Compleanni: il grattacielo Chrysler a New York

Il 16 ottobre 1929 non è la data in cui il grattacielo fu inaugurato, ma quella in cui fu installata la guglia in acciaio art-déco che lo rende un’icona newyorkese immortale.

Chrysler Building

wikimedia.org/wikipedia/commons

In origine, secondo il progetto di William van Alen, l’edificio (tra la Lexington Avenue e la 42ma Strada) avrebbe dovuto essere di due piani più basso e senza guglia. Ma poi l’architetto seppe che il suo ex collega e acerrimo rivale H. Craig Severance stava costruendo un grattacielo al n° 40 di Wall Street, ora noto come Trump Building.

Trump Building

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Si racconta che durante la costruzione, che procedeva al ritmo di alcuni piani alla settimana, le due squadre di operai si studiassero a distanza. Ma in realtà van Alen aveva già ottenuto il permesso di montare una guglia d’acciaio inossidabile alta 38 metri, che fu eretta in un solo pomeriggio, il 16 ottobre del 1929. Il Chrysler Building era l’edificio più alto del mondo.

Il record durò circa un anno, prima che lo scettro passasse all’Empire State Building, che lo conservò per oltre 40 anni. Il Chrysler Building detiene però un altro record: nel 2005 questo edificio in Art déco è stato definito il “più bel grattacielo di New York” da 90 dei 100 membri di una giuria americana composta da architetti, critici, ingegneri e storici dell’arte. E potete aggiungere il mio voto.

La guglia

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Grazie, ancora una volta, a Maria Popova per questa bella storia: Happy Birthday, Chrysler Building Spire: The Story of an Epic Architectural Rivalry | Brain Pickings.

A proposito, il grattacielo non appartiene più alla Chrysler: un motivo in più per non invidiare Marchionne. E comunque, Chrysler non saldò mai la parcella dell’architetto.

Una Risposta to “Compleanni: il grattacielo Chrysler a New York”

  1. vilma torselli Says:

    Indiscussa icona del Déco d’oltre oceano, il Chrysler Building si regge su un equilibrato kitsch di rigurgiti neogotici e semplificazioni tecnologiche, iperdecorativismo esoticheggiante e nervosismi grafici art nouveau, fors’anche con inconsapevoli anticipazioni pop, come la cuspide in acciaio che, voluta dal committente e proprietario Walter Percy Chrysler, richiama il radiatore dell’auto omonima, come i giganteschi tappi di radiatore inseriti negli spigoli del quarantesimo piano o le aquile svettanti verso i quattro punti cardinali.
    L’edificio emana dalla sua struttura di marcato verticalismo una spiritualità inquietante, un fascino solenne ed ambiguo giocato fra tesi confronti lineari e spettacolari fughe spaziali, la sua caratterizzazione fortemente iconica nasconde impensate raffinatezze progettuali quali la rastremazione degli spigoli per un effetto ottico di maggior slancio, mentre la complicata concezione della copertura, una geometrica scalata di sezioni di arco digradanti vuol suggerire l’idea di una progressione ed una conclusione formale e concettuale della struttura convogliata e condensata nella guglia: elemento di memoria gotica di grande significato simbolico, esaltazione estrema dell’idea dell’ascesa verso un territorio quasi metafisico, la guglia suggella il fascino misterico di questo edificio al centro di tanti racconti cinematografici dagli anni ’30 ad oggi.
    http://www.artonweb.it/arteartonweb/articolo26.htm


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