare una fortuna 11 volte superiore rispetto a quella conquistata da uomini con anulare più corto dell’indice. Un risultato simile a quello che si ottiene dopo anni e anni di esperienza di lavoro, con i broker più anziani che guadagnano nove volte tanto i ‘novellini’.

E, anche considerando solamente gli operatori di borsa più esperti, quelli con l’accoppiata anulare-indice vincente si sono confermati i più brillanti, con un guadagno in media di oltre 800 mila euro contro i 150 mila di quelli senza un super-anulare.

“Naturalmente” (nel senso che la cosa ci deve scandalizzare, ma non sorprendere) i giornalisti delle agenzie di stampa non hanno letto (e meno che mai hanno gli strumenti per comprendere, nella stragrande maggioranza dei casi) l’articolo originale. E – tanto per essere chiari – i giornalisti che firmano la notizia sui quotidiani e sugli altri mezzi di comunicazione, inclusi i più titolati, si sono poi limitati a riprendere la notizia dai lanci di agenzia. Si fa così, ne abbiamo parlato altre volte, io non cesso di esserne schifato, ma per adesso non ne parliamo più.

Alla radice di tutto questo, se le mie deduzioni sono corrette, c’è un articolo di The Economist (The Communist, per i berlusconiani):

Testosterone and traders

Goldfingers

Jan 15th 2009
From Economist.com

How traders’ testosterone levels affect their income

FINANCIAL traders are usually young, male and must have a good grasp of probability. But those who make most money may be born to it, according to a new study led by John Coates at the University of Cambridge and published in the Proceedings of the National Academy of Sciences. This suggests that male traders who were exposed to higher levels of testosterone before birth go on to make the most money. High levels of the hormone during pregnancy causes the ring (or fourth) finger to grow longer than the index (or second) finger, both of which were measured on the right hand of 44 traders. The researchers also recorded the profit and loss statements for 20 months of these “high frequency” futures traders, who held positions of up to £1 billion ($2 billion, at the time of the study) for as little as a few seconds. Even accounting for experience, men with the longest ring fingers earned far more than those with more evenly matched fingers. They also stayed in the business for longer.

E – approfondendo un po’ di più (cioè passando dall’edizione online al giornale stampato, a disposizione degli abbonati) – si poteva fare un piccolo passo avanti:

Neuroeconomics

Digitally enhanced

Jan 15th 2009
From The Economist print edition

Successful financial traders are born as well as made

MAKING money comes naturally to some people-specifically, to men exposed to high levels of testosterone before they were born. That, at least, is the conclusion of a study published this week by John Coates of the University of Cambridge and his colleagues.

Testosterone levels normally surge during the middle of a pregnancy. This not only shapes the brain and sex organs of the child, but also affects the way its fingers grow. High levels of the stuff extend the ring fingers, making them longer than the index fingers. In general, men have relatively longer fourth fingers than women. Previous research has shown that men with significantly elongated ring fingers excel at competitive sports. Dr Coates wanted to know whether such men also did well at financial trading.

To find out, he recruited 44 men from a trading floor of about 200, all but three of whom were male, in the City of London. The people on this floor specialise in “high-frequency” or “noise” trading, in which traders buy securities, specifically futures contracts, in sums of up to £1 billion-but who hold their positions for only a few minutes, and sometimes just seconds, before selling. This rapid style of trading is particularly demanding. Traders must be vigilant as they search for small price discrepancies both within and between markets, and they must be quick to react to changes in these prices.

Dr Coates and his team measured the ratio of the length of the men’s index and ring fingers from photocopies of their right hands. They then examined the profit and loss statements for each trader recorded over 20 months. Unsurprisingly they found that nurture, in the form of experience, counted for a lot. But they also discovered that nature was important. Those men whose ring fingers were significantly longer than their index fingers made more money. As they report in the Proceedings of the National Academy of Sciences, among people who had worked in the City for more than two years, those with skewed hands earned more than five times as much as their more even-fingered brethren. Such men also remained in the business for longer.

Last year, Dr Coates reported a different experiment in which he found that traders who had high levels of testosterone in their bodies in the morning went on to make the most money during the day. Next, he plans to try to establish whether asset managers, who seek to make gains over years rather than minutes, are helped by a lack of testosterone-and thus to discover whether, when it comes to making money, there is more than one way of prospering naturally.

Ok. Qui cominciamo a essere un po’ più convincenti. Almeno si dice per la prima volta una cosa molto rilevante: la maggior parte dei maschi (stiamo parlando di umani) ha l’anulare più lungo dell’indice. Anche molte donne, ma meno degli uomini. Anche la causa è nota da tempo. Sappiamo ormai tutti che i maschi hanno una coppia XY all’ultimo cromosoma, e le femmine XX. Nello sviluppo dell’embrione, la differenziazione dei caratteri sessuali (il dimorfismo sessuale) dipende dall’esposizione al testosterone, prodotto dall’embrione stesso. Tra gli aspetti del dimorfismo sessuale (gli uomini sono in genere più grossi delle donne, hanno meno tette, hanno i genitali sviluppati in un modo diverso: non ditemi che non lo sapevate!) c’è la lunghezza relativa delle dita.

Dimorfismo sessuale: Madonna (qui sotto – i minorenni si astengano).

Cito da Wikipedia:

The digit ratio is the ratio of the lengths of different digits, fingers or toes, typically as measured from the bottom crease where the finger joins the hand to the tip of the finger. It has been suggested by some scientists that the ratio of two digits in particular, the 2nd (index finger) and 4th (ring finger), is affected by exposure to androgens such as testosterone while in the uterus and that this 2D:4D ratio can be used as a crude measure for prenatal androgen exposure, with lower 2D:4D ratios pointing to higher androgen exposure.

2D:4D is sexually dimorphic: in men, the second digit tends to be shorter than the fourth, and in females the second tends to be the same size or slightly longer than the fourth. This trait may be better described as ‘sexually differentiated’ rather than ‘sexually dimorphic’ in recognition of the fact that the effect size is fairly small (2D:4D distributions of the two sexes overlap to a great degree), especially as compared to other sexually dimorphic traits such as height.

[…]

That a greater proportion of men have shorter index fingers than ring fingers than do women has been noted in the scientific literature several times through the 1800s. In 1983 Dr Glenn Wilson of King’s College, London published a study examining the correlation between assertiveness in women and their digit ratio. This was the first study to examine the correlation between digit ratio and a psychological trait within members of the same sex.

[…]

Some authors suggest that digit ratio correlated to health, behavior, and even sexuality, in later life. What follows is a non-exhaustive list of some traits which have been either demonstrated or suggested to correlate with digit ratio.

Physiology and disease

* Sperm counts (Manning et al 1998 )
* Heart disease (Manning & Bundred 2001)
* Obesity & Metabolic syndrome (Fink, Manning, Neave 2005)

Psychological disorders

* Autism (Manning et al 2001)
* Depression (Bailey & Hurd 2005b)
* Schizophrenia (Arato et al 2004)

Physical and competitive ability

* Skiing (Manning 2002b)
* Soccer ability (Manning & Taylor 2001)
* Sporting ability in females (Paul et al 2006)

Cognition and personality

* Assertiveness in women (Wilson 1983)
* Spatial ability (van Anders & Hampson 2005)
* Aggression (Benderlioglu & Nelson 2004 , Bailey & Hurd 2005a)
* Masculinity of Handwriting (Beech and Macintosh 2004)
* Perceived ‘dominance’ and masculinity of man’s face (Neave et al 2003; Burriss et al 2006)
* Personality (Austin et al 2002, Fink et al 2004, Luxen & Buunk 2005)
* Musical ability (Sluming et al 2000)

Sexual orientation

* Bem sex role score in women (Csatho et al 2003), erotic role preference in men (McIntyre 2003)
* Lesbians vs. straight women, butch vs. femme lesbians (Brown et al 2002)
* Gay vs straight men and the very odd Europe vs. North American straight man effect (reviewed in McFadden et al 2005).
* Difference in digit ratio between identical female twins discordant for sexual orientation (Hall & Love 2003)
* Fraternal birth order effect on digit ratio (Williams et al 2000).

Confido che ormai abbiate capito l’antifona. Che la lunghezza relativa dell’anulare rispetto all’indice sia maggiore nei maschi che nelle femmine è un fatto stranoto. Che sia studiato in relazione a una serie pressoché infinita di differenti comportamenti e prestazioni tra (between) e all’interno (within) i sessi è altrettanto noto evidente.

Dov’è la notizia allora? Che questo possa essere una (non la) spiegazione del successo dei trader. L’articolo originale (qui ci porta alla fine il nostro percorso) è piuttosto onesto. E d’altronde la PNAS (dove è comparso) è una rivista serissima.

Finalmente, eccoci alla fonte:

pnas-2009-coates-623-82

Abbastanza serio, direi.

Eppure il mio modulo anti-bubbole non è convinto. Solo 44 casi. Tutti maschi. L’esperienza conta più del rapporto indice/anulare. Qualcuno bravo in statistica può aiutarmi a capire meglio?

Poesia involontaria [2]

Perdindirindina! L’hanno beccato, il super-latitante Setola, di cui parlavamo qualche giorno fa.

Adesso se i Casalesi pensano che gli ho portato jella io (e si sa che sono superstiziosi!) ho le ore contate!

Poesia involontaria

Camorra, boss Setola
sfugge all’arresto
attraverso botola

ADNKronos, 12 gennaio 2009.

L’invasione degli stracchini volanti

Non la trovo carina, la trovo molto inquietante. Quel tipo ignaro sul camioncino. E quei poveracci che si erano appartati in un campo. Da non mangiare mai più uno stracchino in vita loro.

Si sa che va a finire male.

E comunque io preferisco Bustaffa!

Mio fratello è figlio unico

“Il gioco con fratelli/sorelle è elevato sia nei giorni feriali sia in quelli festivi: circa il 62% dei bambini di 3-10 anni gioca con fratelli/sorelle fuori dall’orario scolastico (se poi si prendono in considerazione i soli bambini che hanno fratelli/sorelle, tale percentuale sale addirittura all’81%).” [Istat, La vita quotidiana di bambini e ragazzi. Anno 2008]

In altre parole: addirittura il 100% dei figli unici di 3-10 anni non gioca mai con fratelli/sorelle fuori dall’orario scolastico!

Freccia rossa

Gianni Letta, l’inviato della provvidenza, l’unico uomo che Berlusconi considera migliore di sé, ha detto che il Freccia Rossa, il treno ad alta velocità, è l’alfiere della rinascita italiana. L’ho sentito con le mie ancora sensibili orecchie e visto con i miei occhi (da sempre sub-standard).

Non è vero. E se è vero, non lo è nel senso che intendeva lui. Cioè: se questa è la rinascita italiana, lo è nel senso furbetto e raccogliticcio in cui lo sono stati tutti gli exploit governativi di cui sono stato testimone nella mia vita.

Ma, come sempre, lascio a voi il giudizio.

Il pomeriggio di sabato 13 dicembre 2008 è stata inaugurata la nuova tratta ad alta velocità Milano-Bologna. I giornali l’hanno raccontata così (Ettore Livini su La Repubblica del 14 dicembre – compresa una citazione di Gianni Letta così verificate che non racconto bugie).

Milano-Bologna in 66 minuti il super-treno fa tremare l’ aereo

Repubblica – 14 dicembre 2008 pagina 16 sezione: ECONOMIA
MILANO – L’ Italia da ieri è un po’ più corta. La Frecciarossa, il nuovo super-treno da 300 km./h. delle Ferrovie dello stato, ha effettuato il viaggio inaugurale sulla rotta Milano-Bologna percorrendo i 212 chilometri del viaggio in 66 minuti. Il servizio passeggeri dell’ alta velocità partirà ufficialmente da oggi tagliando di più di mezz’ ora il tragitto tra la Madonnina e il capoluogo emiliano mentre il tempo di percorrenza sulla Milano-Roma (dove opereranno 50 treni al giorno) scenderà da subito a 3 ore e 30 minuti per ridursi a tre ore a dicembre 2009 quando dovrebbe decollare il servizio Tav sull’ intera dorsale da Torino a Salerno. L’ obiettivo delle Fs è di “rubare” clienti alla nuova Alitalia e all’ auto puntando ad arrivare in un paio d’ anni al 60% del traffico tra la capitale e Milano. E se il buongiorno si vede dal mattino l’ obiettivo non è poi troppo ambizioso: dal 21 novembre al 13 dicembre le Fs hanno già venduto 190mila biglietti per la Frecciarossa di cui il 30% di prima classe. Il fatturato “di fascia alta” in questi tre settimane è cresciuto rispetto al 2007 del 61% con 150mila passeggeri già prenotati sulla Milano-Roma. Un viaggio di andata e ritorno su questa tratta costa in seconda classe circa 135 euro mentre per un biglietto della compagnia di bandiera sommato ai taxi per raggiungere il centro delle due città si spendono circa 200 euro in più, senza risparmi significativi sui tempi. Il nuovo servizio super-veloce su rotaia lanciato a febbraio tra Madrid e Barcellona, ad esempio, ha già raggiunto il 41% del mercato malgrado Iberia abbia ridotto a 20 minuti i tempi d’ imbarco sulla stessa rotta. Sul Londra-Parigi invece il 78% dei passeggeri sceglie l’ Eurostar, la cui puntualità (91%) e molto superiore a quella dell’ aereo (68%). «Quello di oggi è un momento importante per le ferrovie e il paese», ha detto Mauro Moretti, ad delle Fs, raggiunto in serata da una telefonata del premier Silvio Berlusconi che si sarebbe complimentato per «la realizzazione di queste opere che sono un importante segnale che fa ben sperare per il futuro dell’ Italia». La nuova Milano-Bologna è stata costruita in otto anni con una spesa di 6,9 miliardi di euro, 32 milioni a chilometro, quasi il triplo di quanto hanno pagato per l’ alta velocità la Spagna (9 milioni a km.) e la Francia (10). «Questo è un giorno felice – ha detto Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del consiglio -. Se gli italiani sapranno darsi da fare come Trenitalia, ci sono le premesse per tornare a correre proprio come questo treno». Il servizio sarà aperto alla concorrenza dal 2011 quando decollerà anche il convoglio Italo della Ntv di Luca Cordero di Montezemolo e Diego della Valle alleati alla francese Sncf, i padroni di quel Tgv francese che detiene il record mondiale di velocità su rotaia con una punta di 574 km./h. La Tav tricolore ha messo in servizio finora circa 560 chilometri di rete, molto meno di Francia (1.893), Spagna (1.553) e Germania (1.300). Il progetto era stato lanciato nel 1992 da Lorenzo Necci, all’ epoca numero uno Fs, con l’ obiettivo di concludere i lavori nel 1998 grazie a 10,7 miliardi di investimenti. I tempi, come ovvio, si sono allungati, così come i costi che a lavori conclusi dovrebbero aggirarsi attorno ai 50 miliardi. Contro l’ alta velocità hanno protestato ieri i pendolari lombardi ed emiliani. Questi ultimi hanno scritto una lettera al presidente Giorgio Napolitano lamentando un peggioramento del servizio (meno treni e in qualche caso tempi di percorrenza più lunghi) e un aumento di prezzi. «Non ci dimentichiamo di loro – ha risposto Moretti -. Come impresa abbiamo attivato come unico investimento l’ acquisto di 150 locomotori per il trasporto locale che però è un servizio universale e su tariffe e costi è pianificato dalle Regioni». – ETTORE LIVINI

A leggere l’articolo con attenzione si capisce, ma il tam tam mediatico non ci ha aiutato. I media hanno puntato su un simbolo (il treno rosso, rosso come la Ferrari), ma in realtà è stata inaugurata un’infrastruttura, la linea ferroviaria Milano-Bologna.

  1. Il treno. Il Frecciarossa non è un treno nuovo, ma il vecchio caro ETR500, progettato nel 1983-1985 ed entrato in esercizio nel 1990. La carrozzeria e gli interni (famigerati gli scomodissimi tavolinetti centrali, che impedivano qualunque movimento ai viaggiatori di 2ª classe), così come la livrea, progettata da Pininfarina (l’uomo che si fece cambiare il cognome per somigliare di più al suo marchio, un pioniere!). Alcuni convogli circolano ancora.

    In occasione dell’inaugurazione della tratta ad alta velocità Roma-Napoli (19 dicembre 2005) Giugiaro ha modificato l’arredamento interno degli Etr500 (sostituendo le poltroncine ormai sfondate e i tavolinetti – grazie di cuore) e ne ha cambiato la livrea con una argentea.

    Frecciarossa è semplicemente una nuova livrea. Esterna. All’interno non è stato fatto nessun cambiamento e nessuna manutenzione. I bagni – intelligentemente segregati per sesso (o genere?) – continuano a essere guasti di regola e a costringerti a lunghi passaggi di carrozza. Il 13 dicembre 2008 non è stata nemmeno inaugurata la nuova livrea, che circolava da alcune settimane anche sulla tratta Milano-Napoli.
  2. La linea. La prima linea “moderna” ad alta velocità è la Firenze-Roma: la prima tratta (Roma-Città della Pieve) è stata inaugurata il 24 febbraio 1977 e la linea completa il 26 maggio 1992. Su quella linea, se non sbaglio, gli Etr500 marciano soltanto a 250 km/h. Già nel 1992 un Etr450 (Pendolino della prima generazione) assicurava il collegamento Roma-Milano non-stop in 3h58′.
    Quella che è stata inaugurata il 13 dicembre è la tratta Milano-Bologna (circa 215 km percorribili in 1h5′). Nel 1939, sulla “vecchia” linea, l’Etr212 aveva percorso la tratta in 1h17′.
  3. Il tempo di percorrenza. Il risparmio di tempo – come è facile da capire se avete letto fin qui – è essenzialmente il risultato delle caratteristiche della nuova linea, che può essere percorsa in gran parte a 300 km/h. Il resto sono trucchetti di marketing. Sul tratto Bologna-Firenze si percorre tuttora la vecchia linea “direttissima” inaugurata nel 1934. Poi la Firenze-Roma in poco meno di 1h40′. Si risparmiano 30′ circa tra Milano e Bologna e poi tutto come prima. Fino al 13 dicembre 2008 ci volevano (secondo l’orario) 4h30′ tra Milano e Roma fermando a Bologna e Firenze, ora 3h59′ (il più squallido dei trucchetti, come le cose vendute a 49,99 €!). La non-stop (AVfast) in 3h30′ (prima si chiamava TBiz e ci metteva 4 ore).

Peccato che poi il mio AVfast del 23 dicembre 2008 abbia fatto 135′ (sì, 2 ore e un quarto) di ritardo. Con i bagni guasti, naturalmente.

Rinascita sì, dunque, ma non della tecnologia e dell’operosità italiane, ma dello sfarzo autocelebrativo, del marketing e della furbetteria.

Qui le foto dell’inaugurazione scattate da un blogger.