The Days of Pearly Spencer

Riemersa dalle torbiere della memoria grazie a una trasmissione radiofonica (File urbani su Radio3).

A tenement, a dirty street
Walked and worn by shoeless feet
In silence long and so complete
Watch by shivering sun.

Old eyes in a small child’s face
Watching as the shadows race
Through walls and cracks that leave no trace
And daylight’s brightness shun

The days of Pearly Spencer,
Ahaha
The race is almost run

Nose pressed hard on frosted glass
Gazing as the swollen mass
On concrete fields where grows no grass
Stumbles blindly on

Iron trees smother the air
But withering they stand and stare
Through eyes that neither know nor care
Where the grass has gone

The days of Pearly Spencer,
Ahaha
The race is almost run

Pearly, where’s your milk-white skin ?
What’s that stubble on your chin ?
It’s buried in the rotgut gin
You’ve played and lost, not won

You played a house that can’t be beat
Now look, your head’s bowed in defeat
You walked too far along the street
Where only rats can run

The days of Pearly Spencer,
Ahaha
The race is almost run

David McWilliams, l’autore, era nato nel 1945 a Belfast (è morto nel 2002, a soli 56 anni) e apparteneva al giro dei Them (Van Morrison!). Questa canzone, del 1967, non entrò in classifica nel Regno Unito ma divenne piuttosto nota nell’Europa continentale.

La canzone ha avuto tantissime cover. La più famosa, in Italia, fu quella di Caterina Caselli, che nel 1968 la portò al successo al Cantagiro.

Nel 1986 la riprese Ivan Cattaneo: chi se lo ricorda?. Dimenticabile!

Ancora più di recente, Elisa. Io, di mio, continuo a preferire la Caselli.

Negli Stati Uniti fu incisa da The Grass Roots, un gruppo abbastanza specializzato in cover (oltre a quella di Ballad of a Thin Man di Bob Dylan, che compare nella colonna sonora di Good Morning Vietnam, nel 1969  incisero e portarono al 21° posto delle classifiche statunitensi Balla Linda di Lucio Battisti).

In Francia l’hanno incisa, nel 1988, i Vietnam Veterans, in una versione tra lo psichedelico e il grunge…

Il cerchio si chiude quando nel 1991 la incide Marc Almond (non senza averci aggiunto, di suo, un’ultima strofa che attenua il finale disperato dell’originale) e la porta al successo anche nel Regno Unito, dove raggiunge il 4° posto in classifica nel 1991.

A tenement, a dirty street
Remember worn and shoeless feet
Remember how you stood to beat
The way your life had gone
So Pearly don’t you shed more tears
For those best forgotten years
Those tenements are memories
Of where you’ve risen from

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