Sacchetti di plastica o borsine di cotone?

Si è sviluppato un vivace dibattito sui meriti e i demeriti ecologici delle borsine di cotone, a fronte di una campagna diffusa per il bando dei sacchetti di plastica.

Quartz ci ha fatto un’analisi che a me pare definitiva (“Your cotton tote is pretty much the worst replacement for a plastic bag“, di Zoë Schlanger, pubblicato il 1° aprile 2019 – ma non è un pesce d’aprile), a partire da uno studio dell’Agenzia di protezione ambientale del governo danese [Ministry of Environment and Food – Environmental Protection Agency. Bisinella, Valentina; Paola Federica Albizzati; Thomas Fruergaard Astrup e Anders Damgaard (a cura di). Life Cycle Assessment of grocery carrier bags. Environmental Project no. 1985. February 2018), che potete leggere e scaricare qui. Incidentalmente, fa piacere vedere che due delle quattro persone che curano il rapporto sono italiane o di origine italiana.

Insomma, meglio il sacchetto di plastica o la borsina di cotone? Come spesso nella vita, la risposta non è univoca.

Prima risposta, quella facile: i comuni sacchetti di plastica (con l’eccezione di quelli di MaterBi, ad esempio, che è un biopolimero) non sono biodegradabili, inquinano i mari, finiscono nel tubo digerente degli animali marini e alla fine anche nel nostro con i cibi che mangiamo. Questa risposta vale per tutti i sacchetti, anche se il polimero di cui sono fatti, il peso e spessore influiscono sui tempi e le modalità di smaltimento e sulle possibilità di recupero e riciclo (qui sotto vedete diverse tipologie e materiali, che lo studio danese analizza). Ma la rispoista è sempre la stessa: non sono biodegradabili.

Ministry of Environment and Food of Denmark, 2018

Il male assoluto, quindi? No perché – seconda risposta – se si tiene conto dell’insieme degli impatti ambientali al di là di quello dello smaltimento, cioè dell’impatto ambientale della produzione della materia prima (il cotone) e di tutto il resto (filatura, tessitura, confezione, tintura, trasporto, e così via), la borsina di cotone ha un impatto maggiore. Anzi, molto maggiore.

Ministry of Environment and Food of Denmark, 2018

Lo studio danese analizza questi aspetti, oltre a diverse modalità di riuso e riciclo, e si conclude con consigli di uso e smaltimento delle diverse tipologie di sacchetti e borse.

Rielaborazione da Ministry of Environment and Food of Denmark, 2018

Impressionante, vero? Sorprendente, no? I sacchetti di cotone devono essere riutilizzati migliaia di volte prima di soddisfare le prestazioni ambientali dei sacchetti di plastica e – scrivono i ricercatori danesi – il cotone biologico è peggiore del cotone convenzionale quando si tratta di impatto ambientale complessivo. Infatti, il cotone biologico ha un tasso di resa inferiore del 30% in media rispetto al cotone convenzionale, e quindi richieda il 30% in più di risorse, come l’acqua, per crescere nella stessa quantità, anche tenuto conto del minor ricorso a fertilizzanti e pesticidi (e quindi di un impatto minore in termini di eutrofizzazione e contaminazione).

Che fare allora? Il rapporto si conclude con alcuni consigli pratici sulla destinazione finale al termine della loro vita utile:

  1. LDPE base: riusare almeno una volta per la spesa, poi come sacchetto per i rifiuti.
  2. LDPE con manico rigido: si può riusare direttamente come sacchetto per rifiuti.
  3. LDPE riciclato: riusare almeno due volte per la spesa, poi come sacchetto per i rifiuti.
  4. Polipropilene non tessuto: riusare almeno 52 volte per la spesa; poi smaltire con materiali riciclabili, oppure riutilizzare come sacchetto per la spazzatura; infine destinare all’inceneritore.
  5. Polipropilene tessuto: riusare almeno 45 volte per la spesa; poi smaltire con materiali riciclabili, oppure riutilizzare come sacchetto per la spazzatura; infine destinare all’inceneritore.
  6. PET: riusare almeno 84 volte per la spesa; poi smaltire con materiali riciclabili, oppure riutilizzare come sacchetto per la spazzatura; infine destinare all’inceneritore.
  7. Poliestere: riusare almeno 35 volte per la spesa; poi smaltire con materiali riciclabili, oppure riutilizzare come sacchetto per la spazzatura; infine destinare all’inceneritore.
  8. Biopolimeri: attenzione! per i cambimenti climatici può essere utilizzato direttamente come sacchetto per i rifiuti, ma per l’impatto complessivo va usato almeno 42 volte per la spesa.
  9. Carta non sbiancata o sbiancata: riusare almeno 43 volte per la spesa; poi riutilizzare come sacchetto per la spazzatura; infine destinare all’inceneritore.
  10. Sacchetti di cotone convenzionali: riusare per la spesa almeno 52 volte per i cambiamenti climatici, almeno 7.100 volte considerando tutti gli indicatori; se possibile, riutilizzare come sacco per la spazzatura, altrimenti incenerire.
  11. Sacchetti di cotone biologico: riusare per la spesa almeno 149 volte per i cambiamenti climatici, almeno 20.000 volte considerando tutti gli indicatori; se possibile, riutilizzare come sacco per la spazzatura, altrimenti incenerire.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: