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Il breve editoriale del direttore Giovanni De Mauro su Internazionale è spesso illuminante. Non fa eccezione quello in edicola oggi, 27 febbraio 2009.

La settimana

Storia

Se uno dovesse riassumere in poche righe gli ultimi quindici anni di storia politica italiana potrebbe dire questo: il più caro amico di uno dei leader che simboleggiò la corruzione della classe politica del paese diventò l’uomo più ricco, l’imprenditore più famoso, il premier più amato, il leader del partito più votato; il segretario dell’ex partito neofascista diventò presidente della camera, terza carica dello stato; uno dei dirigenti dello stesso partito fu eletto sindaco della capitale; l’opposizione fu sciolta in modo democratico e le venne affidato il compito di autodistruggersi; gli ultimi dirigenti di quello che fu il più grande partito comunista dell’Europa occidentale lasciarono spontaneamente la guida a un uomo della Democrazia cristiana, il loro avversario storico; il resto della sinistra si divise così tante volte che alla fine raggiunse proporzioni omeopatiche; a raccoglierne l’eredità fu soprattutto un magistrato; intanto in tutto il paese si diffuse il fenomeno delle ronde. Ma è quello che venne dopo che fa paura.
Giovanni De Mauro

A me l’articolo di Giovanni De Mauro ha fatto venire i brividi. L’aria è fosca e pesante, nere nubi all’orizzonte, la colonnina del barometro crolla. Il capitano – se ne abbiamo uno – non sa leggere i segnali:

Observing the steady fall of the barometer, Captain MacWhirr thought, “There’s some dirty weather knocking about.” This is precisely what he thought. He had had an experience of moderately dirty weather-the term dirty as applied to the weather implying only moderate discomfort to the seaman. Had he been informed by an indisputable authority that the end of the world was to be finally accomplished by a catastrophic disturbance of the atmosphere, he would have assimilated the information under the simple idea of dirty weather, and no other, because he had no experience of cataclysms, and belief does not necessarily imply comprehension. The wisdom of his county had pronounced by means of an Act of Parliament that before he could be considered as fit to take charge of a ship he should be able to answer certain simple questions on the subject of circular storms such as hurricanes, cyclones, typhoons; and apparently he had answered them, since he was now in command of the Nan-Shan in the China seas during the season of typhoons. But if he had answered he remembered nothing of it. He was, however, conscious of being made uncomfortable by the clammy heat. He came out on the bridge, and found no relief to this oppression. The air seemed thick. He gasped like a fish, and began to believe himself greatly out of sorts.
The Nan-Shan was ploughing a vanishing furrow upon the circle of the sea that had the surface and the shimmer of an undulating piece of gray silk. The sun, pale and without rays, poured down leaden heat in a strangely indecisive light […] [Joseph Conrad, Typhoon, cap. II]

Sapete come è andata a finire. E se non lo sapete, potete andarvelo a leggere qui.

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