La cassetta degli attrezzi dello scettico (Panicology 2)

Alla presentazione da parte dei media di storie che contengono informazione statistica o scientifica, a meno di essere creduloni, è facile reagire con il cinismo. Noi incoraggiamo piuttosto lo scetticismo. Per questo, vi proponiamo una cassetta degli attrezzi per l’interpretazione dei dati e delle informazioni in cui ci imbattiamo nella vita quotidiana.

  • Interesse particolare: Chi ha fatto quella specifica affermazione? Poteva avere un suo interesse? Ci ha detto tutto?
  • Espressioni ambigue: Dovrebbero far scattare subito un campanello d’allarme – soprattutto quelle fortemente connotate emotivamente, come “peste”, o quelle che sembrano indicare una strada senza ritorno verso la catastrofe, come “inevitabile”. È inevitabile che dopo il giorno venga la notte, ma non che ci sarà un attacco terroristico. Puoi essere in “irreparabile in ritardo” per una riunione iniziata un’ora fa, ma un’eruzione vulcanica, un terremoto o un’epidemia può essere “in ritardo” soltanto sulla base di un’argomentazione basata sul calcolo delle probabilità. Altre parole potrebbero avere un significato “tecnico” diverso da quello corrente. Quando le statistiche ufficiali parlano delle “forze di lavoro” contano tutti quelli che hanno lavorato almeno un’ora nella settimana di riferimento, e dunque un boom degli occupati potrebbe dipendere dall’impiego di studenti come baby-sitter o come barman una sera alla settimana. Voi lo considerate lavoro?
  • Rilevazioni e sondaggi: Chi li ha fatti? Sono attendibili? Hanno una motivazione ovvia? Chi li ha finanziati? Interi ambiti di studio possono diventare pericolosamente dipendenti dal finanziamento da parte di una sola fonte, sia essa commerciale, governativa o di un gruppo di pressione. I quesiti sono formulati in modo neutrale? Quanto è grande il campione? Troppo piccolo e i risultati saranno distorti; troppo grande e gli autori potrebbero cercare di persuadervi schiacciandovi sotto una mole di dati. La dimensione del campione e i margini d’errore sono pubblicati? Quando un produttore di cibo per gatti afferma che 4 gatti su 5 preferiscono il suo prodotto, lo ha fatto assaggiare solo a 5 gatti? Come sono stati raccolti i dati?
  • Dati: Confrontateli tra loro. Guardate a tutti i possibili effetti di un cambiamento, non soltanto a uno. Confrontate passato e presente. Confrontate tra loro i Paesi. E se non ci sono i dati per fare questi confronti così ovvi, chiedetevi il perché: qualcuno vi sta nascondendo qualche cosa?
  • Percentuali e valori assoluti: Chi ha una storia da raccontare o una tesi da sostenere sceglie sempre il modo più impressionante di presentare le cose.
  • Aneddoti e statistiche: I timori si diffondono per passaparola e per notizie televisive e di stampa che riprendono vicende individuali strazianti; le autorità spesso rispondono con statistiche roboanti. Un confronto sensato tra aneddoti e statistiche è molto difficile. In un certo senso, possono entrambi essere “veri”.
  • Grafici: Come i testi e le cifre, possono essere soggetti a errori o a distorsioni deliberate. Non date loro credito acriticamente soltanto perché tecnici all’apparenza.
  • Scala temporale: Questa è una cosa importante, che parole come “inevitabile” confondono. Il livello del mare sta salendo, ma in un arco temporale molto più lungo di quello della pianificazione urbanistica: quindi c’è tutto il tempo per adattarsi e porvi rimedio. Molte serie di dati hanno 3 componenti: una tendenza di lungo periodo, variazioni cicliche di più breve durata e le singole osservazioni (spesso erratiche). È importante esserne avvertiti, in modo da non cadere in inganno.
  • Perché adesso?: Chiedetevi perché la notizia viene divulgata proprio ora e se sarebbe stato altrettanto degna di pubblicazione in un diverso momento. Gli articoli sul riscaldamento globale sono più frequenti d’estate; quelli sui pericoli dei viaggi alla vigilia delle vacanze; i sondaggi sul sesso per San Valentino.
  • Disfattismo: State in guardia quando vi viene detto che a proposito di qualche cosa non c’è niente da fare: se così fosse, perché dircelo? Solo per allarmarci e per diffondere il panico?
  • Paure classiste: Diffidate dei timori legati a vantaggi di cui una qualche élite gode ma che si vogliono negare agli altri. Per esempio, quando si afferma che le crisi ambientali o sanitarie sono provocate o esacerbate dai voli low cost, dai cibi esotici, dall’automezzo privato, dalla scelta dei trattamenti sanitari, dall’istruzione universale e così via.
  • Scenari: Molti modelli di studio economici e scientifici producono una intera gamma di scenari futuri: accertatevi che quello che vi viene presentato non sia il solo scenario peggiore.
  • Considerate anche gli aspetti positivi: Non date per scontato che, se alcune cose vanno per il peggio, tutte seguano la stessa tendenza. Questo è il mestiere dei media sensazionalistici. Prendete il riscaldamento globale: è vero che tra 100 anni sarà più caldo, ma che cosa potrebbe aver escogitato l’intelligenza umana nel frattempo? Nuove fonti energetiche? Un metabolismo umano geneticamente modificato? Una fotosintesi più efficiente?  Fantascienza, direte. Certo, ma guardate che cosa è stato fatto negli ultimi 100 anni.
  • Il senso delle proporzioni: È un male se 100 persone muoiono di influenza aviaria, ma in un Paese di 50 milioni di abitanti è una frazione molto piccola. Quanti sono morti per altre cause?
  • Il senso del ridicolo: Cercate di tenere i piedi per terra, anche se i personaggi pubblici non lo fanno. Il ministro dell’interno tedesco Wolfgang Schaeuble insiste che il terrorismo islamico è la più grande minaccia alla stabilità tedesca. Vi sembra anche solo remotamente credibile o sta semplicemente cercando di dare importanza al suo ruolo nel governo?
L'urlo di Munch

wikipedia.org

* * *

In questo modo si conclude Panicology, il libro di Aldersley-Williams e Briscoe che ho recensito un paio di giorni fa. È, a parer mio, la parte migliore del libro e merita di essere meditata da tutti, indipendentemente dalla recensione (lo so che molti di voi, quando vedono che il post è una recensione, dicono «Che palle!» e cliccano su un’altra pagina). Sopra c’è la mia traduzione ma, poiché mi sono preso qualche libertà, propongo qui sotto ai più volonterosi l’originale.

For those not inclined to credulousness, it is easy to be cynical about the media in its presentation of stories involving statistical or scientific information. We would rather encourage skepticism. With this in mind, we offer this toolkit for the interpretation of data or information that come our way.

  • Vested interest: Ask yourself who has made a particular statement. Why might they have done this? Are we being told the whole story?
  • Weasel words: These should ring alarm bells – especially emotive ones such as “plague,” or ones that put us on a one-way trip to disaster such as “inevitable” and “overdue.” It is inevitable that night follows day, but it is not inevitable that there will be a terrorist attack.You can be overdue for a meeting that started an hour ago, but a volcanic eruption, an earthquake, or an outbreak of disease is only ever overdue based on arguments of probability. Other words may not have the obvious meaning. Government surveys of the “work force” count anyone who has worked one hour or more in a week, so a boost in the numbers working could be down to children babysitting or students spending an evening behind a bar. Is this what you consider work?
  • Surveys: Who conducted it? Are they credible? Do they have an obvious motive? Who paid them? Whole fields of study can become unhealthily dependent on funds from one source, whether that source is commercial, governmental, or charitable. Were the questions neutrally worded? How big is the sample? Too small, and the result may be skewed; too big, and the authors may be trying to use sheer weight of numbers to persuade you. Is the sample size and margin of error shown? When a pet food manufacturer says that four out of five cats prefer their product, did they only feed five cats? How were the data collected?
  • Figures: Try to compare figures. Look at as many of the effects of a change as possible, not just one. Compare the present with the past. Compare one country with another. If the data aren’t there to make the obvious comparison, ask yourself what is being obscured.
  • Percentages and actual numbers: People with a story to tell will choose the more impressive way of putting things.
  • Anecdote and statistics: Fears are spread by word of mouth, press, and television reports based on harrowing individual stories; authorities frequently counter these with broad statistics. Meaningful comparison between the two is hard. Both may be “true”.
  • Graphs and charts: Like words and figures, these may be subject to error or deliberate distortion. Don’t automatically believe them because they look technical.
  • Timeframe: This is an important factor that words like “inevitable” gloss over. Sea levels are rising, but over a longer period than housing planning cycles, so there is time to adapt. Many data series have a long-run trend, a shorter cyclical variation, and then (often erratic) individual data points. Be aware of each so as not to be tricked.
  • Why now: Ask yourself why the story is appearing now, and whether it would be equally newsworthy at another time. Global warming stories appear more in the summer. Travel fears play well as people set off on their holidays. Sex surveys are often released in time for Valentine’s Day.
  • Defeatism: Be wary when told there is nothing we can do about something. Why then are we being told about it? Is it merely to alarm us, or to put us in a state of fear?
  • Scare snobs: Distrust scares where an elite is trying to deny others advantages they already enjoy, for example environmental and health crises exacerbated by cheap flights, exotic food, private modes of transport, choice in medicine and education.
  • Scenarios: Many economic and scientific studies model a range of future scenarios. Make sure that the outcome described is not just the worst-case scenario.
  • Accentuate the positive: Don’t discount the possibility that even if some things are getting worse, others may get better-which negative newspaper stories make it their business to do. It will get warmer in 100 years, but what might human ingenuity have devised by then? New energy sources? Genetically modified human metabolism? Improved photosynthesis? Science fiction, you might say, and so it is-for now. But think what has been achieved over the last 100 years.
  • The big picture: It’s bad if 100 people die of bird flu, but in a country of 50million, this is very few. How many died of everything else?
  • A sense of proportion: Try to keep one, even if the top brass won’t. Germany’s Interior Minister Wolfgang Schaeuble, insists that Islamic terrorism is the single largest threat to Germany’s stability. Does this seem remotely credible, or is somebody just bigging himself up?

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