Il framing spiegato al popolo

Premessa

Come molti di voi, sono rimasto molto impressionato da una recente tragedia avvenuta a Milano: durante una lite per una questione di precedenza tra un automobilista e un pedone, l’automobilista è stato colpito dal pedone ed è morto. La dinamica dell’accaduto non è stata chiara fin dall’inizio e forse non lo è neppure ora. Fatto sta che l’automobilista è morto, e a questo non c’è rimedio né giustificazione. Quale sia la responsabilità penale del pedone lo decideranno i giudici; sotto il profilo morale, l’opinione pubblica lo ha già condannato. Resta la circostanza che – in caso di contrasto tra i due – in genere è l’automobilista (più veloce e potente, all’interno di un involucro di metallo pesante parecchie centinaia di kg) il soggetto forte e il pedone il soccombente predestinato. È proprio questo capovolgimento delle aspettative a definire la tragedia.

wikimedia.org/wikipedia/commons

Mi sono chiesto però quanto del giudizio morale che traiamo da questa vicenda sia funzione del modo in cui la vicenda stessa è raccontata. Per questo ho deciso di fare un piccolo esperimento, cui vi invito a partecipare, se volete.

L’ispirazione mi viene da Intuition Pumps and Other Tools for Thinking di Daniel C. Dennett, che ho da poco finito di leggere. Dennett propone (ma il suggerimento originario viene da Douglas Hofstadter) di considerare un intuition pump (o una narrazione, se è per quello) come un strumento con molte configurazioni (un mixer con molte manopole, se volete) e di vedere che cosa succede provando diverse configurazioni:

When Doug Hofstadter and I composed The Mind’s I back in 1982, he came up with just the right advice on this score: consider the intuition pump to be a tool with many settings, and “turn all the knobs” to see if the same intuitions still get pumped when you consider variations. [256]

Quali sono allora, ad esempio, le manopole della nostra vicenda?

  1. Chi fa cosa a chi?
  2. Azione volontaria/involontaria
  3. Conseguenza diretta/indiretta dell’azione
  4. Esito letale/lieve
  5. Profilo dell’aggressore/della vittima
  6. Esistenza/partecipazione di terzi
  7. Presenza di stereotipi nella narrazione…

* * *

Disclaimer

Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale.

* * *

 Turning the knobs…

Tragica fatalità a Milano. Un automobilista non dà la precedenza a un pedone sulle strisce pedonali. Durante la vivace discussione che segue, l’automobilista, scendendo dalla macchina, scivola su una buccia di banana e cade, battendo la testa sul cordolo del marciapiede. Accompagnato al pronto soccorso, muore senza riprendere conoscenza.

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Rissa per futili motivi a Milano. Un automobilista non dà la precedenza a un pedone sulle strisce pedonali. Durante la vivace discussione che segue, l’automobilista, che era sceso dalla macchina, viene colpito dal pedone con un pugno in pieno volto. Accompagnato al pronto soccorso, viene giudicato guaribile in 7 giorni. Denunciato per lesioni l’aggressore.

Rissa per futili motivi a Milano. Un automobilista non dà la precedenza a un pedone sulle strisce pedonali. Durante la vivace discussione che segue, l’automobilista scende dalla macchina e colpisce il pedone con un pugno in pieno volto. Accompagnato al pronto soccorso, il pedone è giudicato guaribile in 7 giorni. Denunciato per lesioni l’aggressore.

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Violenza per futili motivi a Milano. Un automobilista non si ferma sulle strisce pedonali e rischia di investire un pedone e la moglie all’ottavo mese di gravidanza. Durante l’alterco che segue, l’automobilista, che era sceso dalla macchina, viene colpito dal pedone alle gambe con una confezione di bottiglie d’acqua minerale. Perde l’equilibrio e, cadendo, batte la testa sul cordolo del marciapiede. Accompagnato al pronto soccorso, viene giudicato guaribile in 7 giorni. Denunciato per lesioni l’aggressore.

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Esplode la violenza a Milano. Un automobilista non si ferma sulle strisce pedonali e rischia di investire un pedone e la moglie all’ottavo mese di gravidanza. Durante l’alterco che segue, l’automobilista, che era sceso dalla macchina, viene colpito dal pedone alle gambe con una confezione di bottiglie d’acqua minerale. Perde l’equilibrio e, cadendo, batte la testa sul cordolo del marciapiede. Accompagnato al pronto soccorso, muore senza riprendere conoscenza. Denunciato per omicidio volontario l’aggressore.

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Tragico incidente a Milano. Procedeva ad alta velocità l’automobilista che ha investito, sulle strisce pedonali, un pedone e la moglie all’ottavo mese di gravidanza. Nonostante la corsa in ospedale, la donna è morta senza riprendere conoscenza. Il bimbo è in incubatrice, ma i medici temono che abbia subito danni cerebrali. Denunciato per omicidio colposo l’investitore.

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Assurdo incidente a Milano. Un automobilista non dà la precedenza a un pedone sulle strisce pedonali. Durante l’alterco che segue sopraggiunge un auto a forte velocità e li investe, uccidendo entrambi. Denunciato per omicidio colposo l’investitore.

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Tragedia a Milano. Un automobilista non dà la precedenza sulle strisce pedonali a un pedone, un ex pugile senegalese. Aggredito verbalmente, l’automobilista scende dalla macchina ma subito si accascia, colpito da un malore. Spira dopo pochi minuti di straziante agonia.

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Assurda violenza a Milano. Un automobilista non dà la precedenza a un pedone sulle strisce pedonali. Durante l’alterco che segue, l’automobilista, che era sceso dalla macchina, viene colpito con un pugno in pieno volto dal pedone, un ex pugile senegalese. Accasciatosi al suolo, muore dopo pochi minuti di straziante agonia. Denunciato per omicidio volontario l’aggressore.

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Tragico incidente a Milano. Procedeva ad alta velocità l’automobilista che ha investito, sulle strisce pedonali, un senegalese di 38 anni. Nonostante la corsa in ospedale, l’uomo è morto senza riprendere conoscenza. «L’era nott, lü l’era negher, ho vist nagott», ma la giustificazione dell’investitore non gli ha evitato un’accusa di omicidio colposo.

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Tragico incidente a Milano. Procedeva ad alta velocità l’automobilista senegalese di 38 anni, privo di permesso di soggiorno e con precedenti per spaccio di stupefacenti, che ha investito con un’auto rubata, sulle strisce pedonali, un pedone e la moglie all’ottavo mese di gravidanza. Nonostante la corsa in ospedale, la donna è morta senza riprendere conoscenza. Il bimbo è in incubatrice, ma i medici temono che abbia subito danni cerebrali. Denunciato per omicidio volontario aggravato l’investitore, sottratto a malapena al linciaggio della folla inferocita.

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