La squadra 8 (13)

In una puntata notevole, La squadra torna con grande saggezza e tolleranza sul tema dell’omosessualità.

A Battiston, come al solito, il compito di essere il portatore dei pregiudizi. Lo mette a posto, aggressiva e dolcissima, Laura Rotunno: “A volte le persone sono diverse da quello che ci sembrano. Il difficile è accettarlo”.

La squadra 8 (12)

Purtroppo ero fuori e ho visto la puntata molto male: più un radiodramma che un telefilm.

Certo una puntatona, in cui viene a compimento la tempesta che si stava accumulando su Matrone. Non ho visto bene, ma mi pare un po’ improbabile che Guerra e Sciacca siano potuti uscire dall’esplosione e dal crollo illesi e sulle proprie gambe. Ma certo che tre gravi infortuni in una sola puntata sarebbero stati troppo!

La squadra 8 (11)

Non ho mai avuto dubbi: mai fidarsi di qualcuno che gioca a golf, soprattutto se è un notaio.

E le donne che giocano a golf sono altrettanto pericolose.

Brecht aveva espresso un concetto simile, quasi 80 anni fa, nell’Opera da tre soldi: “Was ist der Einbruch in eine Bank gegen die Gründung einer Bank?” (Che cos’è una rapina in banca davanti alla fondazione di una banca?).

La squadra 8 (10)

“Se vuoi che la missione vada in porto, impara a rispettare gli ordini”.

Chi ha orecchie per intendere, intenda.

Puntata molto bella, comunque. Ma la serie sta per finire. Un commiato a puntata, quanto può durare ancora?

La squadra 8 (9)

Puntata decisiva. Abbiamo beccato la talpa (troppo facile immaginare che fosse Capodacqua, dopo che tutti i sospetti si erano appuntati sulla Palma; troppo facile capire che da un telefono fisso si chiama per disinformare…; la povera Palma ci ha pure lasciato le penne e la regia aveva inserito piccoli segnali per farcela rimpiangere…). Cafasso ha sparato, giusto per ricordarci che è pur sempre un poliziotto.

Puntata decisiva anche perché di preparano una serie di commiati. Quello di Pettenella, con tanto di bacio a tradimento e tardivo alla Veneziani. Come faremo senza le sue battute ciniche e i suoi sorrisetti? Quello di Guerra: nel trailer si vede che viene ferito e le voci su un suo abbandono sono fin troppo ricorrenti (se vi chiedete dov’è finita la Spanò, la risposta è: in una sitcom su Rai2!). Forse anche quello di Cafasso, se interpreto bene la frase finale (“siamo una squadra perché abbiamo dei progetti in comune, checreane legami indissolubili”) come un passaggio di consegne definitivo alla Torre.

Vedremo.

La squadra 8 (8)

Una puntata non particolarmente riuscita. Troppo materiale, forse, per una puntata sola. Non sviluppato e sfruttato a fondo, troppo sacrificato all’approfondimento psicologico dei personaggi e delle loro dinamiche interpersonali (ma questo sta succedendo da un po’ di tempo).

Nel merito: il potenziale pentito è stato bruciato narrativamente (e fisicamente) troppo in fretta. Perché il commissariato l’ha gestito così male? Perché metterlo in allarme al primo appuntamento? In fin dei conti era lui ad avere bisogno di loro, era nel suo esclusivo interesse presentarsi all’appuntamento “pulito” e senza trucchi: perché mettere in campo tutta quella gente, con il risultato di farlo ammazzare? (Ma la sequenza in cui si aggira braccato per i vicoli è molto bella).

Se La squadra fosse narrativamente più complessa di quello che è si dovrebbe sospettare che il nuovo commissario non sia soltanto un’incapace, ma una traditrice.

La talpa è lei? Certo anche il secondo episodio lo farebbe sospettare. Ma come: hai per le mani un grosso traffico d’armi, stai per mettere le grinfie su un trafficante internazionale ricercato da anni in tutto il mondo, hai scoperto una saldatura tra camorra e malavita organizzata nigeriana, forse c’è la possibilità non troppo remota che Matrone sia lì, e che fai? Sacrifichi tutto – o comunque aumenti di molto il rischio di farti scappare tutti – e fai un tranello per beccare la talpa. E metti al corrente entrambi i sospettati, in modo da avere conferma che una talpa c’è, ma da non sapere chi è! Mobiliti i NOCS, ma lasci il tempo a tutti di scappare! E i sospetti li avevi fatti seguire? pare di no! E la nave la piantonavi dal giorno prima? No, e chi ci poteva pensare!

Due curiosità stimolate dal trailer della prossima puntata.

Cafasso spara! a chi?

Pettenella bacia! la Veneziani?

La squadra 8 (7)

E così la soluzione di tutti i misteri è rinviata a quest’autunno. Guerra non è morto (ma ha rischiato, e per la seconda volta deve essere grato a Sciacca). La talpa non si sa chi è. Matrone è scappato e sarà protagonista della prossima serie. E la bella Cecilia Dazzi? Ma, soprattutto: Sciacca dove l’ha preso quel cappellino Tattoo? Esiste davvero, quella marca? Made in Naples o in qualche posto ancora più esotico? Palermo? Guayaquil?

Ancora un sacco di battute felici. Ancora qualche duetto tra personaggi (Ferro e la Veneziani, la Veneziani e Pettenella, Pettenella e Battiston). Ma soprattutto Battiston e Sciacca: impagabile la scena della piegatura della camicia.

La scena più bella registicamente: l’interrogatorio di Ercole (chi lo interpreta? bravissimo!) che guarda nella scollatura della Torre e racconta tutto quasi senza accorgersene. Mentre la Torre, che se ne avvede (c’è un’inquadratura rivelatrice), l’usa per farlo continuare a parlare (forse ci siamo sbagliati e questa Ines Nobili sa recitare).

La squadra 8 (6)

Non mi è piaciuta: troppo autoreferenziale, troppo giocata sulle dinamiche interne alle persone. Troppo scoperto il gioco degli incontri e dei dialoghi, a due a due, per fare emergere il profilo dei diversi personaggi. Un bel gioco dura poco, e invece siamo già alla terza puntata così.

Allora mi dedico a qualcosa di diverso e faccio anch’io l’oracolo, alla Sciacca: il mistero si addensa intorno a Guerra.

La prossima puntata promette bene: Matrone è scappato…

La squadra 8 (5)

Ci sarebbe moltissimo da dire, ma mi limiterò a un aspetto solo: la storia di Walter Battiston e della bella vedova del sarto. S’era intravisto qualcosa nel trailer della settimana scorsa e c’ero cascato anch’io.

Per chi non l’avesse visto, Battiston ha una sorpresa – e tutti noi con lui. E reagisce malissimo – forse molti di noi l’avrebbero fatto – cacciandola in malo modo dalla macchina.

Ma l’episodio solleva un importante interrogativo morale (ma sì, usiamola questa parola, senza scare quotes): ci si innamora di una persona o di una femmina (o di un maschio)?

Mi piacerebbe rivedere l’episodio, ma mi pare che poco prima di baciarla e di infilarle le mani sotto la gonna, Battiston dica: “Ho voglia di baciarti… Da tempo aspettavo di incontrare una donna come te”. E se avesse detto “una persona come te”? Avrebbe fatto una grossa differenza?

Battiston ha scoperto che si può essere sessualmente attratti da un uomo – travestito quanto si vuole, ma indubbiamente ambiguamente mascolino (o femminile, secondo i punti di vista) – senza essere omosessuale. E noi con lui. Almeno, io non ho paura a dirlo: l’ho trovata bella e intrigante fin dalla prima volta che è comparsa nella sartoria. E ne parlo al femminile a ragion veduta, anche se dopo averci pensato un po’. (Mi resta però la curiosità di saperer se il personaggio è interpretato da un attore o da un’attrice.)

Avrei reagito come Battiston? Può darsi, ma non credo. Mi è difficile dire a priori quanto nell’attrazione sessuale giochi il comun denominatore del sesso “in sé e per sé” e quanto la voglia di quella specifica persona (qui le scare quotes servono a dire che in realtà non penso che possa esistere il sesso in sé e per sé, ma che sia semmai il sostrato di un’attrazione che è sempre personale). Non mi sono mai trovato nella situazione di Battiston, ma mi è capitato di innamorarmi e di fare l’amore con donne che, a priori e in astratto, non rispondevano ai miei canoni di bellezza e di sex appeal. Eppure.

So bene che non è la stessa cosa. Ma in questi tempi di certezze e di crociate, ringrazio La squadra per averci insinuato un dubbio.

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La squadra 8 (4)

Puntata di transizione quella di stasera. L’arrivo del nuovo capo (piace anche a me, come alla Veneziani, per quanto io adori Renato Carpentieri fin da Puerto Escondido, dove era il misterioso Commissario Viola) è l’occasione per una serie di siparietti che permettono di dare spessore al carattere dei vari personaggi. Mattatore assoluto, direi, Pettenella.

Aspettiamo con ansia il ritorno di Vincenzo Matrone, annunciato ormai da due settimane.

Certo è dura la vita del povero boss: non ti può innamorare di una e quella cerca di farti ammazzare. Dopo una cenetta a lume di candela a sbafo.

E Battiston, che si consola con la vedova inconsolabile del sarto?

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