Evgenij Zamjatin – Noi

Zamjatin, Evgenij (1921). Noi (trad. Barbara Delfino). Milano: Lupetti. 2007-2011. ISBN 9788883912283. Pagine 191. 14,00 €

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Mi sono chiesto molte volte perché ci siano opere dell’ingegno umano (libri, ma anche brani musicali e pièces teatrali) che sono considerate pietre miliari (della letteratura, della musica o del teatro) ma che nessuno sembra leggere, ascoltare o rappresentare mai. Non ho una risposta universale, ma nel caso specifico di questo romanzo ce l’ho.

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Camminando e cantando – Sergio Endrigo

Stamattina (24 febbraio 2013) dagli abissi di iMatch è emersa questa canzone, che ricordavo a stento e di cui non avevo forse mai ascoltato con attenzione le parole. Mi è sembrato un piccolo viatico per le giornate elettorali e, con il medesimo spirito, la ripropongo a voi.

Camminando e cantando la stessa canzone
Siamo tutti uguali chi è d’accordo e chi no
Nelle fabbriche, a scuola, nei campi, in città
Camminando e cantando la stessa canzone

Fa chi vuole fare e chi vuole andare va
Chi è stanco di aspettare una strada troverà
Fa chi vuole fare e chi vuol sapere sa
Che la speranza è un fiore ma frutti non ne dà

Il soldato armato, amato o no
Con in mano il fucile non sa cosa fa
In caserma si insegna una antica lezione
Di morir per il re e non sapere perché

Fa chi vuole fare e chi vuole andare va
Chi è stanco di aspettare una strada troverà
Fa chi vuole fare e chi vuol sapere sa
Che la speranza è un fiore ma frutti non ne dà

Nelle fabbriche, a scuola, nei campi, in città
Siamo tutti soldati armati o no
Camminando e cantando la stessa canzone
Siamo tutti uguali chi è d’accordo e chi no

Nella mente l’amore e negli occhi la gioia
La certezza nel cuore, nelle mani la storia
Camminando e cantando la stessa canzone
Imparando e insegnando una nuova lezione

Fa chi vuole fare e chi vuole andare va
Chi è stanco di aspettare una strada troverà
Fa chi vuole fare e chi vuol sapere sa
Che la speranza è un fiore ma frutti non ne dà

Era il 1968 ed Endrigo (che sotto l’aria timida e mesta era un coraggioso) la presentò a Canzonissima, la trasmissione del sabato sera legata alla Lotteria di Capodanno. Ne aveva scritto lui il testo italiano, traducendo la canzone di Geraldo Vandrè, come lui stesso raccontò:

Geraldo Vandrè è un cantante brasiliano di cui avevo ascoltato in Brasile la canzone, Pra Nâo Dizer Nâo Falei Das Flôres, che mi era piaciuta molto. Ne tradussi il testo in italiano intitolandola Camminando e cantando. La presentai a Canzonissima ’68, dove ero sicuro di passare il primo e il secondo turno, ma sapevo benissimo che non sarei mai riuscito a passare anche il terzo, per cui a quel punto scelsi di cantare una cosa che piaceva a me. Non cercavo la canzone facile ed orecchiabile e preferii usare quella possibilità per dare spazio a canzoni un po’ più difficili. [Sergio Endrigo. La Voce Dell’Uomo. Edizioni Associate. 2002]

Caminhando e cantando e seguindo a canção
Somos todos iguais braços dados ou não
Nas escolas, nas ruas, campos, construções
Caminhando e cantando e seguindo a canção

Vem, vamos embora que esperar não é saber
Quem sabe faz a hora não espera acontecer
Vem, vamos embora que esperar não é saber
Quem sabe faz a hora não espera acontecer

Pelos campos a fome em grandes plantações
Pelas ruas marchando indecisos cordões
Ainda fazem da flor seu mais forte refrão
E acreditam nas flores vencendo o canhão

Há soldados armados, amados ou não
Quase todos perdidos de armas na mão
Nos quarteis lhes ensinam uma antiga lição
De morrer pela pátria e viver sem razão

Nas escolas, nas ruas, campos, construções
Somos todos soldados armados ou não
Caminhando e cantando e seguindo a canção
Somos todos iguais braços dados ou não

Os amores na mente, as flores no chão
A certeza na frente, a historia na mão
Caminhando e cantando e seguindo a canção
Aprendendo e ensinando uma nova lição

L’uomo uccello era una bufala

Ha fatto il giro della rete ed è stato visto 3 milioni di volte in poche ore il video dell’olandese Jarno Smeets che vola in un parco de L’Aja per un centinaio di metri sbattendo le ali come un uccello. Gizmodo, Wired, Time avevano tutti abboccato.

Troppo bello per essere vero. E infatti.

Molti esperti di effetti speciali e di computer graphics avevano sospettato il falso. Poi Wired aveva scoperto che il profilo di Smeets su LinkedIn non era vero: nessun laureato in ingegneria meccanica con quel nome all’Università di Coventry, nessun Jarno Smeets compare come impiegato nei libri paga delle aziende citate nel curriculum.

Poi l’ammissione nell’intervista andata in onda nella trasmissione televisiva “De Wereld Draait Door” (“Il mondo continua a girare”), Floris Kaayk (il vero nome di Smeets, anche se sembra ancora più falso) ha ammesso di essere un regista e di aver creato il video come “storytelling online”.

Storytelling online! Ve l’avevo detto, io, di tenere occhi e orecchie ben aperti.

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