Somiglianze di famiglia o soltanto coincidenze? Donovan, Guccini e i Procol Harum

Delle somiglianze di famiglia (Familienähnlichkeiten) nell’accezione wittgensteiniana abbiamo già parlato seriosamente qui.

Adesso ne parliamo giocosamente, senza sapere se le somiglianze siano casuali, oppure implichino un plagio e semplicemente una “suggestione” più o meno inconscia, o se discendano da una radice letteraria comune …

wikimedia.org/wikipedia/commons

Cominciamo ascoltando con  attenzione.

De L’isola non trovata di Guccini abbiamo parlato molto di recente. Per vincere la monotonia ve ne propongo una versione differente (quella registrata in studio per l’omonimo disco del 1970):

La somiglianza di famiglia è con Atlantis di Donovan. La canzone è del 1968, un paio d’anni prima di Guccini. i Punti di contatto (ma giuro che non me n’ero accorto fino a stamattina) sono davvero tanti: in primo luogo, che la canzone vera e propria sia preceduta da un lungo pezzo recitato (ma l’accento scozzese di Donovan, con tutte quelle vocali chiuse, mi sembra peggio dello strascicato modenese bleso di Guccini); ma anche gli accordi di chitarra acustica e lo stesso “giro” di accordi su cui il pezzo è costruito mi sembrano piuttosto simili.

Il brano fu scritto per un documentario della Disney e il testo è molto meno bello (e meno letterario) della poesia di Gozzano (che trovate qui):

The continent of Atlantis was an island which lay before the great flood
in the area we now call the Atlantic Ocean.
So great an area of land, that from her western shores
those beautiful sailors journeyed to the South and the North Americas with ease,
in their ships with painted sails.
To the East Africa was a neighbour, across a short strait of sea miles.
The great Egyptian age is but a remnant of The Atlantian culture.
The antediluvian kings colonised the world
All the Gods who play in the mythological dramas
In all legends from all lands were from fair Atlantis.
Knowing her fate, Atlantis sent out ships to all corners of the Earth.
On board were the Twelve:
The poet, the physician, the farmer, the scientist,
The magician and the other so-called Gods of our legends.
Though Gods they were –
And as the elders of our time choose to remain blind
Let us rejoice and let us sing and dance and ring in the new
Hail Atlantis!
Way down below the ocean where I wanna be she may be,
Way down below the ocean where I wanna be she may be,
Way down below the ocean where I wanna be she may be.
Way down below the ocean where I wanna be she may be,
Way down below the ocean where I wanna be she may be.
My antediluvian baby, oh yeah yeah, yeah yeah yeah,
I wanna see you some day
My antediluvian baby, oh yeah yeah, yeah yeah yeah,
My antediluvian baby,
My antediluvian baby, I love you, girl,
Girl, I wanna see you some day.
My antediluvian baby, oh yeah
I wanna see you some day, oh
My antediluvian baby.
My antediluvian baby, I wanna see you
My antediluvian baby, gotta tell me where she gone
I wanna see you some day
Wake up, wake up, wake up, wake up, oh yeah
Oh glub glub, down down, yeah
My antediluvian baby, oh yeah yeah yeah yeah

La leggenda di quegli anni (poi autorevolmente smentita dagli interessati e da Mark Lewisohn) era che Paul McCartney intervenisse come seconda voce. Ma secondo me l’equivoco nasce dalla ripetizione ad libitum della frase «Way down below the ocean where I wanna be she may be», che ricorda un po’ quella che conclude/non conclude la coeva Hey Jude.

Più memorabile, secondo me, la violentissima scena di pestaggio di Billy Batts in Goodfellas (Quei bravi ragazzi) di Martin Scorses, che viene massacrato da Joe Pesci e Robert De Niro mentre sullo sfondo scorre dolcissima Atlantis:

La terza somiglianza di famiglia è con A Salty Dog dei Procol Harum (il loro capolavoro, secondo me, anche se il mio cuore adolescente batte con A Whiter Shade of Pale):

Qui siamo nel 1969, dopo Atlantis ma prima de L’isola non trovata. Le parentele musicali sono meno evidenti (ma ci sono, se solo ascoltate con attenzione, soprattutto con Atlantis). Molto più evidenti le parentele letterarie, anche se il testo di A Salty Dog è abbastanza dimenticabile:

‘All hands on deck, we’ve run afloat!’ I heard the captain cry
‘Explore the ship, replace the cook: let no one leave alive!’
Across the straits, around the Horn: how far can sailors fly?
A twisted path, our tortured course, and no one left alive

We sailed for parts unknown to man, where ships come home to die
No lofty peak, nor fortress bold, could match our captain’s eye
Upon the seventh seasick day we made our port of call
A sand so white, and sea so blue, no mortal place at all

We fired the gun, and burnt the mast, and rowed from ship to shore
The captain cried, we sailors wept: our tears were tears of joy
Now many moons and many Junes have passed since we made land
A salty dog, this seaman’s log: your witness my own hand

Qui la derivazione è immediata, a una poesia che ogni ragazzo inglese conosce dai tempi di scuola (The Rime of the Ancient Mariner di Samuel Taylor Coleridge l’abbiamo riportata integralmente su questo blog, in un post in cui si parla di albatros):

«The ship was cheered, the harbour cleared,
Merrily did we drop
Below the kirk, below the hill,
Below the light-house top.

The Sun came upon the left,
Out of the sea came he!
And the shone bright, and on the right
Went down into the sea.

Higher and higher every day,
Till over the mast at noon—»
[…]

The sun now rose upon the right:
Out of the sea came he.
Still hid in mist and on the left
Went down into the sea.

And the good south wint still blew behind,
But no sweet bird did follow,
Nor any day for food or play
Came to the mariners’ hollo!

Pubblicato su Citazioni, Musica. 2 Comments »

2 Risposte to “Somiglianze di famiglia o soltanto coincidenze? Donovan, Guccini e i Procol Harum”

  1. il barbarico re Says:

    Secondo me un’altra somiglianza gucciniana ancora più evidente è questa:

    • il barbarico re Says:

      Anche se tecnicamente neanche Bob era stato proprio originale:

      E questa è presa da una canzone tradizionale che era di dominio pubblico già all’epoca.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: