Siamo sempre più avanti

La BBC ha pubblicato ieri (22 ottobre 2019) la notizia di un gruppo di sicari cinesi condannati e improgionati per aver cercato di subappaltare un omicidio.

The six defendants in court in Nanning
bbc.com | NANNING INTERMEDIATE PEOPLE’S COURT

Qui la notizia originale (Hesitant hitmen jailed over botched assassination in China) e qui la mia traduzione del passo fondamentale:

Un gruppo di sicari è stato imprigionato dopo aver ripetutamente cercato di subappaltare l’un l’altro un omicidio a Guangxi, in Cina.
L’uomo d’affari Tan Youhui ha ingaggiato un sicario per “far fuori” il suo concorrente per 282.000 dollari. Ma il sicario ha assunto un altro uomo per fare il lavoro, offrendo 141.000 dollari. Quell’uomo ha assunto un altro sicario, che ha assunto un altro sicario, che ha assunto un altro sicario.
Il piano è crollato quando l’ultimo sicario ha incontrato in un bar la vittima designata (Wei) e gli ha proposto di simulare la sua morte.
Tutti e sei gli uomini – i cinque sicari e Tan – sono stati condannati per tentato omicidio dal tribunale di Nanning, nel Guangxi, dopo un processo durato tre anni.

La vicenda ricorda quasi perfettamente la trama di un vecchio film (1967) di Luigi Comencini interpretato da Nino Manfredi, Italian Secret Service. Il film è considerato un Comencini minore e non ebbe un grande successo, anche se io lo ricordo con piacere, e mi è servito come guida per capire il concetto nei miei primi passi nell’ambito delle piccole società di consulenza romane…

Qui il riassunto della trama da ComingSoon:

Ex partigiano, ex deputato, ex idealista, Natalino [Nino Manfredi] viene scelto dal servizio segreto americano per una delicatissima missione: l’eliminazione di una pericolosa spia neo-nazista di passaggio a Roma. Natalino accetta per il vistoso compenso che gli promettono: centomila dollari. Venutogli meno il coraggio, dietro suggerimento della moglie Elvira, cassiera al monte di pietà, affida l’esecuzione ad Ottone, un avanzo di galera che è pronto a fare lo stesso lavoro per cinquantamila dollari. Ma Ottone si rivolge poi ad un avvocato espulso dall’albo: l’avvocato a sua volta ad un delinquente, finché il “delitto su commissione” fallisce miseramente. Dopo varie vicende e colpi di scena, il neo-nazista, che è invece un cittadino americano idealista che intende portare in Russia la formula di una famosa bibita, si uccide mentre Natalino, insieme alla moglie ed ai complici, viene sottoposto a un lavaggio del cervello, dimenticando ogni cosa accaduta.

L’inventiva italiana apre la strada, i cinesi copiano…

Italian Secret Service (1968)
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David Reich – Chi siamo e come siamo arrivati fin qui. Il Dna antico e la nuova scienza del passato dell’umanità

Il bel libro di Reich – che avevo recensito qui – è stato pubblicato in italiano.

Qui i riferimenti: Reich, David (2018). Chi siamo e come siamo arrivati fin qui. Il Dna antico e la nuova scienza del passato dell’umanità [Who We Are and How We Got Here: Ancient DNA and the New Science of the Human Past]. Milano: Raffaello Cortina. ISBN: 9788832851076 . Pagine 403. 24,65 €.

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Confermo quello che avevo scritto recensendo l’edizione originale: Questo è uno dei libri più importanti che ho letto negli ultimi dieci anni.

Purtroppo la recensione di Eleonora Barbieri comparsa su Il Giornale il 19 ottobre 2019 (nella sezione spettacoli!) non gli fa giustizia, a partire dal titolo con tanto di virgolettato farlocco (David Reich: “Sì, le razze esistono. Ma non sono ciò che pensano i razzisti”). L’articolo è scritto nella forma retorica dell’intervista, a proposito della quale si è recentemente espresso Luca Sofri sul suo blog (Cos’è un’intervista), ricordandoci che c’è “nella scrittura delle interviste un lavoro di editing più o meno intenso, volto a rendere più leggibili ed efficaci il testo e la sostanza delle cose dette”.

L’eleganza del riccio – una postilla

Il fortunato romanzo di una decina d’anni fa (di cui ho parlato qui e qui) non c’entra nulla.

C’entra che ho fatto una piccola scoperta linguistica e avevo bisogno di un pretesto.

File:Igel.JPG
commons.wikimedia.org/wiki/File:Igel.JPG |Gibe [CC BY-SA 3.0]
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Adults in the Room

Adults in the Room, 2019, di Costa-Gavras, con Christos Loulis, Alexandros Bourdoumis, Ulrich Tukur e altri.

Adults in the Room (2019)

Film brutto ma interessante.

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Burning – L’amore brucia

Burning – L’amore brucia (Beoning), 2018, di Chang-dong Lee, con Ah-in Yoo, Steven Yeun e Jong-seo Jun.

Ah-in Yoo in Beoning (2018)
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Film inquietante e molto interessante. A tratti anche molto bello.

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Apsley Cherry-Garrard – The Worst Journey in the World: Antarctic 1910-1913

Cherry-Garrard, Apsley (1922). The Worst Journey in the World: Antarctic 1910-1913. New York (NY): Skyhorse. 2016. ISBN: 9781510707580. Pagine 504. 10,18€
[Il peggior viaggio del mondo. La spedizione antartica di Scott nella straordinaria testimonianza di un sopravvissuto. Trad. it. M. Bottini, D. Silvestri e R. Zuppet. Milano: Rizzoli. 2004. ISBN: 9788817003100. Pagine 775. 20,00€.

The Worst Journey in the World: Antarctic 1910-1913 (English Edition) di [Cherry-Garrard, Apsley]
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Da bambino mi avevano regalato una serie di biografie. Avevano la copertina in brossura, in tinta unita con scritto in grande il cognome della persona cui la biografia era dedicata. Ne avevo 8-10, e li ho conservati per anni, via via che crescevo. Li ho letti più volte, con la mia bulimia di lettore. Ne avevo parecchi, dicevo, ma ne ricordo soltanto due, Pasteur (che per la verità mi faceva un po’ di paura, soprattutto per il carbonchio) e Amundsen. Per la vita avventurosa e la fine tragica di quest’uomo avevo un’ammirazione e una passione infinita.

Amundsen non arrivò per primo al Polo nord, ma vinse la corsa al Polo sud (la corsa, sì, perché per un ragazzo come me si trattava di un record sportivo, soprattutto), battendo di circa un mese l’inglese Robert Scott.

Questo libro racconta della spedizione di Scott. Il suo autore è uno dei suoi membri più giovani (e, ovviamente, uno dei sopravvissuti), che l’ha scritto meno di 10 anni dopo gli eventi raccontati.

Come lettura estiva è stata piacevole: tra Roma e la pianura padana, dov’ero mentre leggevo il libro, le massime superavano spesso i 35° e le minime non scendevano sotto i 20°. Piacevolissimo essere trasportati sui ghiacci antartici. Non ne raccomando però la lettura a tutti: il testo è prolisso e a tratti piuttosto noioso. Come un inverno polare, del resto.

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Daniele Del Giudice – Atlante occidentale

Del Giudice, Daniele (1985). Atlante occidentale. Torino: Einaudi. 2010. ISBN: 9788858430439. Pagine 248. 6,99€

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Ho incontrato questo (bellissimo) romanzo per merito di Massimo Mantellini, che ringrazio pubblicamente.

Potete anche fare a meno di leggere la mia recensione e fare riferimento alla sua, che trovate qui: Atlante occidentale, una recensione.

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Martin Eden

Martin Eden, 2019, di Pietro Marcello, con Luca Marinelli, Jessica Cressy e Carlo Cecchi

Martin Eden (2019)
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Meritatissima la Coppa Volpi per Luca Marinelli, deludente il film.

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Bangla

Bangla, 2019, di Phaim Bhuiyan, con Phaim Bhuiyan e Carlotta Antonelli.

Carlotta Antonelli and Phaim Bhuiyan in Bangla (2019)
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Opera prima leggera e divertente, ma non banale. Andatelo a vedere.

Nella frammentazione delle sequenze e dei temi, a me ha ricordato molto il primo Nanni Moretti, quello di Io sono un autarchico e di Ecce Bombo, quello che raccontava un’epoca e un ambiente cui nessuno aveva ancora dato la parola e che nessuno aveva ancora rappresentato sullo schermo.

Nanni Moretti raccontava con grande naturalezza, senza pretendere di essere un guru o un sociologo, ma dando per scontato (per così dire) che la realtà fosse quella lì, “a prima vista” e “a occhio nudo”. Anche se naturalmente non è mai così, e anche il naturalismo è frutto di ricerca e sensibilità. Accade lo stesso per l’esordiente Phaim Bhuiyan: Torpigna è così, multietnica e vivissima, stratificata nell’edificato e negli spazi, brulicante e desolatamente assolata. L’integrazione è così: un dato di fatto da cui partire, non il terreno per dispute ideologiche e politiche. Le seconde generazioni sono qui da decenni, e non sono né un idillio né un groviglio di problemi.

Il film è una commedia, con un finale forse un po’ consolatorio. Ma mi ha lasciato pieno di pensieri e di domande, e con tanta voglia di discutere. Non chiedo molto di più, onestamente.

Björn Larsson – La vera storia del pirata Long John Silver

Larsson, Björn (1995). La vera storia del pirata Long John Silver (Long John Silver. Trad. it. Katia De Marco). Milano: Iperborea. 2010. ISBN: 9788870912593. Pagine 496. 2,99€

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Nonostante qualche prima superficiale affinità e l’evidente ammirazione dell’autore, non stiamo parlando di fan fiction. Björn Larsson ha un’evidente ammirazione per Long John Silver, ma la sua opera si distacca ben presto dal ruolo (primario, anche più di quello di Jim Hawkins) che Silver ha nel romanzo di Stevenson (qui la mia recensione dell’Isola del tesoro). Long John Silver diventa in questo romanzo un eroe dell’individualismo e l’etica pirata è l’etica capitalistica della libertà d’impresa (altro che capitani coraggiosi: D’Alema ha sbagliato romanzo). Non è un caso se Long John Silver dialoga a lungo con Daniel Defoe, studioso della pirateria e padre di Robinson Crusoe (ci tornerò).

Leggetelo, come aggiunta necessaria al classico di Stevenson.

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