Dan Brown – Origin

Brown, Dan (2017). Origin. Londra: Transworld. ISBN: 9781473543348. Pagine 456. 6,19 €.

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Ma non mi vergogno a leggere Dan Brown? Sì, mi vergogno, ma ci ricasco tutte le volte, come un adolescente con gli atti impuri commessi in solitudine, nonostante le sinistre profezie della cecità in questa vita e dell’inferno per l’eternità.

Dan Brown non è un grande scrittore, e neppure uno scrittore medio. Però – oltre a toccare temi à la page in grado di incuriosire un pubblico moderatamente colto e informato e a stupire, facendolo sembrare colto e informato, il resto dei lettori – è una gran guida di viaggio, ben documentato sui luoghi che ci fa visitare.

Confesso – tanto per restare nel clima penitenziale – di aver letto, oltre al Codice Da Vinci (che offriva l’alibi della curiosità per un fenomeno di costume, dato che tutti parlavano del libro e, un paio d’anni dopo, del brutto film che ne era stato tratto), anche Digital Fortress (in italiano Crypto, con l’alibi questa volta del mio interesse per la crittografia: ma se volete leggere un bel libro in tema, leggete piuttosto Criptonomicon di Neal Stephenson, se riuscite ancora a scovarlo nell’edizione italiana di Rizzoli) e Inferno (qui la scusa erano Dante e una mamma professoressa e dantista, che se avesse fatto invece la dentista oggi sarei più ricco. Inferno l’ho recensito qui). Dato che Dan Brown ha scritto in tutto sette romanzi, ne ho letti più della metà.

Non vi racconto niente della trama: è pur sempre un thriller, o meglio un romanzo a chiave, pieno di colpi di scena più o meno prevedibili. Sotto il profilo turistico, parliamo di Spagna. Se non mi ricordo male: si parte dal monastero di Montserrat:

Poi il museo Guggenheim di Bilbao:

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/de/Guggenheim-bilbao-jan05.jpg
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Guggenheim-bilbao-jan05.jpg
Photograph taken by User: MykReeve [CC BY-SA 3.0]

C’è una puntata a Budapest e una alla cattedrale e al palazzo reale di Madrid. Ma il nostro autore non poteva farsi scappare la Barcellona di Gaudì. Prima fa andare il protagonista alla Pedrera:

E poi, naturalmente alla Sagrada Familia:

Dulcis in fundo, la Basílica de la Santa Cruz del Valle de los Caídos…

***

Pochissime le citazioni che meritano di essere ricordate:

‘Men plan, and God laughs.’ (p. 225)

In other words, Darwin’s theory described the survival of the fittest, but not the arrival of the fittest. (p. 386)

‘The price of greatness … is responsibility.’ (p. 412: è una citazione di Churchill)

Giusto per la curiosità di vedere come funziona il reblog, lo faccio sul post dedicato al compleanno di Galileo Galilei 4 anni fa.
Aggiungendo una sua frase:
Parlare oscuramente lo sa fare ognuno, ma chiaro pochissimi

Sbagliando s'impera

Nasce a Pisa il 15 febbraio 1564. Galileo Galilei è molto importante, per la storia del pensiero scientifico, per la divulgazione scientifica e per il rapporto tra scienza e religione.

Ognuno di questi punti meriterebbe di essere discusso a lungo, ma mi limiterò ad alcuni spunti sui primi due, per soffermarmi di più sul terzo, tornato in qualche modo d’attualità nei mesi scorsi.

Il metodo galileiano: secondo Galileo il libro della natura è scritto secondo leggi matematiche e per poterle capire è necessario eseguire esperimenti con gli oggetti che la natura ci mette a disposizione. Galileo introduce quindi una distinzione tra l’aspetto teorico e quello sperimentale, in cui né uno né l’altro sono preponderanti: il modello teorico spiega un’osservazione sperimentale e anticipa future osservazioni.

La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere…

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