Il mio regno per un cavillo

Di solito non intervengo su argomenti di attualità, ma oggi una cosa la vorrei dire: se il “nuovo” che dovremmo scegliere è soltanto un viso o un nome nuovo, mentre i metodi e i modi di fare politica restano vecchi, la cosa non mi interessa.

Matteo Renzi

wikimedia.org/wikipedia/commons

Forse non ero attentissimo, ma mi pare che le regole siano state decise in un consesso cui Renzi e i suoi sostenitori non parteciparono (rinunciando in questo modo a “migliorare” le regole nella direzione che gradivano), ma che siano state accettate da tutti i candidati, con maggiore o minore entusiasmo.

Le regole sono state tempestivamente pubblicate e sono ancora lì per essere lette da chi vuole. Tendo a dare per scontato (ma forse sono pronto a essere rottamato anch’io) che se erano valide prima del ballottaggio – che prevedono e regolano esplicitamente – lo debbano essere anche dopo che l’eventualità del ballottaggio è diventato una certezza. Perché il viziaccio di cambiare le regole durante la partita è un comportamento scorretto che abbiamo attribuito alla destra e ha contribuito a disgustarci della politica.

Non è vero, come scrive Luca Sofri su Il Post (Sulle regole delle primarie per il ballottaggio) che «[n]on si sta parlando di “cambiare le regole in corsa”, come si dice alludendo alla scorrettezza di applicare regole diverse in diversi momenti di una gara. Si sta parlando di cambiare le regole dei rigori quando sono finiti i 90 minuti.» No: restando nella metafora calcistica, si stanno cambiando le regole dei tempi supplementari, quando era stato deciso prima con quali regole si sarebbero giocati in caso di parità dopo i 90′ regolamentari. Il testo del Regolamento per le primarie approvato dal Collegio dei garanti per le primarie il 19 ottobre 2012 a me sembra di una chiarezza esemplare:

14. SECONDO TURNO
1. Qualora nessuno dei candidati abbia raggiunto il cinquanta per cento più uno dei voti validi, viene fissato per il 2 dicembre 2012 il ballottaggio fra i due candidati più votati al primo turno. In caso di parità di voti fra il secondo ed il terzo candidato si procede come da legge elettorale per le Province e i Comuni.
2. Si vota domenica 2 dicembre 2012 dalle h 08.00 alle h 20.00 negli stessi seggi in cui si è votato il 25 novembre 2012.
3. Sono ammessi al voto gli elettori in possesso del Certificato di voto rilasciato per il primo turno completo del cedolino relativo alla giornata del 2 dicembre 2012.
4. Possono altresì partecipare al voto coloro che dichiarino di essersi trovati, per cause indipendenti dalla loro volontà, nell’impossibilità di registrarsi all’Albo degli elettori entro la data del 25 novembre, e che, in due giorni compresi tra il 27/11 e il 01/12, stabiliti con delibera dal Coordinamento nazionale, sottoscrivano l’Appello pubblico in sostegno della Coalizione di centro sinistra “Italia Bene Comune” e quindi si iscrivano all’Albo degli elettori.

Altri hanno cavillato sulla differenza tra dichiarare e dimostrare, facendo riferimento al comma 4. dell’articolo 14 del Regolamento (vedi qui sopra). Tanto per non fare nomi, Alessandro Capriccioli su Libernazione (Dichiarare, non dimostrare):

Tanto per cominciare il regolamento – al comma 4 dell’articolo 14 – dice “dichiarino”, non “dimostrino”. E poiché se i suoi estensori avessero voluto dire “dimostrino” l’avrebbero detto, si deve dedurre che la loro intenzione fu quella di scrivere “dichiarino”: vale a dire, se l’italiano non è un’opinione, di consentire a chi avesse eventualmente voluto votare solo per il ballottaggio di farlo, con l’unica avvertenza di firmare un bel pezzo di carta con su scritto “dichiaro che non ho potuto registrarmi all’albo degli elettori prima del 25 novembre per cause indipendenti dalla mia volontà. In fede”; senza neppure l’obbligo, a quanto pare, di precisare di quali cause si tratti.

Non ho parole, come si suol dire. Per fortuna le ha per me Jake Blues:

Jake: Ah! Ti prego, non ucciderci! Ti prego, ti prego, non ucciderci! Lo sai che ti amo, baby! Non ti volevo lasciare! Non è stata colpa mia!
Ex-fidanzata di Jake: Che bugiardo schifoso! Credi di riuscire a cavartela così? Dopo avermi tradito?
Jake: Non ti ho tradito. Dico sul serio. Ero… rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C’era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C’è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio! [Rivolto alla ex-ragazza che lo minaccia con un fucile d’assalto M16]

Massì, Matteo, studiatele pure in inglese…

Jake: Oh, please, don’t kill us. Please, please don’t kill us. You know I love you baby. I wouldn’t leave ya. It wasn’t my fault.
Mystery Woman: You miserable slug! You think you can talk your way out of this? You betrayed me.
Jake: No I didn’t. Honest… I ran out of gas! I–I had a flat tire! I didn’t have enough money for cab fare! My tux didn’t come back from the cleaners! An old friend came in from out of town! Someone stole my car! There was an earthquake! A terrible flood! Locusts! IT WASN’T MY FAULT, I SWEAR TO GOD!!!

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