I premi Ig® Nobel 2012

Come accade ormai dal lontano 1991, il 20 settembre 2012 si è svolta al Teatro Sanders dell’Università di Harvard la cerimonia di assegnazione dei premi Ig® Nobel.

Benché l’intento dei fondatori (Mark Abrahams e i suoi Annals of Improbable Research) sia quello di rendere conto di risultati della ricerca scientifica che prima fanno ridere e poi fanno pensare, c’è chi si chiede – probabilmente a ragione – se il solo parlarne, in un paese refrattario alla cultura scientifica come il nostro, non esponga la ricerca e i suoi operatori al dileggio mediatico:

Confesso di avere qualche difficoltà con gli Ig Nobel, ovvero quei premi istituiti nell’ormai lontano 1991 dalla rivista scientifico-umoristica Annals of Improbable Research e assegnati ogni anno a ricerche scientifiche che dovrebbero, secondo gli ideatori, “prima far ridere la gente e poi farla pensare”. Quando si avvicina il momento dell’annuncio dei vincitori comincio a avvertire un senso di fastidio per il tono che – lo so già – avranno molti degli articoli e dei servizi che commenteranno la notizia.

In effetti il mio problema non è tanto con gli Ig Nobel, ma con il modo in cui essi rischiano di essere percepiti al di fuori del mondo scientifico, soprattutto nel nostro paese. Le ricerche premiate sembrano confermare il pregiudizio negativo della (cospicua) parte di opinione pubblica, di intellettuali e di politici maldisposta nei confronti della scienza. Ovvero: gli scienziati perdono tempo in attività inutili, sono infantili, eccentrici o pazzi, e sprecano denaro (il nostro, sottinteso). Immancabilmente, anche quest’anno ci siamo dovuti sorbire le ironie sui fisici che studiano la forma delle code di cavallo.

[…]

[L]’intento originale non era quello di mettere alla gogna gli autori delle ricerche premiate (in effetti, i vincitori accettano di buon grado di partecipare alla cerimonia, che ricalca in modo semiserio quella dei premi Nobel) ma semmai quello di far capire che la ricerca scientifica è mossa soprattutto dalla pura e semplice curiosità, o almeno così dovrebbe essere. E che la bontà di una ricerca non si dovrebbe giudicare dalla rilevanza dei suoi risultati, o dall’aderenza a linee di indagine ritenute, in un certo periodo storico, più produttive (o più alla moda), ma unicamente dal rispetto del metodo scientifico e dell’etica professionale da parte di chi la fa. Perché non si può sapere in anticipo se una ricerca apparentemente strampalata sia in realtà il preludio a una scoperta che potrebbe cambiare la vita delle persone. [In fin dei conti è anche la logica che presiede al Golden Goose Award, di cui abbiamo parlato in un post di qualche giorno fa]

[…]

In un’epoca in cui anche nella valutazione della ricerca scientifica si stanno affermando criteri improntati all’iperproduttività e all’appiattimento culturale, sarebbe bello recuperare un po’ dello spirito di sano divertimento intellettuale che anima gli Ig Nobel. Il fatto è che per apprezzare quello spirito – e per non fraintenderne le buone intenzioni – bisogna avere non soltanto una buona cultura scientifica, ma anche una certa predisposizione per l’umorismo intelligente, oltre che un’inclinazione a non prendersi sul serio: peccato che da queste parti i Monty Python e The Big Bang Theory non abbiano mai avuto molto successo. Siamo la patria mondiale dell’accademico trombone, preferibilmente umanista. E così quello quello che resta dell’Ig Nobel, ogni anno, è qualche nota di colore, una sfilza di ricerche di cui nessuno capisce lo scopo, e un po’ di cervelloni malvestiti e spettinati che si lanciano i cartoccetti. [L’articolo completo di Amedeo Balbi, Il problema con l’Ig Nobel, lo trovate pubblicato su il Post del 25 settembre 2012. Di mio, aggiungo una precisazione: non si lanciano i cartoccetti, ma degli aeroplanini di carta]

This is improbable

oneworld-publications.com

E adesso che abbiamo salvato l’anima, l’elenco dei vincitori:

  1. Psicologia: Anita Eerland e Rolf Zwaan (Paesi Bassi) e Tulio Guadalupe (Perù, Russia e Paesi Bassi) per lo studio “Inclinarsi sulla sinistra fa sembrare la Torre Eiffel più piccola” [“Leaning to the Left Makes the Eiffel Tower Seem Smaller: Posture-Modulated Estimation,” Anita Eerland, Tulio M. Guadalupe and Rolf A. Zwaan, Psychological Science, vol. 22 no. 12, December 2011, pp. 1511-14].
  2. Pace: la società SKN (Russia) per il processo di trasformazione di munizioni russe vecchie in diamanti nuovi.
  3. Acustica: Kazutaka Kurihara e Koji Tsukada( Giappone) per la realizzazione dello SpeechJammer — una macchina che disturba il discorso delle persone, facendo loro ascoltare le parole pronunciate con un piccolo ritardo [“SpeechJammer: A System Utilizing Artificial Speech Disturbance with Delayed Auditory Feedback“, Kazutaka Kurihara, Koji Tsukada, arxiv.org/abs/1202.6106. February 28, 2012].
  4. NeuroscienzeCraig Bennett, Abigail Baird, Michael Miller e George Wolford (Stati Uniti) per avere dimostrato che gli scienziati del cervello, con strumenti complicati e statistiche semplici, sono in grado di riscontrare attività cerebrali dappertutto, anche nei salmoni morti [“Neural Correlates of Interspecies Perspective Taking in the Post-Mortem Atlantic Salmon: An Argument For Multiple Comparisons Correction,” Craig M. Bennett, Abigail A. Baird, Michael B. Miller, and George L. Wolford, Journal of Serendipitous and Unexpected Results, vol. 1, no. 1, 2010, pp. 1-5].
  5. Chimica: Johan Pettersson (Svezia e Ruanda) per aver scoperto perché nella città di Anderslöv, in Svezia, i capelli della gente diventavano verdi.
  6. Letteratura: il General Accountability Office del governo degli Stati Uniti per aver scritto un rapporto sui rapporti sui rapporti che raccomanda la predisposizione di un rapporto sui rapporti sui rapporti [“Actions Needed to Evaluate the Impact of Efforts to Estimate Costs of Reports and Studies,” US Government General Accountability Office report GAO-12-480R, May 10, 2012].
  7. Fisica: Joseph Keller (Stati Uniti), Raymond Goldstein (Stati Uniti e Regno Unito), Patrick Warren e Robin Ball (Regno Unito) per avere modellizzato l’equilibrio di forze che caratteriza il moto delle code di cavallo umane [“Shape of a Ponytail and the Statistical Physics of Hair Fiber Bundles.” Raymond E. Goldstein, Patrick B. Warren, and Robin C. Ball, Physical Review Letters, vol. 198, no. 7, 2012.”Ponytail Motion,” Joseph B. Keller, SIAM (Society for Industrial and Applied Mathematics) Journal of Applied Mathematics, vol. 70, no. 7, 2010, pp. 2667–72].
  8. Dinamica dei fluidi: Rouslan Krechetnikov (Stati Uniti, Russia e Canada) e Hans Mayer [(Stati Uniti) per avere studiato il movimento dei liquidi, con particolare riferimento a quanto accade a una persona che cammina con una tazza di caffè in mano [“Walking With Coffee: Why Does It Spill?” Hans C. Mayer and Rouslan Krechetnikov, Physical Review E, vol. 85, 2012].
  9. Anatomia: Frans de Waal (Paesi Bassi e Stati Uniti) e Jennifer Pokorny (Stati Uniti) per avere scoperto che gli scimpanzé sono in grado di individuare altri scimpanzé sulla base di una foto del loro deretano [“Faces and Behinds: Chimpanzee Sex Perception” Frans B.M. de Waal and Jennifer J. Pokorny, Advanced Science Letters, vol. 1, 99–103, 2008].
  10. Medicina: Emmanuel Ben-Soussan e Michel Antonietti (Francia) per consigliare i colleghi medici su come minimizzare il rischio che durante l’esame colonscopico il paziente esploda [“Colonic Gas Explosion During Therapeutic Colonoscopy with Electrocautery,” Spiros D Ladas, George Karamanolis, Emmanuel Ben-Soussan, World Journal of Gastroenterology, vol. 13, no. 40, October 2007, pp. 5295–8. “Argon Plasma Coagulation in the Treatment of Hemorrhagic Radiation Proctitis is Efficient But Requires a Perfect Colonic Cleansing to Be Safe,” E. Ben-Soussan, M. Antonietti, G. Savoye, S. Herve, P. Ducrotté, and E. Lerebours, European Journal of Gastroenterology & Hepatology, vol. 16, no. 12, December 2004, pp 1315-8].

Ecco il lungo ma divertente webcast della cerimonia:

Nella foto, 3 premi Nobel veri – Wolfgang Ketterle (fisica, a sinistra), Orhan Pamuk (letteratura) e Paul Krugman (economia, a destra) – sperimentano l’invenzione della vincitrice dell’Ig Nobel Elena Bodnar, un reggiseno che si trasforma rapidamente in una maschera facciale protettiva.

IgNobel

improbable.com/

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