Isaak Babel’ – Racconti di Odessa

Babel’, Isaak (1931). Racconti di Odessa (Одесские рассказы. A cura di Rossana Platone). Milano: Rizzoli. 2012. ISBN: 9788858624807. Pagine 133. 4,99€

Copertina: Racconti di Odessa; Isaak Babel"
amazon.it

Se vi affascina questa città leggendaria, porto levantino della grande Russia, ideale polo opposto del porto di Murmansk sull’Artico dove il mare non gela grazie alle estreme propaggini della corrente del golfo, crogiolo di popoli e di lingue, questo è il libro per voi. Si legge d’un fiato.

È il libro che Rumiz si è portato nel suo viaggio raccontato in Trans Europa Express (di cui parleremo).

La lingua di Babel’ è pura poesia. Eccone due esempi:

[…] una polpetta, profumata come un’infanzia felice (pos. 1036)

[…] fremevano, come il lievito col quale fermenta la vendetta (pos. 1423)

La donna elettrica

La donna elettrica (Kona fer í stríð), 2018, di Benedikt Erlingsson, con Halldóra Geirharðsdóttir, Jóhann Sigurðarson, Juan Camillo Roman Estrada.

Kona fer í stríð (2018)
http://www.imdb.com

Film bello e difficile da inquadrare. Con la sensazione che la cinematografia islandese abbia un sapore un po’ esotico, come quella al di fuori dell’ambito mid-atlantic, cioè statunitense ed europeo. A meno che a essere un po’ esotico sia il regista, di cui non conosco altro (in Italia era arrivato Storie di uomini e di cavalli, che io però non ho visto).

Sarebbe facile, e forse doveroso, raccontare la vicenda cronologicamente, come fa il film. Ma a me pare importante, e significativo, partire dalla scena finale, insieme un battesimo e un passaggio del Mar Rosso. Mi sembra che questa scena, di cui non dirò altro per non guastarvi la visione, dia un senso a tutta la pellicola, e che il senso sia diverso da quello “politico” che pure c’è: Halla, la protagonista, è a modo suo una terrorista, e così viene giudicata da quasi tutta la società islandese. Il film è contemporaneo, e fa capire come sia difficile realizzare attentati alla rete elettrica nell’era delle telecamere a circuito chiuso, dei droni e del DNA.

La protagonista (che recita due parti…) è bravissima ed espressiva, come il suo presunto cugino. Ma gli altri protagonisti sono il paesaggio islandese (che contribuisce non poco al sentore esotico del film) e la scelta di “mettere in scena” (letteralmente) gli esecutori della colonna sonora. Una scelta a mio parere felice, che aggiunge una stelletta alla mia personale valutazione.

Vedetelo, se potete.