Metropolitana di Roma, fermata Termini: Questa volta il secchio di plastica non basta

Ci siamo occupati molte volte della ristrutturazione del nodo Termini della metropolitana di Roma, iniziata nell’aprile del 2011 e inaugurata alla vigilia delle elezioni comunali del 26-27 maggio, segnalando – tra l’altro – la circostanza che a una pioggia appena abbondante c’erano infiltrazioni d’acqua.

Questo blog ha segnalato il problema quiquiqui e qui. Se ne è occupato anche il blog romafaschifo.com (ROMA FA SCHIFO: Il nuovo nodo MetroA\MetroB della Stazione Termini ancora deve inaugurare. In compenso già ci piove dentro. Ma di brutto eh!).

Il simbolo delle infiltrazioni nei mezzanini, per me, era diventato il secchio di plastica, unico segno di un intervento di chi dovrebbe gestire il servizio.

Piove sul bagnato

Piove sul bagnato

Temo che ieri, però, un secchio non sia stato sufficiente …

excite.it

… e neppure 2!

tgcom24.mediaset.it

ROMA FA SCHIFO: Il nuovo nodo MetroA\MetroB della Stazione Termini ancora deve inaugurare. In compenso già ci piove dentro. Ma di brutto eh!

Sono particolarmente contento che qualcun altro – oltre a me che l’ho fatto più volte, qui, qui, qui e qui – segnali il problema della pioggia nei mezzanini del nuovo nodo Termini.

Qui il link e tutte le foto (che ho preso dall’articolo e sono di Ale77):

ROMA FA SCHIFO: Il nuovo nodo MetroA\MetroB della Stazione Termini ancora deve inaugurare. In compenso già ci piove dentro. Ma di brutto eh!.

Metropolitana di Roma, fermata Termini: tutto il resto è noia

Alla fine ieri (11 febbraio 2013) a Roma non è nevicato: nevica a ogni morte di papa, hanno detto i romani con la consueta arguzia, non quando il papa si dimette come un premier qualunque (insomma, più Monti che Montini).

E non è neppure arrivata la temuta gelata. I grigi sacchi di plastica pieni di sale che erano comparsi in alcune postazioni strategiche del centro storico sono altrettanto sollecitamente spariti (sarà intervenuto l’esercito? la protezione civile? gli operatori ecologici? o serviranno a insaporire gli involtini primavera nei ristoranti cinesi della capitale per i prossimi decenni?).

Però è piovuto, a tratti abbondantemente. E quindi, come non ci stancheremo di segnalare, a costo di sfinirvi, si è creata la solita bella pozzanghera nel mezzanino di Termini (di recentissima realizzazione). Ne abbiamo già parlato più volte (qui, qui e qui).

Siamo tornati al secchio rosso, dopo quello blu dell’altra mattina. Adesso aspettiamo il secchio lilla per mettersi al passo (o allo scivolone) con la nuova linea M5 dei rivali milanesi.

Piove sul bagnato

Piove sul bagnato

Metropolitana di Roma, fermata Termini: una nuova puntata

Riassunto delle puntate precedenti:

  • il 10 aprile 2010 iniziano i lavori per il rifacimento della stazione Termini delle linee metropolitane A e B
  • costo previsto 63 milioni di euro
  • grandi disagi per le migliaia di persone che ogni giorno passano dalla stazione: deviazioni, percorsi di guerra, entrate e uscite chiuse
  • i lavori avrebbero dovuto concludersi (dopo vari rinvii) il 31 dicembre 2012
  • non è stato così, i lavori sono ancora in corso, alcune entrate sono ancora chiuse.

Alcune critiche, però, le abbiamo già fatte (qui e qui) e possiamo riassumerle così:

  • il problema dei flussi in entrata e in uscita che si intersecano non è ancora stato risolto, nonostante i buffi «fumettoni» appiccicati a terra
  • il pavimento di pietra liscia color antracite, indubbiamente più bello di quello in gomma, è però decisamente scivoloso (e comunque i «fumettoni» rovinano l’effetto estetico)
  • le contropareti di metallo smaltato bianco, belle e luminose, sottraggono parte del già esiguo spazio dei corridoi e delle banchine.

Soprattutto, continua a pioverci dentro. Esattamente nello stesso punto segnalato a novembre.

Come si rimedia? Nel lungo periodo non lo so, ma non lo sa neanche Metroroma, che in 3 mesi non ha trovato una soluzione. Nel breve periodo, si è fatto ricorso a una tecnologia anni Sessanta. Qualcuno ricorda il Carosello con Gino Bramieri? E mo? Moplen. Un bel secchio di plastica e passa la paura.

Rimetto la stessa foto che avevo messo a novembre – così evito di fare una cosa illecita, che fare foto sarebbe vietato (anche se non capisco perché). L’unica differenza è che oggi il secchio era blu, non più rosso. Il resto tutto uguale. Sempre latitante un avviso che avverta del pericolo di scivolare, come è obbligatorio (penso) nei luoghi pubblici. Qui, come è facile immaginare, passano ogni giorno migliaia di persone.

Piove sul bagnato

Piove sul bagnato

Metropolitana di Roma, fermata Termini

Dopo oltre 2 anni di disagi, i lavori per il rifacimento della stazione Termini delle linee metropolitane A e B – iniziati il 10 aprile del 2010 – si avviano alla conclusione. Da sabato 12 maggio è stato riaperto uno degli accessi alla linea A. I lavori dovrebbero essere completati entro l’anno.

Questa la descrizione dei lavori che ho trovato sul sito romametropolitane.it (c’è anche una bella brochure in .pdf che potete scaricare qui):

L’adeguamento del nodo di Termini, di corrispondenza tra la Linea A e la Linea B della Metropolitana di Roma, consiste nel miglioramento e potenziamento complessivo delle sue caratteristiche, sia funzionali che prestazionali. L’intervento è compreso [nel] programma predisposto dal Sindaco in qualità di Commissario Delegato per l’emergenza traffico e mobilità. Le opere previste riguardano l’ammodernamento e il potenziamento dell’impiantistica di stazione e di sicurezza, l’eliminazione di tutte le barriere architettoniche, la realizzazione di opere che accrescano la potenzialità di scambio e il miglioramento della distribuzione dei flussi anche ai fini di facilitare l’evacuazione in caso di emergenza, nonché la riqualificazione degli ambienti interni e della sovrastante piazza dei Cinquecento.

Gli obiettivi dell’intervento possono essere così sintetizzati:

  • potenziamento, riorganizzazione e razionalizzazione dei percorsi al fine di evitare le congestioni, gli intralci e le conflittualità che oggi si manifestano, particolarmente nel collegamento in uscita dalla Linea A alla Linea B;
  • adeguamento alle prescrizioni delle norme sul rischio incendi;
  • superamento delle barriere architettoniche e miglioramento delle caratteristiche di accessibilità al servizio, con particolare riguardo agli utenti a ridotta capacità motoria e visiva;
  • generale ristrutturazione impiantistica e tecnologica;
  • rinnovo delle finiture.

La principale caratteristica funzionale della soluzione progettuale adottata consiste nella separazione dei flussi in ingresso e uscita, mediante la riorganizzazione di tutte le percorrenze interne e soprattutto con la realizzazione di un nuovo percorso di collegamento tra la banchina della Linea A, il piano sottopasso e le banchine della Linea B: vengono così raddoppiati i flussi in uscita dalla Linea A, che dalle simulazioni effettuate risultano l’effettivo aspetto critico fra tutte le percorrenze interne. La realizzazione della nuova galleria è prevista con scavo realizzato in profondità, sotto gli strati archeologicamente fertili. A ciò va aggiunta, sotto il profilo funzionale, la meccanizzazione di tutte le percorrenze interpiano, con inserimento di nuove rampe mobili, sostituzione di quelle esistenti e realizzazione di nuovi ascensori, che permetteranno agli utenti a ridotta capacità motoria di accedere a tutti i livelli del nodo.

Dal punto di vista tecnologico, l’intervento prevede l’istallazione [sic!] di una serie di attrezzature impiantistiche, quali centrali di estrazione fumi, barriere d’aria e impianti di spegnimento, che, unitamente all’utilizzo di materiali ed elementi costruttivi resistenti al fuoco, permette di rispettare pienamente la normativa antincendio vigente. Quanto all’immagine architettonica, lo scopo dell’intervento è di rinnovare le finiture senza però stravolgere l’immagine ormai consolidata, puntando soprattutto su un accorto utilizzo dei materiali, della segnaletica e dei criteri di illuminazione. Pertanto nella Stazione Linea B si è optato per il restauro e la conservazione degli spazi e dei materiali esistenti, mentre nella Stazione Linea A si è optato per la riqualificazione degli spazi e il rinnovo delle finiture, mediante l’impiego di materiali pregiati e di nuova generazione, caratterizzati da ottimo comportamento nei confronti dell’incendio, notevoli proprietà meccaniche nei confronti dell’uso e buona resistenza al vandalismo.

Sono previste inoltre alcune opere di sistemazione dell’area di piazza dei Cinquecento [vi risparmio l’elenco].

Il valore totale dell’investimento ammonta a circa 63 milioni di euro [questo lo lascio perché sarà interessante vedere, a consuntivo, quali siano stati i costi effettivamente sostenuti].

Fermata Termini

wikipedia.org

Sono sicuro che erano tutti interventi necessari, e rinviati per troppo tempo. In particolare, i percorsi di accesso, d’uscita e di collegamento tra le due linee non erano stati progettati per nulla, o erano stati progettati da un incompetente, con il risultato dello “scontro” tra correnti di traffico che procedono in senso contrario in spazi ristretti.

Epperò già si vedono i limiti dell’intervento attuale. Mi limiterò a quelli che tocco con mano nella mia quotidiana esperienza:

  1. continua a piovere nei passaggi sotterranei, in particolare nell’uscita dalla banchina della linea B direzione Rebibbia, appena prima della scala mobile;
  2. la pavimentazione nei classici “bolloni” di gomma sintetica nera, forse giudicati brutti, ma di produzione (e invenzione) italiana e con caratteristiche leggendarie di comfort (spessore e elasticità costanti, per un eccellente comfort durante la camminata; attenuazione efficace del rumore generato dal calpestio; riduzione della scivolosità), durata (resistenza all’usura e all’abrasione, alle bruciature senza segni permanenti e agli agenti chimici e ai prodotti di pulizia, con ridotte esigenze di manutenzione) e sicurezza (oltre a essere dotate di proprietà batteriostatiche e antimicrobiche naturali, in caso d’incendio, i fumi emessi non contengono gas tossici o corrosivi), è stata sostituita con marmettoni di pietra color antracite. Non ne conosco la provenienza e se la cave rispettino criteri ecologicamente sani, ma quel che è certo è che sono scivolosissimi con il bagnato (esperienza condotta di persona!);
  3. le nuove finiture alle pareti – con “l’impiego di materiali pregiati e di nuova generazione, caratterizzati da ottimo comportamento nei confronti dell’incendio, notevoli proprietà meccaniche nei confronti dell’uso e buona resistenza al vandalismo” – sono pannelli di metallo porcellanato bianco applicati sul rivestimento di travertino esistente: il risultato è che aggiungono alle pareti un ingombro di una quindicina di cm, che riduce ulteriormente il già inadeguato spazio disponibile sulle banchine della linea A, affollatissima ogni mattina. Non voglio sembrare menagramo, ma l’incidente è quotidianamente in agguato.