The Ghost (L’uomo nell’ombra)

L’uomo nell’ombra (The Ghost Writer), 2010, di Roman Polanski, con Ewan McGregor, Pierce Brosnan e Olivia Williams.

The Ghost Writer

Wikipedia.org

Un bel film tratto da un bel libro: e forse potrebbe bastare.

Soltanto che ho recensito il romanzo su questo blog (qui), e sono troppo vanitoso per non scriverlo (se uno non fosse un po’ esibizionista non scriverebbe un blog). Dello stesso autore, Robert Harris, ho anche recensito pochi giorni fa il romanzo più recente (The Fear Index).

Del film – molto fedele al romanzo, come è abbastanza prevedibile considerato che l’autore ha collaborato attivamente con Polanski alla sceneggiatura – mi hanno colpito soprattutto 3 cose: la circostanza che si tratta forse del più hitchcockiano dei film di Polanski; il setting sull’invernale isola semideserta (Martha’s Vineyard nel libro); il finale, originale rispetto a quello del romanzo, che era letteralmente impossibile da rendere cinematograficamente.

Sulla prima cosa non c’è niente da aggiungere: è probabilmente un’impressione assolutamente soggettiva e comunque non può essere comunicata se non guardando insieme il film. Forse l’unica cosa che posso trasmettere è un po’ di umor nero [dimenticavo: The Ghost non ha mai un nome. Anche questo è un piccolo colpo di genio]:

Amelia Bly: Are you ill?
The Ghost: No, I’m aging. This place is Shangri-La in reverse.

The Ghost: Did you ever want to be a proper politician in your own right?
Ruth Lang: Of course, didn’t you want to be a proper writer?

Ruth Lang: I feel like the wife of Napoleon on St. Helena.

Paul Emmett: [reacting to an old picture of Lang, taken in his college days with a marijuana joint] Let’s hope he didn’t inhale.

Island Ferry Attendant: Single or return?
The Ghost: Return. I hope.

Adam Lang: Who are you?
The Ghost: I’m your ghost.
Adam Lang: Right…
Ruth Lang: Don’t worry, he isn’t as it were, such a jerk.

The Ghost: I’d never guess you smoked.
Amelia Bly: I only allow myself one. In times of great stress or contentment.
The Ghost: Which is this?
Amelia Bly: Very funny.

The Ghost: Forty thousand years of human language, and there’s no word to describe our relationship. It was doomed.

The Ghost: It’s my first time in a private jet.
Amelia Bly: Let’s hope it’s not your last.

Paul Emmett: The gate will open automatically. Be sure to make a right at the bottom of the drive. If you turn left, the road will take you deeper into the woods and you’ll never be seen again.

The Ghost: I really don’t think this is a good idea.
Richard Rycart: You have no choice.
The Ghost: Emmett must have told Lang I’ve been to see him.
Richard Rycart: So what’s he going to do about it? Dump you in the ocean?
The Ghost: Well it happened before.
Richard Rycart: Which means it can’t happen again. He can’t drown two ghost writers, for God’s sake. You’re not kittens.

Adam Lang: Spare me the bleeding-heart bullshit! Do you know what I’d do if I was in power again? I’d have two queues at airports: one for flights where we’d done no background checks, infringed on no one’s civil bloody liberties, used no intelligence gained by torture. And on the other flight we’d do everything we possibly could to make it perfectly safe. And then we’d see which plane the Rycarts of this world would put their bloody kids on! And you can put that in the book!

Sulla seconda c’è da dire di più: Polanski non poteva girare in New England, perché se mettesse piede sul suolo statunitense verrebbe arrestato per la condanna ricevuta per lo stupro di una minorenne (se non conoscete la storia e vi interessa, la trovate su Wikipedia), e quindi il film è girato in esterni prevalentemente in Danimarca per quanto riguarda le scene dove compare la spiaggia (a Rømø) e nella Germania del nord (l’isola di Sylt e Peenemünde). [Per la verità, alcune scene sono girate in Massachusetts, a Bourne,  Wellfleet e Provincetown, suppongo da una troupe senza la presenza del regista]. La cosa interessante è che la casa modernissima sulle dune battute dal vento e dalla pioggia è stata costruita in studio, e quello che si vede dalle finestre è il frutto di effetti speciali: tanto di cappello, anche da questo si vede la classe di un regista. Polanski ne spiega le motivazioni (strettamente artistiche) nel video qui sotto, che vi invito a vedere perché c’è più di una lezione di cinema.

Il finale riesce a trasmettere visivamente la medesima conclusione del libro in un modo molto diverso ma altrettanto, anzi direi più efficace. Anche qui il video spiega, ma – vi avverto – vi rovinerà la visione del film  (è un thriller!)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: