Jonathan Coe – Expo 58

Coe, Jonathan (2013). Expo 58. London: Penguin. 2013. ISBN: 9780241966914. Pagine 288. 10,99 €

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Jonathan Coe è uno scrittore molto discontinuo. Ha scritto almeno due romanzi molto profondi e molto belli, The House of Sleep e (soprattutto) The Rain Before it Falls (quest’ultimo l’ho recensito su questo blog, qui). Ha scritto altri romanzi molto divertenti o comunque interessanti (a mio insindacabile giudizio, naturalmente): What a Carve Up! (tradotto in italiano con il titolo La famiglia Winshaw), The Rotters’ ClubThe Closed Circle (non ho letto i suoi primi due romanzi, The Accidental Woman e A Touch of Love). Ha scritto poi almeno due romanzi orrendi: The Dwarves of Death e The Terrible Privacy of Maxwell Sim (su quest’ultimo, che ho letto tempo fa, ma che mi è piaciuto talmente poco da avere ripugnanza a scriverne una recensione, interverrò tra poco, giusto per tener fede all’impegno di parlare sul blog di tutti i libri che leggo). A quale categoria appartiene Expo 58?

A una categoria nuova: quella del libro insignificante. Alla categoria della tiepidezza:

All’angelo della Chiesa di Laodicèa scrivi: «Così parla l’Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio: “Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca.”» [Apocalisse, 3, 14-16]

L’acquedotto di Laodicea, che trasportava acqua tiepida (torraccia.net)

Certo, Coe ha fatto tutti i compiti a casa: si è fatto intervistare dalla radio belga sull’Atomium, ha scritto il libro in una residenza fiamminga all’interno di un programma governativo di ospitalità per artisti, ha raccolto le memorie di una hostess all’Expo, ha consultato in biblioteca materiali dell’epoca (ivi inclusi Sputnik e le memorie di James Gardner, l’architetto del padiglione inglese), si è basato sul calendario ufficiale degli eventi, ha seguito la storia del pub Britannia durante e dopo l’esposizione … Ne è uscito un romanzo assolutamente insipido: e che altro vi potevate aspettare? a parte il fatto che il Belgio non è la location più eccitante del mondo, la vicenda è veramente debole, i personaggi di carta velina, l’umorismo frizzante come lo spumante la sera del 1° gennaio.

Una Risposta to “Jonathan Coe – Expo 58”

  1. Gentle Giant – Milano, Palalido, 4 gennaio 1973 | Sbagliando s'impera Says:

    […] prog inglese, i Gentle Giant stavano nel peloton insieme agli Hatfield and the North cantati da Jonathan Coe in un suo romanzo (‘The Rotters’ Club – tradotto in Italia La banda dei brocchi – […]


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