Obliterated by Allied bombing in 1944 and rebuilt by Italy’s industrious postwar generation, Cassino, halfway between Rome and Naples, is in sore need of a second rebirth. From youth unemployment to a low birth rate, the small town – streets lined with shops closing down and festooned with posters advertising “I sell Gold” – encapsulates all the challenges facing Mario Monti, Italy’s newly appointed prime minister, and his emergency cabinet of technocrats.
Ho comprato questo romanzo per un motivo fondamentale: penso di sapere molto sui vampiri (e ne ho parlato diffusamente in queste pagine, ad esempio qui, ma anche qui e qui), ma pochissimo sui lupi mannari.
Le storie di vampiri – quelle con un minimo di profondità, naturalmente, come quelle raccontate da Anne Rice a partire dalla ormai celeberrima Intervista col vampiro, non l’adolescenziale saga di Twilight – raccontano fondamentalmente della più terribile delle perversioni dell’amore, quella che non accetta il partner nella sua alterità, ma pretende di assimilarlo rendendolo identico a sé. Permettete di autocitarmi:
L’immortalità non c’entra nulla. È una parabola dell’amore, invece. Dell’amore distruttivo, naturalmente. Perché i vampiri sono inevitabilmente una coppia, tenuta insieme non dall’attrazione sessuale, ma da un’aspirazione al possesso assoluto dell’altro, dall’aspirazione a rendere l’altro identico a sé. E questo implica che per vivere, per durare, ogni membro della coppia debba divorare l’altro, succhiarne il fluido vitale. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, era dopo era. “Forever and ever.” E che poi questo non basti ancora, a che si debbano immolare e consumare tutte le persone che si incontrano, perché l’esistenza dell’altro, di qualunque “altro” da sé non è tollerabile. Il vampiro è solo, di una solitudine peggiore della morte. Il non-morto è anche inevitabilmente non-vivo.
E infatti i vampiri non mangiano e non bevono (tranne che il sangue delle loro vittime), e soprattutto non hanno rapporti sessuali (o, come si dice adesso, non “fanno sesso”). Invece, i lupi mannari, almeno quello di Glen Duncan, che si chiama Jacob Marlowe, ne sono ossessionati almeno come il nostro ex presidente del consiglio, e in questo il romanzo è molto esplicito.
Una seconda differenza importante tra vampiri e lupi mannari e che il vampiro si trasforma una volta per sempre e dopo che è diventato un vampiro è permanentemente affetto dai superpoteri ma anche dai limiti (vita notturna, astensione da cibo bevande e sesso, raggi solari, specchi, paletti di frassino, aglio eccetera – anche se astutamente Anne Rice ci dice che parte di queste credenze sono superstizioni!) della condizione vampiresca. I lupi mannari, invece, si trasformano in lupo una volta al mese, al plenilunio, per poche ore. Per il resto del tempo sono, diciamo così, normali. Certo, sono più o meno immortali, salvo che per l’allergia all’argento e la decapitazione (ma mi pare Duncan dica che possono anche annegare e bruciare).
Naturalmente questo di Duncan è anche un thriller e probabilmente l’inizio di una serie in più puntate, e perciò non voglio dirvi di più per non guastarvi il piacere della lettura.
Prima di lasciarvi con qualche citazione tratta dal romanzo, vi voglio raccontare dei miei precedenti incontri con i lupi mannari, al cinema e non in letteratura (in letteratura, naturalmente, c’è Giuseppe figlio di Lazzaro e Dosolina, il Coniglio mannaro de Il mulino del Po di Bacchelli, che tanto non legge più nessuno, e l’Arnaldo Forlani di Giampaolo Pansa).
Il video Thriller di Michael Jackson, naturalmente, è stato girato dalla stesso Landis.
Sempre del 1981 è l’altro film di lupi mannari che ho visto, L’ululato di Joe Dante, un classico B-movie di cui vi mostro solo il trailer:
Il romanzo di Duncan ci descrive un lupo mannaro disincantato e post-moderno, propenso a filosofeggiare abbastanza piacevolmente (almeno per i miei gusti): non per caso si chiama Marlowe (il riferimento è alle posizioni sul Kindle):
All paradigm shifts answer the amoral craving for novelty. Obama’s election victory did it. So did the Auschwitz footage in its day. Good and evil are irrelevant. Show us the world’s not the way we thought it was and a part of us rejoices. Nothing’s exempt. [129]
Pictured the sniper watching through the cross-hairs and, since every mutual understanding gives some sort of pleasure, smiling. [282]
“[…] But this is the French. They think we’re all incompetent queers.”
“You mean ‘They think we’re all incompetent queers.’ ” [397]
A feeling. I’ve had it with feelings, even if they haven’t had it with me. [427]
“[…] There was palpable species depression when it was obvious Armstrong’s one small step changed nothing for werewolves, however giant a leap it was for mankind.” [579]
One develops an instinct for letting silence do the heavy lifting. In the three, four, five seconds that passed without either of us speaking, the many ways the conversation could go came and went like time-lapse film of flowers blooming and dying. When it was over all the relevant information was in. [808]
Thou shalt have no other gods before me. Yahweh’s First Commandment and one he wasn’t shy of fleshing out—Thou shalt not bow down thyself to them, nor serve them: For I the LORD thy God am a jealous God … He had every right to be jealous of Arabella. It wasn’t the fucking, the licking, the sucking, but that with her these acts livened the soul instead of deadening it, elevated being instead of degrading it. Lest ye become as gods yourselves. The serpent’s reading of the Edenic proscription was correct. We were our own divine images, not graven but flesh and blood, and God shrank in the light of our divinity. Christ was born of a virgin and died one himself. What did he know? The truths of the body were ours, not his. Human love didn’t eradicate God, but it put Him into His proper distant second place. [1064]
Life is nothing but a statement of what happens to be. [1128]
“Don’t try’n drive this, Jake. You’re the passenger.” [1699]
Only meaning can make a difference and we all know there’s no meaning. All stories express a desire for meaning, not meaning itself. Therefore any difference knowing the story makes is a delusion. [2475]
The first horror is there’s horror. The second is you accommodate it. [2801]
(Whatever is happening, as the late Susan Sontag noted, something else is always going on. It’s literature’s job to honour it. No wonder no one reads.) [2809]
There was no performance, no pornography, just complete conversion to the religion of each other […] [3096]
All we ever got was the language. We were a language ourselves. The thing behind the word remained unknown. […] It doesn’t really matter what the language is, only whether there’s a transcendent moral grammar underpinning it. [3413-3419]
“It’s the postmodern solution,” I said. “Controlled multiple personality disorder. Pick a fiction and allocate it an aspect of yourself.” [3582]
You can’t live if you can’t accept what you are, and you can’t accept what you are if you can’t say what you do. The power of naming, as old as Adam. [3970]
Meanwhile my life here is a dentist’s waiting room. [4293]
“[…] This is goodwill. In lieu of future cooperation.”
The romantic days of either/or are over. [4503]
I’ve always said women make the best agents. Deceit comes naturally to them. It’s hardly surprising: If you were born with a little hole half the population could stick its dick into whenever it felt like it you’d learn deceit too. Biology is destiny. [5024]
[…] the cynic’s version of Ockham’s razor: All things being equal the shittiest explanation’s the best. [5033]
[Giusto un piccola pignoleria, in un romanzo abbastanza attento ai dettagli: alla posizione 3927 l’Alitalia si chiama Air Italia]
Secondo un articolo pubblicato di recente da Andrew C. Gallup e Gary D. Hack, si sbadiglia non per stanchezza o noia, ma per evitare che il cervello si surriscaldi.
Non so se la teoria verrà confermata, ma mi sembra un’ottima scusa per quando non riusciamo a frenare uno sbadiglio: “No, non mi state annoiando. Al contrario, sto pensando così intensamente che ho bisogno di raffreddare il cervello”.
Publishing in the recently resurrected journal Medical Hypotheses, researchers from Yale University and the University of Maryland propose that yawning, which opens the sinuses located to the left and right of the nose, acts to cool the brain when it gets too hot.
L’articolo originale (a pagamento) lo potete trovare qui.
Brian Eno pubblica su Edge una conversazione in cui spiega la sua evoluzione da architetto a giardiniere. Il concetto può essere utilmente applicato ad altri campi di attività, ed è perciò una riflessione che vi propongo di condividere.
My topic is the shift from ‘architect’ to ‘gardener’, where ‘architect’ stands for ‘someone who carries a full picture of the work before it is made’, to ‘gardener’ standing for ‘someone who plants seeds and waits to see exactly what will come up’. I will argue that today’s composer are more frequently ‘gardeners’ than ‘architects’ and, further, that the ‘composer as architect’ metaphor was a transitory historical blip.
Certamente per ignoranza mia, del celebre Filippo Sensi non avevo mai sentito parlare (forse nel suo quarto d’ora warholiano ero affaccendato nella contemplazione del mio affascinante ombelico). E il blog Nomfup non è nel mio blogroll.
E per di più quando sento la parola “comunicazione” reagisco come Göring di fronte alla parola “cultura”.
Ma il punto di vista di Sensi mi sembra contenga più di uno spunto interessante.
Filippo Sensi, il celebre autore del blog Nomfup, scrive oggi su Europa dieci consigli di comunicazione politica a Mario Monti e i suoi ministri, tra cui andare tanto alla radio e poco ai talk show, prendere voli low cost e i mezzi pubblici e puntare tanto su internet.
Siete il governo dei sacrifici, va bene. Proprio per questo a ogni misura che taglia, incide, toglie, affiancare provvedimenti per la crescita, che offrono nuove opportunità, che ampliano l’orizzonte dei possibil
Puntare molto su Internet
Lo staff non sono i famigli, ma dei professionisti
Fare presto. Il senso di urgenza – e non di emergenza – sarà la metrica della azione di governo. Non dimenticarselo mai, neanche se si è mister Wolf.
Thh Full Monty (l’hanno scritto tutti, ma oggi è irresistibile) lo trovate qui.
L’analisi sugli spread dei Cds dei debiti sovrani europei suggerisce che i mercati non fanno distinzioni sul rischio dei titoli dei diversi paesi europei, che l’Italia sta diventando la principale fonte di contagio e che perciò i titoli di altri stati europei non offrono grandi opportunità di diversificazione. Se la tendenza dovesse continuare e la crisi italiana non trovasse una soluzione, sarebbe compromessa la stabilità finanziaria dell’intera zona dell’euro. Quello che gli italiani sapranno fare per l’Italia, nel bene o nel male, lo faranno anche per l’Europa.
Proprio mentre il ministro della PA stava facendo le valigie assieme al governo di cui ha fatto parte, la Ragioneria Generale pubblicava il Conto Annuale 2010. Come ogni anno posso quindi aggiornare il monitoraggio delle assenze dei dipendenti pubblici sulla base dei dati ufficiali di tutte le amministrazioni pubbliche (tutte le puntate precedenti della saga sono recuperabili dal post dell’anno scorso). Risultato: sul fronte della riduzione delle assenze dei dipendenti pubblici il ministro Brunetta lascia la PA esattamente come l’ha trovata, checché ne dicano le sue indagini.
Figura 1. Giorni di assenza retribuita per dipendente, Pubblica Amministrazione
Scientists have constructed local and nation-wide maps of the radioactive particles that rained down when the Fukushima Daiichi nuclear power plant failed after a massive earthquake and tsunami rocked Japan last March. The fallout maps, published today (November 14) in Proceedings of the National Academy of Sciences, will help direct decontamination efforts to the worst affected areas.
A. N. Wilson’s new book on Dante is inspired partly by love — he’s read Dante over the past 50 years or so — and partly by the notion that people are scared away from reading Dante at all. As a novelist, popular historian, ex-theology student, former atheist, current believer and amateur Dantean, Wilson offers himself as our Virgil as we journey, again — or for the first time — into the poet’s imagination. Despite the many books on Dante he’s looked at over the years (and his bibliography is deep as well as long), Wilson feels he’s never found a satisfactory introduction written for the ordinary non-Italian-speaking reader, “the intelligent general reader of the twenty-first century — that is to say, you.”
Colpa o, sotto l’aspetto giuridico, delitto contro l’istituto del matrimonio, consistente nell’unione sessuale di uno dei coniugi con persona diversa dal proprio coniuge: commettere adulterio; moglie accusata di adulterio; adulterioduplice, nella morale cattolica, quando tutti e due i colpevoli sono coniugati (semplice in caso diverso). Con la riforma del diritto di famiglia, l’adulterio (così come il concubinato) non costituisce reato, ma soltanto, nel diritto civile, causa di separazione personale dei coniugi.
Nel linguaggio letterario, qualsiasi contaminazione o accoppiamento illegittimo: Vaticano e l’altre parti elette Di Roma … Tosto libere fien de l’avoltero (Dante); certi adulteritra i termini propri e le metafore (Carducci).
Per una volta, l’accezione letteraria è più vicina all’etimologia di quella non figurata. Viene infatti dal latino alterare (“cambiare”) preceduto dal prefisso ad-. In italiano, infatti, abbiamo il verbo adulterare (“falsare”, ma anche “guastare”, “corrompere”). L’idea è che l’adulterio corrompa chi lo pratica, e sottintende che la vittima sia il marito, che si ritrova una moglie “guastata” dal compimento dell’adulterio.
Secondo una spiegazione concorrente, l’origine latina sarebbe ad alterum (ire, sottinteso), cioè “andare con un altro”.