Stay Hungry, Stay Foolish [2]

Oggi, il giorno dopo la morte di Steve Jobs, molti lo commemorano ricordando il famoso discorso fatto a Stanford del 2005. Noi, su questo blog, l’avevamo già fatto il 25 agosto scorso, il giorno dopo quello in cui Jobs si era dimesso dalle sue cariche alla Apple (il post di allora è qui).

Mi limito oggi a 3 considerazioni:

  1. Jobs era un figlio della controcultura degli anni Sessanta, quella che qui da noi chiamiamo il Sessantotto, e che in America è stato un misto di hippies, Vietnam, psichedelia e compagnia cantante (lo stesso motto Stay Hungry, Stay Foolish è tratto da un prodotto di culto di quell’epoca, il Whole Earth Catalog) . Per capirsi, Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni. Steve Jobs ha cambiato il mondo, in modo visibile e coerentemente con gli ideali e le aspettative di allora, anche se forse in modi e direzioni diverse da quelle che allora l’ideologia ci dettava. Ha democratizzato la conoscenza e umanizzato la tecnologia, mettendola nella mani di molti, se non di tutti. Molti altri l’hanno fatto, anche se in modo meno visibile di lui, e allora forse la nostra non è stata del tutto una generazione buttata.
  2. Jobs era anche il figlio di un immigrato siriano, e fu sùbito dato in adozione. Che 2 dei rappresentanti più simbolicamente significativi degli Stati Uniti d’America di oggi (l’altro è Barack Obama) siano figli di musulmani dà da pensare (anche se in realtà non so bene cosa).
  3. Dei tanti messaggi di cordoglio e di commemorazione che si sono succeduti in queste ore (ne ho trovato un bel riassunto qui), vorrei citare quello che possiamo considerare il necrologio di Steve Jobs scritto da lui stesso (è anche questo un brano del discorso di Stanford):

Your time is limited, so don’t waste it living someone else’s life. Don’t be trapped by dogma — which is living with the results of other people’s thinking. Don’t let the noise of others’ opinions drown out your own inner voice. And most important, have the courage to follow your heart and intuition. They somehow already know what you truly want to become. Everything else is secondary.

2 Risposte to “Stay Hungry, Stay Foolish [2]”

  1. Think Different « Sbagliando s’impera Says:

    […] molto bene dell’appartenenza di Jobs alla controcultura anni Sessanta di cui parlavo ieri qui. Il secondo è che questa versione, che non è mai stata trasmessa in tv, è recitata da Jobs […]

  2. Ancora Steve Jobs sulla vita l’universo e tutto il resto « Sbagliando s’impera Says:

    […] parlato a suo tempo delle radici di Jobs nella controcultura degli anni Sessanta. Nella controcultura americana […]


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