Jeff Noon – Channel SK1N

Noon, Jeff (2012). Channel SK1N. Kindle. 2012. ASIN B008RZD9ZI. Pagine 228. 5,96 €

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Sono un grande lettore e ammiratore di Jeff Noon, di cui negli anni Novanta ho divorato i 4 volumi della tetralogia di Vurt (Vurt, Pollen, Automated Alice, Nymphomation) e, più tardi, il bellissimo Falling Out of Cars di cui ho scritto agli albori di questo blog (qui e qui). Di Jeff Noon ammiravo non soltanto la scrittura personalissima ed elegante, ma anche e soprattutto la capacità di prendere il quotidiano e distorcerlo, facendolo vedere in una luce diversa con l’espediente della torsione, a volte semplice, a volte anche molto complessa. Noon raccontava l’Inghilterra d’oggi (soprattutto, la Manchester d’oggi) e insieme ci faceva vedere quanto essa fosse straniante e aliena.

Poi Jeff Noon è stato silente per 10 anni (Falling Out of Cars è stato pubblicato nel 2002)  e soltanto alla fine dello scorso anno è uscito questo nuovo romanzo: soltanto in edizione e-book.

Naturalmente mi sono precipitato a comprarlo e a leggerlo: cocente delusione.

Jeff Noon non ha certo perso la capacità di scrivere (e di giocare con le parole, una delle sue caratteristiche più notevoli), anche se il romanzo è appesantito da un eccesso di lirismo (alcuni brani sono scritti come poesie in verso libero) e di sperimentalismo (interi capitoletti di segni diacritici e d’interpunzione). Il problema è che il tema del romanzo è – a parer mio – del tutto irrilevante e per nulla originale. Lasciamo parlare le note di copertina:

Welcome to the new interface.
Channel SK1N tells the story of Nola Blue: pop prodigy, the girl every teen wants to be, or be with. She has talent, hit tunes, international fame, everything she could possibly want. But when she begins to pick up TV signals on her skin, Nola is forced on a journey far beyond the boundaries of the mega-stardom she was moulded for.
This is a Frankenstein tale for the X-Factor Generation. Saturated with the same parasitic media that prey on Nola, Channel SK1N broadcasts Noon’s lyrical mastery on a viral frequency.

Vi suona familiare? Non è un caso. Videodrome di David Cronenberg è del 1983! Nel film, al protagonista Max Renn si apre una fessura nello stomaco, dove entrano pistole e videocassette. Trent’anni dopo, le prime immagini di Channel SK1N escono dallo stomaco di Nola Blue: una lunga incubazione, evidentemente.

wikimedia.org/wikipedia

Un’altra vicenda cui Channel SK1N è chiaramente debitore è quella del Pleasure Dome, versione intimistica dell’universo artificiale di The Truman Show di Peter Weir (e qui siamo nel 1998).

wikimedia.org/wikipedia

Qualcuno avverta Jeff Noon che in questi anni la televisione è diventata largamente irrilevante e che nessuno – meno che mai i ggiovani che erano i lettori del Noon della serie di Vurt – guarda più la televisione. Meno che mai i reality alla Grande fratello e, mi sa, neppure i talent show alla X-Factor. Posso sbagliarmi, naturalmente, perché non sono un esperto e non appartengo certo alla X-Factor Generation (ma non so se è un bene o un male), ammesso che esista. Ma mi appello ai miei diritti di lettore per dire chiaramente che il romanzo non mi è piaciuto.

* * *

Che resta allora? Dietro a tutta quest’impoesia (come direbbe Benedetto, vecchio e sordo), dopo avere setacciato tutta la sabbia, resta qualche pepita di poesia? ¡Claro que sí! (riferimento come sempre alle posizioni sul Kindle).

‘Truth is not born from beauty. It’s born from dirt.’ [1072]

[…] her metabolism like an animal living inside, needing to be fed. [1497]

‘We have flooded ourselves with the media in all its many forms. Our minds are now open to signals. We have become aerials.’ [1711: la frase è evidentemente debitrice a quest’altra – «We no longer have rootes, we have aerials» – riportata in epigrafe e tratta da Virtual Geography: Living with Global Media Events di McKenzie Wark]

‘This isn’t an illness. This is a change in the world’s zeitgeist.’ [1716]

And then her body started to respond and to speak softly of its own desires. A child’s voice rose from her skin like a cloud telling a story, a tale of the drifting moon lost at sea and the ship made of beeswax that lugged the moon home again. [1739]

The road itself, filmed from the air and projected on her skin, becoming knowledge.
Body knowledge, skin knowledge. [2011]

She could hear subconscious drift and babble. Images, emotions, thoughts. Lines of dialogue. Crackle-fire of synapse, skull noise. Character, personality, the sound of blood moving through veins. Each member of the audience was monitored and measured. Data flowed across Nola’s skin. So many bags of skin, each one containing bone, hair, veins, muscle, nerves, teeth and nails, eggs, organs, blood, sputum, sperm, mucus, excrement, urine, hormones, brain matter, impulses, hunger, love, greed, hatred, lust, tenderness, desire, the whole chaotic tumult of the psyche seeping out through the borderlines of flesh, and then through the screen. [2190]

Of fog and fragments and jewels she was made. [2417]

‘Are you going to swear?’
George looked at the producer. ‘What? Yes. Obscenities. Of course. Very, very probably.’
Cleo turned to the crew. ‘Okay. I need a five-second delay, with autobleep.’ [2535]

All the couch-bound commentators, home-video terrorists, moonlagged astronauts, cowboy builders, soapstar cocaine sniffers, flagging actors, high-flying superheroes, all the back-pedalling politicians and the femme fatales, every last amateur chef, make-over expert, petrolhead, cultural reviewer, shock-tactic micro-entity, every trailer-trash confessor of barely comprehended perversions, all the pretend-at-life kings and queens of daytime dreams; Nola was all of them brought together, in pieces, in motion,
in dreams. [2802-2804]

Una Risposta to “Jeff Noon – Channel SK1N”

  1. puntomaupunto Says:

    io feci già fatica con The Automated Alice (ammetto che l’inglese di Noon è oltre le mie capacità): sicuramente allora salto.


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