Due canzoni, Venderò e Lilac Wine

Due canzoni, una per ridarmi il coraggio di ritrovare la mia dignità, l’altra per coltivare la mia tristezza di questi giorni.

La prima, Venderò, è stata scritta da Eugenio Bennato per il fratello Edoardo, che ce la canta e ce la suona. La frase-chiave, per i miei umori del momento, è:

Ogni cosa ha il suo prezzo
ma nessuno saprà
quanto costa la mia libertà

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=Ckfk5qoxk80%5D

La seconda, Lilac Wine, ha una storia un po’ più lunga e complicata. Scritta nel 1950 da James Shelton per un musical passato nel dimenticatoio, ha avuto molte e prestigiose cover: da Eartha Kitt a Judy Henske , da Nina Simone a Elkie Brooks, a Jeff Beck con Imelda May. La versione che sentite qui è quella di Jeff Buckley, di sfondo a una scena drammatica (qualcosa compare nel video qui sotto) del bel film francese Non dirlo a nessuno (Ne le dis a personne).

Aggiornamento (11 settembre 2012): la versione che avevo postato più d’un anno fa non è più disponibile. Questa, sempre Jeff Buckley, è senza immagini.

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=8K6BSqi9F5A%5D

I lost myself on a cool damp night
I gave myself in that misty light
Was hypnotized by a strange delight
Under a lilac tree
I made wine from the lilac tree
Put my heart in its recipe
It makes me see what I want to see
and be what I want to be
When I think more than I want to think
I do things I never should do
I drink much more than I ought to drink
Because it brings me back you…

Lilac wine is sweet and heady, like my love
Lilac wine, I feel unsteady, like my love
Listen to me… I cannot see clearly
Isn’t that she coming to me nearly here?
Lilac wine is sweet and heady, where’s my love?
Lilac wine, I feel unsteady, where’s my love?
Listen to me, why is everything so hazy?
Isn’t that she, or am I just going crazy, dear?
Lilac Wine, I feel unready for my love,
feel unready for my love.

Salami in gara a Quistello – un aggiornamento

Molti si staranno chiedendo chi ha poi vinto la gara dei salami e se il ministro Maroni si è poi presentato per presidere la giuria, ma sono troppo pigri per andare a consultare il sito de La Gazzetta di Mantova.

Ghe pensi mi!

L’ambito premio (un maialino da latte la cui sorte si ignora, ma non è difficile da immaginare) è andato a Celso Maretti di Quistello.

Maroni non si è visto (poi l’abbiamo visto in tv a un dibattito della Berghemfest con Calderoli e Alfano), ed è stato sostituito dal compagno di partito Gianni Fava (evitate, per favore, battute a doppio senso troppo facili e poco eleganti).

In compenso si è rivisto, in giuria, il parroco don Roberto Buzzola, che l’anno scorso non si era presentato in segno di protesta per la partecipazione di Antonella Del Lago. Evidentemente, la presenza di un leghista gli dà meno problemi di coscienza di quella di una pornostar.