Satrapo

Secondo il Vocabolario Treccani:

  1. a. Governatore di una provincia dell’antico impero persiano, con ampî poteri politici, amministrativi e militari.
    b. Per estensione, monarca di un paese orientale: Anzi nuocer parea molto più forte A re, a signori, a principi, a satràpi (Ariosto); Mariterò le mie dolci sorelle Ai sàtrapi dell’Asia spaziosa (D’Annunzio).
  2. (figurato) Persona, investita di un certo potere, che ostenta e fa pesare la sua autorità, che esercita il suo ufficio con grande sussiego, dandosi un’importanza sproporzionata alla carica: certi sàtrapi dell’istruzione pubblica (Carducci); anche, persona che vive tra gli agi e le ricchezze: fare il satrapo; condurre una vita da satrapo. ◆ Il femminile satrapéssa indica, più che la moglie di un satrapo, una donna troppo autoritaria.

Alessandro Magno contro i persiani

Parola con una storia lunghissima. All’italiano arriva dal latino satrăpes (o satrăpa o satraps) –ăpis, che a sua volta viene dal greco σατράπης, che a sua volta viene dall’antico persiano xšaθrapāvā o *khshathra-pa-.

All’estendersi dell’impero persiano, l’amministrazione di aree vaste e popolose divenne un problema e, allo scopo di suddividere amministrativamente i territori conquistati, Ciro il Grande (558-529 BCE) pensò bene di istituire questa magistratura, preponendovi membri della famiglia reale o nobili di rango elevato. I poteri e il grado di autonomia dei satrapi erano molto vasti, spaziando dall’amministrazione della giustizia, alla riscossione dei tributi, al reclutamento per l’esercito del “Gran Re”. Il loro operato era controllato annualmente da funzionari reali itineranti, chiamati “gli occhi” e “le orecchie” del Gran Re. Forniti di estesi poteri amministrativi, militari e giudiziari all’interno della propria provincia, di fatto i satrapi erano principi vassalli. Nelle regioni periferiche, praticavano una forte autonomia dal potere centrale, giungendo anche alla rivolta (come quella che intorno al 360 BCE dilagò dall’Asia Minore all’Egitto). Con Alessandro Magno i satrapi conservarono i poteri civili, ma persero quelli militari (adattato da Wikipedia).

La parola persiana, xšaθrapāvā, è una parola composta da *khshathra- (regno: dalla stessa radice deriva il moderno šāh, quello dello Scià di Persia che fu destituito dalla rivoluzione di Khomeini) e un derivato di *pāti (che vale “colui che protegge”): dunque il satrapo è il protettore del regno. In sanscrito kṣatra significa “tetto, ombrello, dominio, potenza, governo” (dalla radice kṣī “governare”). Gli Kshatriya o Kashtriya (“guerrieri”) sono uno dei 4 ordini (varna), quello dell’élite militare, del sistema sociale vedico-indù. Le altre classi sono quelle dei brahmana (sacerdoti e uomini di legge), dei vaishya (mercanti e imprenditori) e dei sudra (contadini e operai). Sulla comune tripartizione funzionale di società, ideologia e religione degli antichi popoli indoeuropei – funzione sacrale e giuridica, funzione guerriera e funzione produttiva – Georges Dumézil ha scritto opere celebri (e discusse, ma comunque a mio parere assolutamente memorabili).

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