Mary Roach – Gulp: Adventures on the Alimentary Canal

Roach, Mary (2013). Gulp: Adventures on the Alimentary Canal. New York: W. W. Norton. 2013. ISBN 9780393240306. Pagine 353. 10,45 €

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Se avete lo spirito di un bambino – cioè se siete curiosi come scimmie, ma con una forte inclinazione per le spiegazioni scientifiche che non vi permette di accontentarvi delle just-so story, e siete affascinati da tutte le funzioni corporali, soprattutto quelle che gli adulti considerano disgustose – questo libro è per voi. Io, modestamente, ho esattamente quello spirito e sono andato a colpo sicuro.

Se voi, invece, come è statisticamente probabile, siete adulti di quelli che considerano le funzioni corporali disgustose, soprattutto quelle che hanno a che fare con le escrezioni del tubo digerente e trovate che si tratti di argomenti da evitare in una conversazione educata, soprattutto a tavola, questo libro non fa per voi. Vedete, noi – noi bambini curiosi affascinati dalle funzioni corporali – non riusciamo nemmeno a capire il vostro disgusto, e facciamo molta fatica a trattenerci dal raccontarvi cose che noi troviamo interessantissime: per esempio, quella volta che un mio amico ha inghiottito un dente d’oro e poi lo ha recuperato …

Visto? Non lo volete sapere, veramente. E io sono diventato abbastanza educato da non raccontarlo: non sono canuto inutilmente e la mia fronte spaziosa è segnale di intelligenza oltre che di calvizie.

Con Mary Roach sono sicuro che andrei d’accordo subito. Potrei persino farle una corte serrata, se non sapessi che ama talmente il marito da essersi, insieme a lui, sottoposta a una ecografia durante il coito (lo racconta nel suo Godere, pubblicato da Einaudi nel 2008).

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Il libro è scorrevole e divertente, anche se non un assoluto capolavoro. Mary Roach preferisce raccontare i suoi incontri con gli studiosi delle ricerche di cui riferisce, piuttosto che aderire a un approccio divulgativo o meglio di public understanding of science. Questo per me è un difetto, ma per altri potrebbe essere un pregio. per me, tuttavia, questi esercizi, più vicini a un genere letterario che a un sincero tentativo di migliorare la cultura scientifica, divertono ma non entusiasmano. Anche se Mary Roach, per la verità, è convinta di dare (anche) un contributo serio alla diffusione dell’approccio scientifico e naturalistico, e questo lo apprezzo senz’altro:

Make no mistake, good science writing is medicine. It is a cure for ignorance and fallacy. Good science writing peels away the blindness, generates wonder, and brings the open palm to the forehead: ‘Oh! Now I get it!’ [trascrizione di un’intervista radiofonica rilasciata a The Morning News]

Inoltre – per quanto strano questo possa suonare a chi conosce la persona reale che si nasconde dietro Boris Limpopo – trovo un po’ fastidioso che Mary Roach non ci risparmi nessuna freddura, ma che sia disposta a fare un largo giro pur di essere in grado di propinarcene una.

Non ho molto da aggiungere, se non il suggerimento di seguire questa breve intervista che l’autrice ha rilasciato al New York Times:

Vi prego di notare come i tabù alimentari e digestivi siano diversi nelle diverse parti del mondo: qui Mary Roach ne infrange uno statunitense, quello sulla saliva, che da noi non è particolarmente tabù. Ma poi non osa scendere al di sotto dello stomaco, almeno nell’intervista. Nel libro è molto più coraggiosa.

* * *

Le solite citazioni (riferimento alle posizioni Kindle):

The same cultures that eat monkey meat have traditionally drawn the line at apes. [799]

The French Academy of Sciences sprang into inaction, appointing a committee to look into it. [938: “sprang into inaction, appointing a committee”, grande in tutti i contesti]

Crispness and crunch appeal to us because they signal freshness. Old, rotting, mushy produce can make you ill. At the very least, it has lost much of its nutritional vim. So it makes sense that humans evolved a preference for crisp and crunchy foods. [1694]

[…] more like strangulation than suffocation. [2156: interessante distinzione, a proposito di come uccidono i pitoni]

“Cardio-vascular Events at Defecation: Are They Unavoidable?” [3648: un articolo di B. A. Sikarov da raccomandare agli Annals of Improbable Research]

I asked Khoruts what exactly is in the “probiotic” products seen in stores now. “Marketing,” he replied. Microbiologist Gregor Reid, director of the Canadian Research & Development Centre for Probiotics, seconds the sentiment. With one exception, the bacteria (if they even exist) in probiotics are aerobic; culturing, processing, and shipping bacteria in an oxygen-free environment is complicated and costly. Ninety-five percent of these products, Reid told me, “have never been tested in a human and should not be called probiotic.” [4009: la verità sui probiotici]

Periodontically speaking, an affair might be viewed as a form of bacteriotherapy. [4064: sul bacio come forma dolce di trapianto batterico]

3 Risposte to “Mary Roach – Gulp: Adventures on the Alimentary Canal”

  1. Levitt-Dubner – Superfreakonomics | Sbagliando s'impera Says:

    […] Mary Roach – Gulp: Adventures on the Alimentary Canal […]

  2. Katherine Harmon Courage – Octopus! The Most Mysterious Creature in the Sea | Sbagliando s'impera Says:

    […] ha molto ricordato Gulp! di Mary Roach, anche nei tentativi (per la verità non sempre riusciti) di fare dello […]


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