La canzone più rilassante di sempre?

Gironzolando sulla rete, e grazie a servizi come Zite, trovo cose interessanti o curiose e, se mi punge vaghezza, le condivido sul mio blog.

Ieri ho trovato questa notizia, che mi sembrava sufficientemente originale, anche perché l’ho trovata su un sito abbastanza esoterico, Panic about Anxiety, curato da Summer Beretsky, che si presenta così:

In twelfth grade, I wrote an essay called “Thinking Too Deeply About Over-Analyzation”. The topic was pretty self-explanatory: I picked apart (or, rather, overanalyzed) the very manner in which I overanalyze.

I got an A on the essay. I also got a comment from Mr. Jones, my Writing Workshop teacher, inked in red pen on the cover page: “Summer, you’re going to get an ulcer one day.”

Hi Mr. Jones! I’ve decided to bypass the ulcer and exceed your expectations — like the overacheiver that I am — & go straight for an anxiety disorder.

I had my first panic attack in college and, roughly estimating, I’ve added over 400 more to my resume to date. After the first one, my family physician wrote me a script for Xanax — which worked well until I developed a tolerance for it. Then, he gave me a script for Paxil. For two years, the Paxil stopped my panic attacks, but they flat-lined my emotions, my creativity, and my liveliness. The best parts of my life — interacting with friends, writing, and studying communication — became bland. I tried and failed to withdraw from Paxil twice.

The third time was, indeed, the charm. Over a (long!) period of seven months, I withdrew from Paxil as I began grad school. My withdrawal story was published in the LA Times and recorded for an upcoming-yet-still-unnamed-documentary. I’ve been contributing to the World of Psychology blog here on PsychCentral since 2008.

Now officially diagnosed with panic disorder, I’m still trying to tame my panic attacks, my perfectionism, and my over-analytical tendencies.

I say “tame” and not “eradicate” because the perfectionism & analysis have certainly helped me academically and professionally. I have a B.A. in Communication from Lycoming College and an M.A. in Communication from the University of Delaware. I’ve been working in marketing, social media, and local search for three years during the day.

When I’m not staring at an endless series of emails and spreadsheets in my Dilbert-style cubicle, I’m probably at home writing, training my parrot to talk, or spending time with my fiancee — who I met when I was five years old.

Unless you catch a glimpse of me shaking during a bad panic attack, you can’t necessarily “see” the panic disorder in me. Nor can you visually see the stress-induced migraines I get regularly. Invisible illnesses are very real, and I’m a strong advocate of extending compassion and understanding toward those who are suffering from them.

And why am I sharing my story with the internet? Mental health disorders still carry a stigma — and the more we share our stories, the more quickly the stigma will fade away. I want to be a part of that.

I enjoy writing about panic, anxiety, agoraphobia, and my Paxil-withdrawal experience. I’m a fan of biofeedback, cognitive behavioral therapy techniques, and therapeutic uses for technology.

Summer Beretsky

blogs.psychcentral.com

Ecco il post che ha attratto la mia attenzione:

The ‘Most Relaxing Tune Ever’, According to…Science? | Panic About Anxiety

È la nostra amica Summer che scrive:

Can science give us the perfect sleep-inducing song?

I’ve been a bit of an insomniac lately. Somewhere in the depths of 2 a.m. last night (or this morning?), I Googled “most relaxing song ever”.

And what did I expect to find? Well, a bunch of songs esteemed Most Relaxing by the court of popular opinion.

But instead, I found … science. Maybe.

La cosa curiosa è che l’articolo cui si fa riferimento era stato pubblicato dal Telegraph il 16 ottobre 2011 e aveva suscitato già allora qualche curiosità, anche da parte di qualche blogger nostrano.

Intanto cominciate ad ascoltare il brano (dura 8 minuti) e dopo ne parliamo. Se siete ancora svegli, perché è soporifero davvero.

La “ricerca” di cui si parla è stata commissionata dalla Radox, una marca di sali da bagno e bagni schiuma diffusa nel Regno Unito e in altre parti dell’ex-impero britannico (Irlanda, Malaysia, Australia, Sud-Africa e Repubblica Ceca – lo so che non è mai stata parte dell’impero, ma i prodotti Radox si vedono anche lì). Acquistata dalla Unilever nel 2009, la Radox ha lanciato una campagna pubblicitaria di grande successo, Be Selfish, entro la quale si inserisce anche questa iniziativa.

Radox

wikipedia.org

Gli autori del brano sono un trio di Manchester, i Marconi Union (Richard Talbot, Jamie Crossley e Duncan Meadows), formatosi nel 2003 e (per un breve periodo) vicino alla casa discografica di Brian Eno.

Weightless, lanciata il 16 ottobre 2011 insieme allo “studio” che la caratterizza come “la canzone più rilassante di sempre”, è stata composta in collaborazione con la British Academy of Sound Therapy (di cui ho trovato ben poco sul web, salvo che è stata fondata ed è diretta da Lyz Cooper, la signora roscia che vedremo nel video qui sotto).

La “ricerca” finanziata dalla Radox è stata condotta dalla Mindlab, un’impresa privata di neuromarketing (non chiedetemi che cos’è il neuromarketing), su 40 donne. Alle cavie sono stati fatti risolvere dei problemi per far salire il livello di stress e, dopo averle collegate a una serie di sensori, è stata fatta ascoltare Weightless e altri brani rilassanti (per dare l’impressione che si trattassse di un disegno sperimentale “scientifico” e controllato, suppongo). Weightless sarebbe risultato dell’11% più rilassante di ogni altro brano, con effetti comparabili a quelli di un massaggio, di una passeggiata o di una tazza di te (ma non era un eccitante, il te?) e avrebbe ridotto del 65% il livello d’ansia (misurato come?). Basta così. Se siete creduloni ve lo raccontano il Dr David Lewis-Hodgson e Duncan Smith della Mindlab International:

Ancora due cose mi incuriosiscono.

Primo. Weightless e tutta la connessa campagna Radox hanno una data d’inizio precisa, il 16 ottobre 2011. Quella è anche la data dell’articolo del Telegraph e della pubblicazione del clip di Weightless su YouTube (a oggi è stato visto poco meno di 800.000 volte, con un andamento di crescita abbastanza regolare). Io, come dicevo, l’ho trovato citato su un blog di nicchia. Come si spiega allora che un altro blogger italiano abbia fatto un post in cui racconta la storia e traduce in gran parte l’articolo del Telegraph proprio l’altroieri, il 9 febbraio 2012?

Secondo. Alla fine dell’articolo del Telegraph è riportata la classifica dei 10 brani più rilassanti. Non è chiaro chi l’ha stilata, forse gli “scienziati” della Mindlab sulla base dei risultati dei loro test. Ad ogni buon conto, eccola qui:

  1. Marconi Union – Weightless
  2. Airstream – Electra
  3. DJ Shah – Mellomaniac (Chill Out Mix)
  4. Enya – Watermark
  5. Coldplay – Strawberry Swing
  6. Barcelona – Please Don’t Go
  7. All Saints – Pure Shores
  8. Adele – Someone Like You
  9. Mozart – Canzonetta Sull’aria
  10. Cafe Del Mar – We Can Fly

Per fortuna un altro valoroso blogger italiano mi ha risparmiato la fatica di andarmi a cercare tutti i brani su YouTube. Li trovate qui.

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