Perché chiudere i Fori imperiali non è una buona idea

Spiegato da un non addetto ai lavori agli altri non addetti ai lavori, in parole piane e in pochi punti. E chiedo scusa agli esperti e ai tuttologi.

marinaiditalia.com

Roma non è una città ordinaria.

[Avrei potuto scrivere anche: Roma è una città straordinaria. Non l’ho fatto perché non sto cercando di dare un giudizio estetico. E poi perché, da quando esiste Fabio Fazio, tutto è diventato straordinario]. Leggi il seguito di questo post »

Epocale

Le parole abusate hanno due caratteristiche ricorrenti:

  1. l’essere usate fuori contesto, e spesso in un’accezione sbagliata (frequentemente si tratta di un falso amico preso in prestito da un’altra lingua, in questi tempi dall’onnipresente inglese)
  2. l’essere usate in modo enfatico, iperbolico, sopra le righe.

Un buon esempio è l’aggettivo epocale. Il Vocabolario Treccani online: ci spiega che la parola l’abbiamo presa a prestito dall’inglese (dove è peraltro recente, essendo attestata circa dal 1850).

aggettivo [dall’inglese epochal, derivato di epoch «epoca»], non comune [sic!] – Di un’epoca, relativo a un’epoca; più spesso, che segna un’epoca, che costituisce l’inizio di un periodo storico: momento epocale di una nuova era.

Non comune? Conosco persone che ne hanno fatto un intercalare: non c’è azione che abbiano compiuto, attività che abbiano avviato, risultato che abbiano conseguito, che non sia epocale. Un caso di delirio narcisistico? Può essere: ma non siamo qui a fare della psicopatologia della vita quotidiana, siamo qui a fare analisi critica del costume attraverso gli usi e i tic linguistici.

Allora, se epocale si dice di qualcosa che segna un’epoca, e specificamente l’inizio di un periodo storico, di un’era, sarà bene analizzare il significato di questi due termini, epoca ed era.

Època sostantivo femminile [dal greco ἐποχή, propriamente «sospensione, fermata», derivato di ἐπέχω «trattenere»]. –

  1. Propriamente, punto fisso nella storia, segnato da qualche avvenimento memorabile, da cui si comincia a contare una nuova serie di anni; o spazio di tempo compreso fra due di tali punti o momenti della storia. Più comunemente, periodo storico collegato a grandi avvenimenti: l’epoca delle Crociate, delle grandi scoperte geografiche; la caduta dell’Impero romano segnò l’inizio di una nuova epoca. Con senso più generico: viviamo in un’epoca di grandi trasformazioni; l’epoca precedente alla nostra generazione; e nella locuzione aggettivale dell’epoca (o d’epoca), coevo, contemporaneo, appartenente proprio a quel tempo: una commedia cinquecentesca in costumi (o con arredamento) dell’epoca; esecuzione di musica vivaldiana con strumenti originali dell’epoca (con altro significato, un palazzetto d’epoca, arredamento d’epoca, antico, tipico di tempi passati). Meno propriamente, tempo in generale, momento e simili: all’epoca del mio matrimonio; nell’epoca in cui ero studente; in quell’epoca, da quell’epoca. Appartiene al linguaggio comune la locuzione fare epoca (calco del francese faire époque), di avvenimento o fatto notevole, destinato a lasciare traccia di sé: fu una scoperta che fece epoca; è una moda che farà epoca.
  2. In astronomia, l’istante dal quale convenzionalmente si incomincia a contare il valore di una quantità variabile con il tempo, per esempio quello della longitudine celeste media di un astro del sistema solare.
  3. Nella cronologia geologica, suddivisione del periodo (a sua volta suddivisa in età): il paleogene è suddiviso nelle epoche oligocene, eocene e paleocene.
  4. Nel linguaggio commerciale, data di decorrenza di termini. In particolare, nella pratica borsistica e bancaria, epoca di godimento, la data di decorrenza degli interessi su fondi pubblici e privati; metodo ad epoca, metodo indiretto per la tenuta di un conto corrente, che fissa, agli effetti del computo degli interessi, una data comune, detta appunto epoca, che deve essere anteriore a tutte le valute delle operazioni del conto.

Esclusa la 4ª accezione, specialistica, le altre 3 non sembrano giustificare l’apposizione dell’aggettivo epocale a cambiamenti o avvenimenti forse importanti, ma non tali da essere ricordati come spartiacque tra due periodi storici differenti, e meno che mai ad accadimenti o risultati rilevanti soltanto in ambito ristretto. Eppure, tutto è ormai epocale. Ho fatto in questo istante (sono le 16 del caldo e sonnacchioso pomeriggio del 20 luglio 2012) e ho cercato su twitter le ricorrenze della parola epocale nelle ultime 24 ore. Ecco che cosa ho trovato (ho fatto appena un minimo di editing per proteggere la privacy degli autori):

  1. «siamo sulla soglia di un cambiamento epocale. torneremo al medioevo fra poco.. entro l’anno. ma tanto chi governa se ne fotte..
  2. «Nulla sarà più come prima e il Paese uscirà a pezzi, tra molti anni, da questa epocale resa dei conti»
  3. «Sul Fatto epocale […] dissacra Ibra e dichiarazioni calciatori. Tipo: “Sono pienamente d’accordo a metà col mister”»
  4. «O Microsoft s’è comprata Twitter, oppure siamo vicini ad un altro down epocale
  5. «una scoperta epocale. perché se io Lupu Ululà, lei è il vero Castellu Ululì.»
  6. «L’ho sentito, la Brambilla dice che i cani in viaggio su@LeFrecce sono “un cambiamento epocale per questo Paese”. Epocale, per il Paese.»
Brambilla

milano.repubblica.it

Non male, vero? sembra quasi che siamo di fronte a un aggettivo jolly, che si può inserire al posto di qualunque altro.

Giusto per rigore riprendo da Wikipedia la voce sulla Scala dei tempi geologici:

La scala dei tempi geologici rappresenta un modo per suddividere il tempo trascorso dalla formazione della Terra condiviso dalla comunità scientifica internazionale e in continua evoluzione. Esiste un organismo internazionale delegato alla formalizzazione (quindi alla nomenclatura) di questa scala, la Commissione Internazionale di Stratigrafia che presiede alla ratifica dei GSSP.
[…]
Concettualmente ogni suddivisione raggruppa una fase della storia della Terra caratterizzata da determinati organismi spesso estinti al termine dell’Era geologica di appartenenza. L’età della Terra è stimata in circa 4570 milioni di anni (nella nomenclatura inglese, 4570 mya o, in “Ma”, 4570 Ma). Il tempo geologico o “profondo” della Terra in passato è stato organizzato in varie unità, a seconda degli eventi che si sono succeduti in ogni periodo. Differenti livelli della scala temporale sono spesso delimitati da grandi eventi geologici o paleontologici, come le estinzioni di massa. Per esempio, il limite tra il periodo Cretacico e il periodo Paleogene è definito dall’evento della estinzione dei dinosauri e di molte specie marine. Altri periodi, precedenti le rocce contenenti fossili guida, sono definiti in maniera assoluta da età radiometriche.

Unità Geocronologiche “Corrispondenza empirica” in anni
Eone miliardi di anni
Era centinaia di milioni di anni
Periodo decine di milioni di anni
Epoca milioni di anni
Età migliaia di anni
Epocale

wikipedia.org

E come chiameremo l’epoca segnata dai viaggi dei cani sul Frecciarossa? Brambillocene? L’era dell’Airedale bianco?

Un modello digitale dell’antica Roma

Rome Reborn è un’iniziativa internazionale volta a creare un modello tridimensionale dell’antica Roma. L’idea è quella di ricostruire lo sviluppo e la decadenza della città dalla fondazione alla caduta dell’Impero romano d’occidente, ma il progetto ha scelto di partire da una data convenzionale, per poi procedere a ricostruire i cambiamenti all’indietro e in avanti, in una sorta di macchina del tempo virtuale. La scelta è caduta sul 320 (anzi, per l’esattezza, sul 21 giugno 320): all’epoca la città aveva raggiunto il massimo della sua dimensione demografica (oltre 1 milione di persone) e della sua estensione territoriale. Dopo quella data furono costruiti ben pochi edifici pubblici, ma all’epoca era già stato realizzato tutto ciò che sopravvive ancora oggi, riducendo al minimo possibile la componente speculativa delle ricostruzioni.

Il progetto è stato avviato nel 1997 e vede la collaborazione dell’Università della Virginia (Virtual World Heritage Laboratory), dell’Università della California-Los Angeles (Experiential Technology Center), del Politecnico di Milano (Laboratorio di Virtual Prototyping e Reverse Modeling del Dipartimento di industrial design, delle arti, della comunicazione e della moda-INDACO), dell’Institut Ausonius (CNRS e Università di Bordeaux-3), e dell’Università di Caen.

Scopo del modello è di rappresentare le informazioni e le teorie disponibili sull’aspetto della città antica, con un’infrastruttura digitale che permetta aggiornamenti, incrementi e correzioni. Le conoscenze disponibili consentono da un lato di rappresentare la topografia e le infrastrutture (strade, ponti, acquedotti, mura, …), dall’altro di dare conto contestualmente della metainformazione sulle fonti archeologiche, documentali e teorico-speculative. In questo modo, il modello è anche una rappresentazione dello stato delle conoscenze sulla topografia della città in vari periodi. Il modello si presta anche allo studio di aspetti altrimenti difficili da approfondire, quali l’allineamento dei diversi edifici, l’esposizione, la ventilazione, l’illuminazione, la circolazione di persone e merci.

Le fonti del modello digitale possono essere ricondotte a due grandi classi:

  1. i dati “archeologici” su edifici specifici, per i quali le fonti sono gli scavi e la relativa documentazione, ma anche monete, iscrizioni, fonti letterarie antiche, immagini dal Rinascimento al secolo scorso, …
  2. dati quantitativi sulla distribuzione di particolari tipologie di edifici nelle 14 regioni in cui era suddivisa la città, per i quali le fonti principali sono due “regionari” del IV secolo (Curiosum e Notitia).

Di conseguenza, il modello digitale comporterà 2 tipi di materiali:

  1. ricostruzione di circa 200 singoli edifici per i quali si dispone di evidenze archeologiche attendibili (i Fori, l’Anfiteatro Flavio, i templi, …);
  2. rappresentazione di edifici e altri “oggetti” (stimati in 7-10.000) di cui sono note soltanto la tipologia e la frequenza nelle diverse zone.

Finora sono stati modellati circa 40 edifici e monumenti della prima classe, inclusi i 22 della parte occidentale del Foro romano: ad esempio, il Tabularium, il Foro di Cesare, le Basiliche di Massenzio e Costantino, il Tempio di Venere e Roma, gli archi di Tito e Costantino, il Colosseo e il Circo Massimo, ricostruiti con l’ausilio di un comitato di esperti. I restanti edifici e monumenti della prima classe sono per il momento rappresentati da “segnaposti” ricostruiti nello stesso modo schematico adottato per quelli della seconda classe.

Il procedimento adottato per la modellazione digitale degli elementi della seconda classe ha comportato le seguenti fasi:

  1. la digitalizzazione del Grande plastico di Roma imperiale a scala 1:250 realizzato tra il 1933 e il 1974 per impulso e sotto la direzione di Italo Gismondi e conservato al Museo della civiltà romana dell’Eur (questa fase è quella realizzata, in particolare, da Politecnico di Milano);
  2. la sostituzione dei dati “scanditi” dal Grande plastico di Roma imperiale con forme geometriche semplificate (porte, finestre, colonne, tegole, …);
  3. il disegno particolareggiato dei dettagli architettonici (porte, finestre, balconi) sulle superfici delle forme geometriche semplificate;
  4. le correzioni degli errori noti del Grande plastico di Roma imperiale (ad esempio, l’altezza dei colli fu incrementato di proposito del 20% per facilitare la visione).

Ho trovato il video e l’accesso alle altre informazioni a partire da questo sito:

Rome Reborn – An Amazing Digital Model of Ancient Rome | Open Culture

Grande plastico di Roma imperiale

museociviltaromana.it