Fare il premier mi fa schifo

Da Repubblica (18 marzo 2008):

Il presidente del Consiglio: “Sono otto settimane che non faccio un giorno di riposo”
“Lo faccio soltanto per senso di responsabilità. Ma sono disperato…”

Roma, lo sfogo di Berlusconi

“Fare il premier mi fa schifo”

<b>Roma, lo sfogo di Berlusconi<br/>"Fare il premier mi fa schifo"</b>
ROMA – Si dice “disperato”. E torna a ripetere quanto il lavoro del politico gli “faccia schifo”. Serata di svago per Silvio Berlusconi al teatro Quirino di Roma. Ieri sera tra il primo e il secondo atto il premier si concede un bagno di folla. “Sono otto settimane che non faccio un giorno di riposo” scherza nel foyer con il pubblico. “Ma lei si diverte”, lo punzecchia una signora. “No, a me non piace quello che faccio – replica il Cavaliere – lo faccio solo per senso di responsabilità. Mi fa schifo quello che faccio. Sono disperato…”.

“Sono abituato a lavorare – riprende Berlusconi sorridendo – pensi che per 21 giorni non ho mai dormito due notti consecutive nello stesso letto”. “E’ stata una tournée”, ribatte un signore. “No – risponde il Cavaliere – perché in tournée si recita sempre la stessa parte. Io ogni giorno devo invece cambiarla”.

Non è la prima volta che Berlusconi tocca il tasto del “sacrificio” che gli costerebbe fare il lavoro del politico. Quello stesso che più volte ha sbeffeggiato pubblicamente, attaccando “i politici di professione”, quelli “solo chiacchiere” e “niente fatti”. Opponendoli a quelli come lui, gli uomini “del fare”. Ricordando, con orgoglio, la sua ascesa imprenditoriale.

Sospirando quando, elenca le sue innumerevoli case al mare, dalla Sardegna ai Caraibi, che non si può “godere”. Elencando minuziosamente i tempi sempre più stretti della sua giornata. “Dormo poche ore al giorno e il resto lavoro” ha ripetuto più volte. “Sono uno di voi” non perde occasione per dire ogni volta che si presenta davanti ad una platea di industriali. Uno di loro che però da 15 anni resta tenacemente attaccato a quel lavoro che, di tanto in tanto, dice di detestare. Ma di cui, evidentemente, non può fare a meno. “Ma solo per il bene degli altri”. Ovviamente.

(18 marzo 2009)

Commenti:

  1. Sullo stesso quotidiano, avevo letto che dopo il meeting di Cernobbio (lavoro usurante, non c’è dubbio), sabato, se n’era andato in elicottero nel suo buen retiro sul lago Maggiore. Ma se uno ha 365 ville, non è che poi si può lamentare che dorme ogni notte in un letto diverso. E magari pure con una squinzia diversa, povero sultano.
  2. Se gli fa schifo quello che fa (mi sembra sinceramente – se l’avverbio ha un senso riferito a Berlusconi), cioè il premier, cambia tutto: noi che non l’abbiamo votato, per pura cattiveria dovremmo chiedere che resti a fare il suo lavoro fino al termine del mandato; ma il 92% che lo sostiene dovrebbe chiedere, per il suo bene e il suo benessere, che si prenda un bell’anno sabbatico.