Chris Pavone – The Paris Diversion

Pavone, Chris (2019). The Paris Diversion. New York: Crown. 2019. ISBN: 9781524761523. Pagine 374. 8,60€

amazon.it

Del medesimo autore avevo letto The Expats, che mi era piaciuto soprattutto per l’ambientazione al Lussemburgo, città che conosco molto bene per motivi professionali. Comprensibile, quindi che una volta appreso che era in uscita una specie di sequel del primo romanzo, con la stessa protagonista, Kate Moore, non abbia resistito alla tentazione di gettarmi sulla sua nuova avventura.

Peccato che – a parte l’ambientazione – del precedente romanzo ricordassi ben poco, se non che la protagonista (e, per la verità, quasi tutti gli altri personaggi) non sono quello che sembrano essere a prima vista. Purtroppo, la recensione che avevo fatto di The Expats (che trovate qui) non si è rivelata di molto aiuto: preoccupato di non dire troppo per non rovinare il gusto della lettura di un thriller ai miei lettori, ero stato fin troppo reticente.

Leggi il seguito di questo post »

La donna elettrica

La donna elettrica (Kona fer í stríð), 2018, di Benedikt Erlingsson, con Halldóra Geirharðsdóttir, Jóhann Sigurðarson, Juan Camillo Roman Estrada.

Kona fer í stríð (2018)
http://www.imdb.com

Film bello e difficile da inquadrare. Con la sensazione che la cinematografia islandese abbia un sapore un po’ esotico, come quella al di fuori dell’ambito mid-atlantic, cioè statunitense ed europeo. A meno che a essere un po’ esotico sia il regista, di cui non conosco altro (in Italia era arrivato Storie di uomini e di cavalli, che io però non ho visto).

Sarebbe facile, e forse doveroso, raccontare la vicenda cronologicamente, come fa il film. Ma a me pare importante, e significativo, partire dalla scena finale, insieme un battesimo e un passaggio del Mar Rosso. Mi sembra che questa scena, di cui non dirò altro per non guastarvi la visione, dia un senso a tutta la pellicola, e che il senso sia diverso da quello “politico” che pure c’è: Halla, la protagonista, è a modo suo una terrorista, e così viene giudicata da quasi tutta la società islandese. Il film è contemporaneo, e fa capire come sia difficile realizzare attentati alla rete elettrica nell’era delle telecamere a circuito chiuso, dei droni e del DNA.

La protagonista (che recita due parti…) è bravissima ed espressiva, come il suo presunto cugino. Ma gli altri protagonisti sono il paesaggio islandese (che contribuisce non poco al sentore esotico del film) e la scelta di “mettere in scena” (letteralmente) gli esecutori della colonna sonora. Una scelta a mio parere felice, che aggiunge una stelletta alla mia personale valutazione.

Vedetelo, se potete.