IMU: giornalismo cialtrone e giornalismo che pensa

Il 14 luglio 2012, il Corriere della sera , il quotidiano italiano più diffuso (su carta) ha pubblicato questo articolo o, meglio, questa tabella:

VERSAMENTI IMU

I versamenti Imu provincia per provincia

Dalla Provincia di Roma il contributo maggiore

Versamenti I.M.U. per provincia aggiornati alle deleghe del 4 luglio 2012

Corriere

Ecco, questa è una tabella che si potrebbe portare a scuola per spiegare agli alunni delle medie (o come diavolo si chiama adesso la scuola che frequentano i ragazzi tra gli 11 e i 13 anni) come non si fa informazione usando i numeri. Perché l’unica cosa che si può vedere da questa tabella, espressa in valori assoluti, è che quanto più estesa e popolosa è una provincia, tanto maggiori sono stati i versamenti IMU. Tante grazie. Ci sarebbe da preoccuparsi, e molto, se non fosse così.

Una tabella con oltre 100 righe e 4 colonne. Più di 300 valori assoluti. Numeroni dell’ordine dei milioni. Contenuto informativo prossimo a zero.

E infatti l’unico commento che accompagna la tabella è: «Dalla Provincia di Roma il contributo maggiore.»

Mi perdonerà il bravo Donato Speroni, che sul Corriere della sera cura l’ottimo blog Numerus, se chiedo il suo parere?

Peraltro, il Corriere non è solo: non c’è quasi mattina che il Giornale Radio Rai (direttore Antonio Preziosi, come ci ricordano ossessivamente) non ci scodelli la statistica quotidiana: sul consumo di carne (o di canne), sul numero di canarini d’appartamento o sulle cadute sulle scale: invariabilmente, «guida la classifica la Lombardia» mentre «è la Val d’Aosta il fanalino di coda». Non sarà perché sono fenomeni legati alla dimensione demografica e la Lombardia è la regione più popolosa d’Italia e la Val d’Aosta la meno popolosa?

Il Post, quotidiano online diretto da Luca Sofri, pubblica la medesima notizia il 15 luglio, ma dà al ben più titolato Corriere una bella lezione di data journalism (a mio insindacabile giudizio, naturalmente).

Chi ha pagato più IMU

La classifica dei versamenti della tassa per province: ad Aosta 348 euro per abitante, a Crotone si è pagato un quinto

15 luglio 2012

Il Ministero dell’Economia ha pubblicato sul suo sito i dati sulla riscossione dell’IMU nelle diverse province, che vedono le cifre principali raccolte naturalmente nelle città più grandi. Questo è invece l’elenco ordinato col criterio delle cifre versate in rapporto alla popolazione di ogni provincia: criterio genericamente indicativo, ma si tengano in considerazione le caratteristiche della tassa, legata alle proprietà immobiliari e non ai residenti.

Province Importo Comune Importo Stato Importo totale Per abitante
1 Aosta 24.776.388 19.882.991 44.659.379 348,28
2 Savona 50.802.597 39.952.061 90.754.658 315,22
3 Olbia-Tempio 24.844.571 20.869.932 45.714.503 289,59
4 Imperia 30.354.199 24.625.774 54.979.973 246,94
5 Genova 130.789.989 84.073.246 214.863.235 243,41
6 Roma 630.649.797 370.136.938 1.000.786.735 238,62
7 Livorno 46.779.773 30.521.283 77.301.056 225,40
8 Sondrio 21.410.399 18.806.325 40.216.724 219,56
9 Grosseto 28.465.404 21.149.214 49.614.618 217,46
10 Milano 401.759.658 279.225.674 680.985.332 215,73
11 Bologna 128.781.561 84.752.768 213.534.328 215,27
12 Ravenna 49.281.640 35.037.026 84.318.666 214,85
13 Rimini 39.971.859 30.350.075 70.321.933 213,55
14 Bolzano 64.162.165 43.861.107 108.023.273 212,79
15 Trento 62.732.543 49.365.123 112.097.666 211,72
16 Lecco 42.323.478 29.675.518 71.998.995 211,66
17 Parma 53.399.925 39.649.481 93.049.407 210,46
18 Belluno 24.469.296 19.984.698 44.453.995 208,24
19 Como 73.049.594 50.394.193 123.443.787 207,47
20 Lucca 46.129.209 33.121.927 79.251.136 201,25
21 L’Aquila 25.307.823 19.587.192 44.895.014 200,86
22 Siena 33.221.516 21.131.992 54.353.507 199,36
23 Vercelli 19.799.714 15.516.631 35.316.345 196,68
24 Piacenza 31.470.976 23.854.993 55.325.969 190,86
25 Pisa 48.426.556 31.096.433 79.522.989 190,35
26 Firenze 114.855.034 74.688.102 189.543.135 189,90
27 Torino 263.008.636 165.203.697 428.212.333 185,99
28 Pordenone 35.239.864 23.260.785 58.500.649 185,53
29 Padova 104.608.599 65.395.840 170.004.439 181,98
30 Verona 96.411.322 70.563.694 166.975.017 181,46
31 Alessandria 45.763.860 33.744.184 79.508.044 180,45
32 Forli’ 41.550.437 29.427.278 70.977.715 179,47
33 Verbania 16.168.673 12.935.530 29.104.203 178,28
34 Biella 18.933.959 13.475.923 32.409.882 174,46
35 Vicenza 89.298.657 62.545.083 151.843.740 174,38
36 Ferrara 37.591.842 25.174.991 62.766.833 174,36
37 Trieste 26.835.119 14.248.462 41.083.581 173,67
38 Viterbo 32.346.490 22.816.404 55.162.894 172,23
39 Prato 26.645.498 16.259.176 42.904.674 171,77
40 Novara 36.303.990 26.706.401 63.010.391 169,47
41 Cuneo 54.053.754 44.092.570 98.146.324 165,70
42 Massa Carrara 19.849.424 13.603.074 33.452.498 164,06
43 Brescia 114.385.842 90.699.576 205.085.419 163,28
44 Udine 51.395.476 36.740.713 88.136.188 162,76
45 Venezia 80.078.272 58.983.319 139.061.591 161,11
46 Reggio Emilia 48.374.261 35.914.055 84.288.316 158,93
47 Treviso 83.738.700 55.506.159 139.244.859 156,76
48 Modena 62.650.181 46.257.291 108.907.471 155,38
49 Bergamo 96.486.474 73.558.628 170.045.102 154,76
50 Gorizia 13.009.760 8.525.893 21.535.653 151,23
51 Monza e della Brianza 77.990.732 49.591.489 127.582.221 150,16
52 Varese 75.662.840 55.341.745 131.004.586 148,32
53 La Spezia 27.147.287 18.712.161 45.859.448 148,02
54 Cremona 30.228.123 22.549.918 52.778.041 145,15
55 Ancona 40.857.179 28.557.066 69.414.245 144,30
56 Arezzo 29.087.790 21.189.520 50.277.310 143,79
57 Pistoia 24.169.306 17.910.024 42.079.330 143,59
58 Teramo 25.113.959 19.615.343 44.729.301 143,25
59 Chieti 32.689.374 24.039.034 56.728.408 142,85
60 Pavia 43.304.196 34.457.136 77.761.333 141,82
61 Pescara 27.102.364 18.577.914 45.680.278 141,34
62 Perugia 55.335.408 39.572.783 94.908.192 141,27
63 Bari 105.926.577 69.669.856 175.596.434 139,51
64 Macerata 26.158.156 19.151.923 45.310.079 139,26
65 Rovigo 19.185.090 14.898.182 34.083.273 137,50
66 Lodi 17.814.547 13.325.239 31.139.786 136,78
67 Latina 42.680.562 32.756.314 75.436.876 135,75
68 Mantova 31.104.844 24.837.882 55.942.725 134,66
69 Isernia 6.513.210 4.903.237 11.416.447 128,72
70 Taranto 43.217.328 31.002.054 74.219.382 127,96
71 Pesaro e Urbino 26.546.482 20.363.561 46.910.044 127,83
72 Terni 17.257.336 12.698.104 29.955.440 127,65
73 Campobasso 17.164.583 12.190.850 29.355.433 127,03
74 Siracusa 29.035.266 22.080.239 51.115.505 126,44
75 Ascoli Piceno 15.203.982 11.802.663 27.006.646 126,16
76 Foggia 46.617.385 33.360.921 79.978.306 124,80
77 Cagliari 41.848.024 27.576.216 69.424.240 123,27
78 Brindisi 27.643.540 21.023.493 48.667.033 120,69
79 Asti 14.569.729 12.087.531 26.657.261 120,25
80 Fermo 11.801.738 9.568.241 21.369.980 120,11
81 Sassari 23.929.863 16.426.698 40.356.560 119,67
82 Barletta-Andria-Trani 27.511.876 19.207.881 46.719.757 118,92
83 Rieti 10.387.988 7.965.068 18.353.056 114,37
84 Trapani 27.912.021 21.491.545 49.403.566 113,15
85 Ragusa 19.851.794 15.612.690 35.464.485 111,33
86 Nuoro 10.295.352 7.185.071 17.480.423 108,79
87 Lecce 47.807.771 37.823.789 85.631.560 104,99
88 Napoli 186.044.399 131.557.889 317.602.288 103,09
89 Salerno 65.296.817 46.123.017 111.419.834 100,40
90 Catania 63.810.586 44.737.574 108.548.161 99,58
91 Caserta 52.030.026 37.956.510 89.986.536 98,19
92 Carbonia-Iglesias 7.317.680 5.343.436 12.661.117 97,51
93 Matera 11.449.288 8.206.080 19.655.368 96,48
94 Messina 33.898.011 28.739.442 62.637.452 95,81
95 Benevento 16.249.173 11.298.458 27.547.631 95,69
96 Frosinone 26.649.942 19.477.570 46.127.512 92,59
97 Cosenza 36.799.232 29.284.851 66.084.083 89,95
98 Agrigento 22.665.108 18.040.423 40.705.531 89,66
99 Avellino 22.630.090 16.483.323 39.113.414 89,07
100 Palermo 61.296.693 48.842.284 110.138.977 88,14
101 Ogliastra 2.906.551 2.144.392 5.050.942 87,14
102 Oristano 8.313.041 6.021.515 14.334.556 86,23
103 Catanzaro 15.414.836 13.292.874 28.707.711 77,88
104 Potenza 16.453.665 13.228.919 29.682.583 77,34
105 Reggio Calabria 24.005.630 19.286.732 43.292.362 76,36
106 Medio Campidano 4.485.138 3.300.443 7.785.581 76,02
107 Caltanissetta 11.380.951 9.157.362 20.538.312 75,58
108 Enna 6.825.290 5.660.862 12.486.152 72,39
109 Vibo Valentia 5.990.941 5.175.933 11.166.875 67,04
110 Crotone 6.155.166 5.477.671 11.632.837 66,62

Perché questa tabella contiene molta più informazione dell’altra? Perché il giornalista sa (anche se non ce lo spiega benissimo) che i valori vanno normalizzati, cioè espressi in termini tali da eliminare il fattore di scala, e che un modo grezzo ma efficace di farlo è di osservare i versamenti pro capite, cioè per residente. E a questo punto si vede bene quello che nella tabella del Corriere non si vedeva (i valori assoluti sono gli stessi e vengono dalla stessa fonte): che l’imposta colpisce di più le province dove ci sono più proprietà immobiliari in proporzione al numero di residenti. Cioè, ad esempio, dove ci sono più seconde case: e infatti, nelle prime 15 province della graduatoria ci sono sì quelle delle 2 maggiori metropoli italiane (Roma e Milano), dove i prezzi unitari e le rendite sono più elevati, ma le altre sono tutte province a spiccata vocazione turistica marina o montana.

Rapallo

Rapallo & hotelmiro.net

Bastava poco, no?

Da Washington, Oscar Bartoli

Ascolto la radio più di quanto non guardi la televisione. Quando ascolto la radio, mi muovo in genere tra Auditorium (il canale della musica classica, in progressivo peggioramento da anni, ma questa è un’altra storia) e RadioTre. RadioTre è invece in miglioramento, con qualche eccezione: c’è un presentatore di Qui comincia, Attilio Scarpellini, che non sopporto perché parla con incredibile affettazione e, soprattutto, con pause artefatte, come se esitasse a dire le cose “intelligenti e colte” che invece si è evidentemente scritto da sé con grande compiacimento (se non mi credete, provate ad ascoltarlo qui). A parte l’incredibile snobismo di parlare alla radio di arti visive.

Con RadioTre mi becco anche i notiziari, che invece dipendono – se ho ben capito – da un altro pezzo di RadioRai (Giornale Radio Rai, direttore Antonio Preziosi, ci dicono a ogni edizione). Non troppo spesso, ma abbastanza spesso perché quando ne trasmettono uno si noti, va in onda un servizio da Washington di tal Oscar Bartoli. Orbene, come si diceva una volta, non ho mai, dico mai, lo giuro, mai sentito nulla di interessante, nulla che non sia sconcertantemente banale, in un servizio di Oscar Bartoli. Tanto da chiedermi se manteniamo questo signore a Washington a spese del contribuente e se il suo incarico consiste unicamente nel produrre un servizio ogni 4-5 settimane (potrebbe anche essere che Oscar Bartoli abbia l’incarico di produrre quotidianamente un servizio, ma che poi la redazione gliene butti 49 su 60: il che mi farebbe apprezzare moltissimo il lavoro dei redattori, ma non cambierebbe poi molto sotto il profilo dello spreco di danaro pubblico).

Oggi (28 gennaio 2012), per esempio, edizione delle 16:45 del Giornale Radio Tre, il servizio era sull’incontro/scontro tra la governatrice dell’Arizona Jan Brewer e il presidente Barack Obama. Purtroppo, contrariamente a quanto si afferma alla fine di ogni edizione, non tutte sono disponibili online e quindi non posso farvela sentire. Vi prego però di credermi.

Tanto per cominciare, la notizia non è proprio freschissima. Sono passati due giorni da quando tutta la stampa americana ne ha parlato, perché non succede tutti i giorni che qualcuno agiti un ditino accusatore sotto il naso del presidente degli Stati Uniti. E due giorni nell’era della comunicazione globale istantanea sono un’era geologica. Qui sotto, il webcast delle ABC World News: la foto si vede dopo meno di 30″

Ma quello che ho appreso gironzolando sulla rete è che Oscar Bartoli è titolare di un blog, Letter from Washington DC, su cui la stessa notizia il nostro l’aveva già pubblicata (ecco il link, per i più scettici):

Del tipo: “Bada Obama…!”

La signora governatrice e’ conosciuta per essere un tipo focoso come si conviene a chi comanda uno stato focoso come l’Arizona. Jan Brewer si e’ recata all’aeroporto di Phoenix a ricevere il Presidente Obama, anche se non ne aveva molta voglia. Ma una volta sulla pista Jan Brewer ha preso da parte Barack Obama, tra lo stupore dei presenti, ed ha instaurato un’animata discussione, caratterizzata da un dito indice agitato piu’ volte sotto il naso del Presidente. Il comportamento poco rispettoso dell’esponente repubblicana era motivato dal fatto che all’inquilino della Casa Bianca non sono andate a genio certe espressioni usate nel libro della signora-governatrice dal titolo “Scorpioni a colazione”, nel quale ricordando un colloquio con il Presidente, l’autrice defini’ l’atteggiamento di Obama ‘patronizing’, ovvero cortesemente sufficiente e distaccato e non certo caloroso. Che la governatrice dell’Arizona non ami il Presidente Obama e’ cosa nota. Nello scorso ottobre un giudice federale ha cancellato una sua richiesta di azione legale promossa contro Barack Obama accusato dalla matura governatrice di non difendere sufficientemente le azioni promosse contro l’infiltrazione di clandestini dal confine con il Messico.
Brewer & Obama

AP

Adesso, potrei sbagliarmi, perché non posso giurare di avere un orecchio fotografico (se mi passate l’espressione; o sarà “fonografico”?), ma sono piuttosto sicuro che si tratta esattamente delle stesse parole del servizio trasmesso dal Giornale Radio Rai. Tradurre patronizing con “cortesemente sufficiente e distaccato e non certo caloroso” non è da tutti e attira l’attenzione. Se è così, niente di male. Bartoli resta l’autore tutelato dalla convenzione di Berna dei parti della sua creatività e immagino che la Rai non abbia nulla in contrario che pubblichi anche sul suo blog i servizi per il Giornale Radio. Sarebbe un po’ meno elegante se rivendesse alla Rai i pezzi scritti per il suo blog …

Ma chi è Oscar Bartoli? Si presenta così:

Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI, leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche’ gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione.

Apprendiamo anche che il nostro ha vinto il prestigioso premio giornalistico dell’Associazione Amerigo, che “riunisce gli alumni italiani dei Programmi di scambi culturali internazionali promossi, nelle loro varie articolazioni, dal Dipartimento di Stato USA (Bureau of Educational and Cultural Affairs).”

Per chi lo vuole conoscere meglio, eccovi una lunga intervista. A proposito, quando dice di avere 25.000 contatti, più di un blasonato quotidiano nazionale, non dategli retta. Sitemeter, proprio sul suo sito, dice che ha in media 285 visite al giorno …