Impagabile Brunetta [2]

Benché non l’abbia mai sollecitato, e forse perché sono un dirigente pubblico (FANNULLONE tuttoalto e grassetto), ricevo immancabilmente la newsletter il VELINO (agenzia di stampa quotidiana nazionale diretta da Daniele Capezzone – e scusate se è poco): “Newsletter tematica, in collaborazione con il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, dedicata all’approfondimento degli argomenti relativi alla PA e all’innovazione. Un appuntamento settimanale con interviste, comunicati, progetti, bandi, leggi e dossier. Ma non solo, anche sondaggi sul rapporto cittadino/Pubblica amministrazione. Per seguire l’iter legislativo di un settore in evoluzione e in profonda trasformazione.”

Non penso sia necessario aggiungere molto. Sul numero che mi è arrivato oggi, 19 ottobre 2009, compariva la notizia seguente, che cito parola per parola:

Brunetta: sogno Venezia, ma porterò a termine l’impegno di ministro

–IL VELINO INNOVAZIONE E PA–

Roma – Resterà ministro o si candiderà a sindaco di Venezia? Da tempo Renato Brunetta viene indicato fra i papabili per la corsa alla poltrona di primo cittadino ora occupata da Massimo Cacciari. A rivolgere di nuovo al titolare della Pa la domanda sul proprio futuro è La Stampa in edicola oggi, lunedì 19 ottobre. “Chiunque faccia politica sogna di diventare sindaco della sua città. Ma io ho preso un altro impegno, di fronte a sessanta milioni di italiani, e lo porterò a termine” ha assicurato Brunetta. (red/riv)

Non sono un assiduo spettatore televisivo. Ma l’altra sera mi è capitato di vedere Brunetta a che contestava a Lilli Gruber le cifre sulle auto blu, vantandosi di essere un appassionato di cifre e producendosi in un convincente calcolo “sul retro di una busta” per dimostrare che le cifre di cui si parla sono fantasiose. Avevo apprezzato. Ma mi ero sbagliato.

O Brunetta è un furbacchione che piega i numeri a suo piacimento (e io la ritengo cosa riprovevole) oppure non sa far di conto (e per me è pure peggio, e si passa dal riprovevole allo spregevole).

  1. Brunetta non ha preso un impegno di fronte a 60 milioni di italiani. O forse sì, se si suppone che tutti guardassero la televisione all’atto del suo giuramento. E allora, forse, anche davanti a qualche milione di non italiani, che si trovavano a vedere quella trasmissione in quel momento. Ma se non vogliamo giocare con le parole, Brunetta il suo impegno l’ha preso soltanto con il Presidente del consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, che gli ha delegato dei compiti specifici (Brunetta è un ministro senza portafoglio).
  2. Brunetta è attento alle parole che usa, ma il suo discorso tende a farci credere che anche lui opera per investitura del popolo (in mano ai demagoghi il popolo è quasi peggio della ggente). Gli ricordiamo che, in questo sistema elettorale (il calderoliano porcellum) il popolo vota i partiti. I partiti scelgono i candidati da eleggere (sui quali gli elettori non hanno possibilità di scegliere alcunché), in base a calcoli più o meno imperscrutabili. Nel caso di Brunetta, tuttavia, pensiamo si possa escludere che gli abbiano dato un posto in lista per la sua avvenenza o perché era stato “carino” con qualche potente.
  3. In ogni caso, sono 60 milioni (da qualche mese, ma non lo erano nell’aprile del 2008) i residenti in Italia. Ma non tutti possono votare alle elezioni politiche per la Camera dei deputati.
  4. Vanno anzitutto esclusi gli stranieri residenti, anche se in Italia risiedono regolarmente e pagano le tasse come me – che le pago (no taxation without representation loro non lo possono dire!). E anche se sono nati in Italia. Stiamo parlando rispettivamente di quasi 4 milioni e di oltre mezzo milione di persone.
  5. Vanno poi esclusi quelli che non hanno diritto al voto, soprattutto per motivi di età (minori di 18 anni, nel caso della Camera dei deputati). Gli aventi diritto al voto, nel 2008, erano circa 45 milioni.
  6. Di questi quasi il 20% non è andato a votare. I voti validi sono stati poco più di 36 milioni.
  7. La coalizione cui appartiene Brunetta ha ottenuto appena più di 17 milioni di voti. Non pochi. Certo più del 50% dei voti validi che ti fa vincere le elezioni (con sostanzioso premio di maggioranza). Ma certo anche molto meno dei 60 milioni di cui parla Brunetta (e con lui il suo capo).

In conclusione, se Brunetta ci tiene tanto a fare il sindaco di Venezia, si candidi tranquillo. 43 milioni di residenti in Italia (il 71,7%) saranno contenti o indifferenti. 17 milioni (il 28,3%), forse, si dispiaceranno di perdere un loro rappresentante in Parlamento. Il presidente del consiglio dei ministri, lui soltanto, dovrà cercare un sostituto: i ministri non li sceglie l’elettorato.

Restano i veneziani, che magari non vogliono Brunetta sindaco. Facciamo così. Lui si dimetta da parlamentare (come fanno le persone serie) e si candidi. Poi decidano gli elettori veneziani. Si chiama democrazia.

Pubblicato su Citazioni, Grrr!. 1 Comment »

Una Risposta to “Impagabile Brunetta [2]”

  1. angoliecurve Says:

    Fantastica analisi e sgretolamento dei 60 milioni !!! Inoltre dovrebbe essere proprio così: se il suo sogno è Venezia, si dimetta e si candidi.


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