11 anni di ricerche concludono: le radiazioni elettromagnetiche dei cellulari non sono cancerogene

Lo so, non convincerò tutti. Molti continueranno a dire che è un complotto delle multinazionali.

wikimedia.org/wikipedia/commons

La notizia comunque è questa: 11 anni di ricerche condotte dal programma di ricerca britannico Mobile Telecommunications and Health Research, nessun elemento a sostegno dell’ipotesi che le radiazioni elettromagnetiche dei cellulari possano essere cancerogene.

Il Rapporto lo potete scaricare qui.

La sintesi per i più pigri:

  1. Il Mobile Telecommunications and Health Research è stato finanziato dal governo britannico e dall’industria delle telecomunicazioni (gomblotto, gomblotto!!!!11!!!) per 13,6 milioni di sterline.
  2. Negli 11 anni di ricerche ha pubblicato oltre 60 articoli peer-reviewed e un precedente Rapporto nel 2007.
  3. Il responsabile del programma MTHR David Coggon, Professore di medicina del lavoro e dell’ambiente all’Università di Southampton, ha riassunto così il succo del Rapporto:
    “This independent programme is now complete, and despite exhaustive research, we have found no evidence of risks to health from the radio waves produced by mobile phones or their base stations.”
    Traduco:
    “Questo programma indipendente è ormai completato e, nonostante ricerche esaustive, non abbiamo trovato alcuna prova di rischi per la salute derivanti dalle onde radio prodotte dai telefoni cellulari o dalle loro antenne.”
  4. Attiro la vostra attenzione sul fatto che – a differenza di altre ricerche di cui hanno riferito i mezzi di comunicazione – non si dice: «Sono necessarie ulteriori ricerche». No, si scrive proprio che la ricerca è conclusa e non c’è nessun elemento a sostegno di nessuna tesi sulla nocività della tecnologia cellulare.
  5. Due studi in particolare sono stati dedicati al rischio di cancro nei bambini e alle leucemie. Un’altra affermazione del Rapporto: “Neither of the studies identified any association between exposure and an increased risk of developing cancer” [“Né l’uno né l’altro studio ha trovato alcuna associazione tra esposizione e incremento nel rischio di cancro”].
  6. Lo studio sul cancro infantile ha preso in considerazione 1.400 piccoli ammalati e la distanza dalle antenne cellulari e l’intensità delle emissioni. Non è stata trovata alcuna correlazione per nessuna delle misure considerate.
  7. Per quanto riguarda la leucemia (cranio e mandibola contengono il 13% del midollo osseo attivo del corpo umano), non è stata trovata nei malati nessuna correlazione con gli anni trascorsi dall’acquisto del primo cellulare, la durata complessiva dell’uso, il numero cumulato di chiamate effettuate o ricevute o le ore cumulate d’uso.
  8. Sono state sottoposte a test anche molte altre ipotesi, con risultati a volte sorprendenti (ad esempio, è stata sottoposta a test sperimentali l’affermazione di persone che affermavano di essere sensibili ai campi magnetici: con risultati sempre negativi!).

Naturalmente non tutti saranno convinti.

Ed è impossibile dimostrare che qualcosa non è vero: «absence of evidence isn’t evidence of absence».

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