Non ne posso più dei partitini

Una delle frasi di Marx citate più spesso e più a sproposito è l’affermazione che nella storia tutto accade due volte, la prima come tragedia, la seconda come farsa.

Una boutade, naturalmente, e nemmeno una delle migliori, perché Marx sapeva fare della satira esilarante, come sa chi ha letto qualcuna delle sue opere polemiche, come La sacra famiglia o L’ideologia tedesca. La frase compare proprio all’inizio de Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte (che nel suo complesso non è una delle sue opere più illuminate o illuminanti) e il bersaglio è Napoleone III (la farsa) confrontato con Napoleone Bonaparte (la tragedia). Letteralmente:

Hegel nota in un passo delle sue opere che tutti i grandi fatti e i grandi personaggi della storia universale si presentano, per cosí dire, due volte. Ha dimenticato di aggiungere: la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa.

Dovrebbe essere chiaro a tutti che, al di là della verve polemica e della trovata letteraria, il valore di verità della frase è pressoché nullo (fa il paio con il tormentone gramsciano del pessimismo della ragione e dell’ottimismo della volontà, di cui ho già parlato su questo blog in una diversa occasione). Per di più, una nota e bellissima poesia di Wisława Szymborska ci ha ricordato una volta per tutte che nulla accade due volte (anche di questa ho già parlato, qui):

Nulla due volte accade
né accadrà. Per tal ragione
si nasce senza esperienza,
si muore senza assuefazione.

Eppure…

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Jerry Z. Muller – The Tyranny of Metrics

Muller, Jerry Z. (2018). The Tyranny of Metrics. Princeton (NJ): Princeton University Press. 2018. ISBN: 9780691174952. Pagine 234. 19,54€

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Che dire di questo saggio? Prima di tutto che ha una delle copertine più brutte che abbia visto di recente (secondo me, almeno: ma potete giudicare da soli e non dubito che sarete d’accordo con me). Così brutta che merita una citazione il suo autore: Chris Ferrante. Dal suo sito apprendo che è il senior designer alla Princeton University Press, che ha vinto molti premi e che le copertine che ha realizzato sono quasi sempre più belle di questa.

La seconda cosa da dire è che un libro a tesi (e fin qui poco male), e che la sua tesi è perseguita in modo che a me pare disonesto, e questo per un saggio è un peccato mortale.

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