Ramez Naam – Nexus

Naam, Ramez (2013). Nexus. Nottingham: Angry Robots. 2013. ISBN 9780857662927. Pagine 460. 5,47 €

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Stiamo parlando di un romanzo di fantascienza, ambientato in un futuro abbastanza prossimo. Ma Ramez Naam non è uno scrittore di fantascienza. O meglio, scrivere di fantascienza non è il suo mestiere primario. Wikipedia lo qualifica come “professional technologist”.

Sul suo sito, Ramez Naam si presenta così:

Ramez Naam is an H.G. Wells Award-winning speaker, writer, and futurist on the impact of the rapid changes happening in technology, science, and the world all around us. Ramez was trained as a computer scientist and spent 13 years at Microsoft, leading teams working on email, web browsing, search, and artificial intelligence.
Ramez teaches at Singularity University on innovation, energy, and environment. He writes award-winning non-fiction about the future of humanity and the planet, and science fiction that explores the same. His work has appeared or been discussed in the New York Times, the Los Angeles Times, Business Week, the New Yorker, Scientific American, Popular Science, and PBS.
Topics he covers include: Innovation; Accelerating Technological Change; the challenges of Energy and Environment; Biotechnology; the Wired Brain; and Humanity 2.0.

Una cosa è certa: Naam ha un solido background come tecnologo e guru del software. Altrettante certamente, si vede come un evangelista della buona novella transumana: lo testimoniano il suo impegno nella Singolarity University fondata da Ray Kurzweil e il suo libro non-fiction More Than Human.

Nexus è un bel romanzo, anche se chiaramente a tema. L’unica cosa che a me infastidisce un po’ – ma negli Stati uniti è diventata una mania (cfr. la deriva di Neal Stephenson con Reamde e la saga di Mongoliadqui, qui e qui) – è la quota di sparatorie e combattimenti più o meno marziali. Ma, per fortuna, gli scontri sono abbastanza funzionali alla trama e scorrono via rapidi.

Alla base del romanzo, però, c’è un quesito filosofico: diventare transumani e postumani è inevitabile o comunque desiderabile? e se la risposta è affermativa, la possibilità deve essere offerta a tutti oppure essere tenuta riservata a un’élite oppure ancora repressa?

A complicare le cose, Nexus è una nanotecnologia, ma si assume come una sostanza psicotropa …

Ed è di questi giorni il rinnovato interesse per gli effetti del modafinil (commercializzato in Italia come Provigil), un medicinale utilizzato per la cura della narcolessia, nel miglioramento e potenziamento delle capacità cognitive e meta-cognitive.

Non racconto altro per non rovinarvi il gusto della lettura. Delle implicazioni filosofiche discuteremo dopo (il sequel è già annunciato per settembre …).

* * *

Senza violare la sorpresa della lettura, alcune citazioni (riferimento alle posizioni Kindle):

I’d rather lobotomize myself with a spoon […] [1039]

Propaganda is the first tool of government […] [1122]

“If drugs weren’t enjoyable, people wouldn’t abuse them. […]” [1276]

And eyes, once opened, seldom closed again. [1652]

DWITY. Do What I Tell You. The drug that turned humans into slaves. [1735]

Like Einstein, Kade thought. The problems we currently face can’t be solved at the level of thinking that created them. [2024]

“Scientists have to show respect for the law, Professor,” Franks replied.
“Perhaps the law should show respect for science instead, Doctor.” [2150]

We must all act within the choices we are given. [2834]

“Why didn’t I know that?”
“It was on a need-to-know basis.”
“And I didn’t need to know?” [3370]

She didn’t like feeling like a pawn. [3377]

Memories were narratives. They were stories. If he could master the right narrative, put it on like a mask, he could fool anyone. [3499]

[…] chameleonware […] [3737]

He was too hard to piss when it was his turn. He ran through prime numbers for ages until his hardness subsided, relieved himself, and came out to show them what he and Rangan had done. [4083]

The constant love of family and friends, a life in a world where curiosity and wonder were the drivers, not pain or fear or justice. [4395]

“Second, this mission looks good on a slate, but no plan survives contact with the enemy. […]” [5348]

Broad dissemination and individual choice turn most technologies into a plus. If only the elites have access, it’s a dystopia. [5532]

Shu swam in a luminous storm of data. [5708]

Evolution and human cleverness were cast against filter daemon cleverness. Bit by bit, crowdsourced evolution pulled ahead. [68032]

Businesses stalled. Stock markets crashed. Traffic jams erupted as smart routing turned dumb. Power grids went haywire. Automated factories and trains shut themselves down. Pilots took manual control of errant aircraft, swamped the few human air traffic controllers with the flood of requests for instructions. [6042]

* * *

Un paio di svarioni irritanti:

stationary and pen [3614: stationary vuol dire, anche in inglese, stazionario; l’autore intendeva stationery, cioè la carta da scrivere, la cancelleria).

Mah y na school of Buddhism [3844: questo probabilmente è un errore in cui è incorsa la composizione del testo a stampa, dal momento che la grafia corretta è mahāyāna)

Doctorow-Stross – The Rapture of the Nerds

Doctorow, Cory e Charles Stross (2012). The Rapture of the Nerds. A Tale of the Singularity, Posthumanity, and Awkward Social Situations. New York: Tom Doherty Associates. 2012. ISBN 9781429944915. Pagine 352. 13,77 €

The Rapture of the Nerds

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Il primo romanzo (o uno dei primi, e comunque il primo che ho letto io) sulla Singularity, o meglio – come recita il sottotitolo – sull’umanità della post-singularity.

La Singularity, o Singolarità tecnologica come la traduce in italiano Wikipedia, è legata all’idea che il progresso tecnologico acceleri fino a raggiungere un punto oltre la capacità di comprendere e prevedere degli esseri umani, aprendo il campo all’avvento di una intelligenza superiore a quella umana biologica e all’incremento artificiale e sintetico delle facoltà intellettive e delle capacità vitali di ciascuno. Se volete saperne di più, vi consiglio di leggere la voce di Wikipedia Singolarità tecnologica e i link che vi trovate. Quello che so io sull’argomento, che non è moltissimo ma nemmeno poco, l’ho imparato leggendo un imponente librone di Ray Kurzweil, famoso soprattutto per i suoi sintetizzatori ma in realtà inventore dall’ingegno quasi rinascimentale, The Singularity Is Near: When Humans Transcend Biology.

Kurzweil, un visionario al limite della follia che fa più soldi di quelli che riesce a sperperare, ne ha fatto anche un film, che però non ho visto. Questo il trailer:

Naturalmente, tentare di immaginare come saranno la vita, la società, i rapporti e le dinamiche interpersonali dopo un cambiamento così radicale, su cui ovviamente neppure i futurologi sono d’accordo non è per niente facile. È la freccia del tempo, ricordate? anche se il passato è uno solo  i futuri sono infiniti:

There are many futures and only one status quo. This is why conservatives mostly agree and radicals always argue. [Brian Eno, A Year with Swollen Appendices. London Faber & Faber. 1996, p. 133]

Inventarsi una storia che sia altrettanto fantasticamente strana come la prospettiva stessa della singolarità, poi, è impresa quasi impossibile. Ma è quello che si aspettano gli acquirenti e i lettori del vostro romanzo, cari autori. We won’t settle for less.

Purtroppo non ce l’avete fatta. A meno che vogliate proprio farci credere che l’incredibile attesa per la singolarità, che io per parte mia aspetto con più ansietà del ritorno di Cristo in terra, sfocerà in dopo in cui non solo la natura umana resterà sostanzialmente immutata (e questo non faccio troppa fatica ad accettarlo, anche se mi sembra che i grandi cambiamenti tecnologici abbiano anche cambiato radicalmente il nostro modo di pensare e di agire, come argomenta efficacemente Steven Pinker a proposito della violenza: The Better Angels of Our Nature), ma si porterà dietro tutti i guai di un American way of life da satira se non da barzelletta: un sistema giudiziario capriccioso e incomprensibile, i fondamentalisti cristiani, i padri assenti e le madri invadenti. Tutto troppo già letto e già visto.

Un’altra cosa, come diceva il compianto Steve Jobs: non è un romanzo solo, sono tre tenuti insieme da una tenue cornice, come i Classici di Topolino o più nobilmente, il Decamerone o i Racconti di Canterbury. O come una commedia all’italiana degli anni Settanta.

* * *

Però gli autori hanno intelligenza e arguzia da vendere, e il romanzo ha più di un passo memorabile. Di seguito le mie annotazioni, con i riferimenti numerici all’edizione Kindle.

“Of course it’s organic—nothing but carbon, hydrogen, nitrogen, oxygen, and a bit of phosphorous and sulfur.” [66]

“’Ello!” he says around a mouthful of Huw’s sandwich. “You look interesting. Let’s have a conversation!”
“You don’t look interesting to me,” Huw says, plunking the rest of his food in the backpacker’s lap. “Let’s not.” [190]

[…] a twenty-first-century situationist artist or politician called Sarah Palin. [761]

Boy, you can snap your fingers and before you know what’s happening, there’s a flash conspiracy in action—not your real good old-fashioned secret new world order, nobody can be arsed tracking those things these days, but the next best thing. A self-propagating teleology meme. Goal-seeking Neat Ideas are the most dangerous kind. [955]

[…] Don’t get up to anything I wouldn’t.” [985]

[…] thick gubernatorial Austro-Californian accent. [1172]

[…] neverglades […] [1259]

[…] a very Grimm fairy tale […] [1311]

[…] trash-transcential-transcendental […] [1454]

Yesterday, all his troubles, so far away. [1469]

[…] “It’s the gnostic sexual underground,” […] [1521]

[…] First Church of the Teledildonic […] [1568]

[…] No skin, no sin […] [1582]

“You don’t need to know,” Sam says calmly, “’cuz if you knew, I’d have to edit your memories, and the only way I know to do that these days is by killing you.” [1760]

He’s Asperger’s. Me, I’m just poorly socialized with a recursive introspective agnosia and a deficient situational relationship model. [1788]

[…] from sodomy to simony by way of barratry and antimony. [1904]

Hyperspace bypasses, Vogon poetry, the heat death of the universe: none of these things feature in the extraordinary situation now pertaining to the end of the world as Huw knows it. [2458]

But love is blind, and love that mourns for loss is blinder still, and Huw loved Bonnie, and nothing would change that. [2498]

There is no invisible sky daddy to give us immortal life and a harp and wings when we die. If we want an afterlife, we have to work hard and make it for ourselves. [2684]

“Conspiracy theories are even more tedious than identity politics. You have beliefs and I have logfiles. Which one of us is more likely to be right?” [2744]

“You are the reductionist in this particular moment, I’m afraid. You wanted to feel happy, so you took steps that you correctly predicted would change your mental state to approach this feeling. How is that any different from wanting to be happy and eating a pint of ice cream to attain it? Apart from the calories and the reliability, that is. If you had practiced meditation for decades, you would have acquired the same capacity, only you would have smugly congratulated yourself for achieving emotional mastery. Ascribing virtue to doing things the hard, unsystematic, inefficient way is self-rationalizing bullshit that lets stupid people feel superior to the rest of the world. Trust me, I’m a djinni: There’s no shame in taking a shortcut or two in life.” [2889]

Different governments all tended to blur at the edges anyway, into a weird molten glob of Trilateralist Davos Bilderberger paranoia, feuding and backbiting in pursuit of the biggest office and the flashiest VIP jet. [2945]

“You just don’t want me to put metal in the microwave, because then I’d have as much power as you,” Huw says, quoting a memorable bit of propaganda from the contentious era of the uplifting, a quote from Saint Larson, one of the period’s many canonized funnybeings. [3005]

[…] there but for random luck go I […] [3241]

[…] “On the basis of a sample size of one,” […] [3829]

[…] borderline-aspie nerd  […] [3837]

He’s a really smart high-functioning Asperger’s case who deals with social interaction by emulating it in his head, running a set of social heuristics, and looking for positive-sum outcomes. [3911]

[…] when confronted with limitless possibility and potential, the only legitimate response is to voluntarily assume constraint. Free jazz has its place, but it’s interesting only in contrast to the rigid structures in which it is embedded. [4115]

There’s an old saying about never attributing to a conspiracy that which can be explained by incompetence. [4323: la massima sarebbe addirittura di origine napoleonica: Hanlon’s razor]