Le palle di Galileo e la rivincita di Aristotele

Nell’archivio della mia memoria (è soltanto un modo di dire: lo so che la nostra memoria non funziona come un archivio) c’è una vivida immagine mentale: quella di Galileo Galilei che, dalla cima della torre pendente di Pisa, lascia cadere due oggetti di peso diverso per dimostrare che raggiungono il suolo contemporaneamente. Contrariamente a quanto pensava Aristotele, che era convinto che il più pesante toccasse terra per primo. A me questa storia l’hanno insegnata a scuola e non dubito che molti di voi abbiano la stessa memoria.

C’è anche un quadro, esposto a Palazzo Pitti a Firenze, che commemora l’evento:

L. Catani, “Galileo effettua alla presenza del Granduca l’esperimento della caduta dei gravi dalla torre di Pisa”, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, Firenze. © Istituto e Museo di Storia della Scienza / Eurofoto. Fonte: vitruvio.imss.fi.it/foto

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Non ti aspetto più

Canzone triste alla fine di una giornata grigia di pioggia.

Non ti aspetto più
neanche se quando ritorni
ritornasse un’altra estate
Non ti aspetto più
è passato molto tempo
le mie stagioni sono già finite

Non ti aspetto più
e vado via da qui
oltre questo ponte
un altro ponte
e ancora un fiume
e un altro fiume ci sarà

Non ti aspetto più
e vado via perché
oltre l’orizzonte
un altro mare
e ancora un mare
e un altro amore
ci sarà